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Governo, chi sono i premier non eletti

Se il capo dello Stato gli conferisse l'incarico, Conte sarebbe il sesto. Il primo fu Ciampi che traghettò l'Italia nella Seconda Repubblica. Da Dini ad Amato II fino a Monti e Renzi.

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L'Italia potrebbe tornare ad avere un presidente del Consiglio non parlamentare. Giuseppe Conte, professore di Diritto già inserito nella squadra di governo M5s pre-voto, è il nome su cui Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno trovato la quadra. Con l'ok di Sergio Mattarella, Conte sarebbe il sesto premier non eletto nella storia repubblicana: un "tecnico" non deputato né senatore.

Giuseppe Conte con Luigi Di Maio.

«Sarà un premier politico di un governo politico», ha però assicurato Di Maio, «indicato da due forze politiche, con figure politiche al proprio interno. E soprattutto con il sostegno di due forze politiche votate. No ai cambi di casacca, no a persone che vengono dal gruppo Misto e che entrano in altri gruppi. Non era questo lo spirito che volevamo dare al governo».

Oggi possiamo dire che siamo di fronte a un momento storico. Abbiamo indicato il nome di Giuseppe Conte al presidente...

Geplaatst door Luigi Di Maio op maandag 21 mei 2018

LA PRIMA VOLTA CON CIAMPI. Il primo a diventare presidente del Consiglio (e poi Capo dello Stato) senza il titolo di onorevole fu nell'aprile del 1993 l'ex-governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi: nominato dal presidente della Repubblica, così come prevede la Costituzione, in un periodo di delegittimazione della politica a seguito degli scandali di Tangentopoli rimase in carica fino al 1994 quando si andò a elezioni e a Palazzo Chigi arrivò per la prima volta Silvio Berlusconi (1994). L'ultimo governo della Prima Repubblica resistette 377 giorni.

I TECNICI DI DINI. Il secondo tecnico alla guida del Paese arrivò nel 1995 con Lamberto Dini. Anche lui con un passato in Bankitalia, nel primo governo Berlusconi fu ministro del Tesoro; incaricato dal presidente Oscar Luigi Scalfaro diede vita a un esecutivo composto esclusivamente da ministri e sottosegretari tecnici e non parlamentari. Restò in carica 486 giorni.

L'AMATO II. Con le elezioni del 1996 a Palazzo Chigi si insediò Romano Prodi, poi arrivò Massimo D'Alema seguito da Giuliano Amato, capo del governo dall'aprile del 2000 al giugno del 2001. Amato era già stato presidente del Consiglio nel 1992, ma otto anni dopo fu incaricato senza essere stato eletto. Restò in carica 411 giorni.

MONTI SENATORE NOMINATO. Dieci anni e una crisi economico-finanziaria dopo, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affidò l'incarico a Mario Monti. Tecnicamente era parlamentare perché tre giorni prima era stato nominato, sempre dal Colle, senatore a vita. Ma non era eletto. Il governo dei "bocconiani" restò in carica 529 giorni.

RENZI DALLA SEGRETERIA A PALAZZO CHIGI. Infine, nella scorsa Legislatura toccò a Matteo Renzi: era segretario del Pd ma non eletto in parlamento, successe a Enrico Letta e restò a Palazzo Chigi dal 2014 al 2016 quando, a causa della sconfitta al referendum sulle riforme, si dimise passando la poltrona di premier a Paolo Gentiloni. Il governo Renzi, il quarto più longevo della storia della Repubblica, restò in carica per 1.024 giorni.

21 Maggio Mag 2018 1306 21 maggio 2018
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