Renzi Martina
MAMBO
21 Maggio Mag 2018 0926 21 maggio 2018

Renzi non ha ancora capito quello che è successo

L'ex segretario e i suoi fedelissimi dimostrano, ancora una volta, di essere politicamente fuori dal mondo. E additano la sinistra come responsabile della loro sconfitta. Per ricostruirsi occorre invece costruire un campo larghissimo. Dialogando con tutti i moderati. 

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Dopo l’assemblea del Pd mi hanno colpito le dichiarazioni consegnate ai giornalisti retroscenisti da esponenti dei due fronti contrapposti, ma soprattutto da Renzi e dai renziani. I retroscenisti sono colleghi solitamente ben informati che si dividono in due categorie. Nella prima ci sono quelli che danno il tormentone agli esponenti politici per farsi dire cose che accendano gli animi (generalmente i politici, soprattutto, se di nuova esperienza e di seconda fila accettano con poche resistenze). Nella seconda quelli che conoscono i retroscena di una parte sola perché è la loro parte, se ne sono innamorati o hanno preso alla lettera le regole d’ingaggio del loro direttore che gli/le ha detto di occuparsi di quel partito o di tizio e caio. Quando leggo, per esempio, le intenzioni di Renzi e dei renziani maggiori (maggiori rispetto agli altri renziani, non in generale) scritte da Maria Teresa Meli so che riferisce cose vere.

IL FANTASTICO MONDO DEI RENZIANI. I renziani e Renzi post-assemblea sono personaggi politici fuori dalla realtà. E non lo sono solo perché sottovalutano l’effetto d‘annuncio che il calo di consensi di una Assemblea che ancora formalmente controllano è segnale di crisi, di “grossa crisi”. Nel loro mondo fantastico non ci sono gli italiani incazzati e incazzati con la sinistra (nel prossimo numero di Italianieuropei, accanto a due saggi-reportage che guardano l’interno di 5 stelle e Lega, diamo loro voce con precisione chirurgica anche se utilizzando un piccolo campione). Nel mondo fantastico dei renziani e di Renzi c’è solo quella sinistra che ha impedito loro di spiegare a "questi quattro coglioni” di nostri concittadini che le cose stavano andando bene e che bastava lasciare a Renzi e ai suoi quei due-tre anni ancora e l’Italia sarebbe diventata Bengodi.

Gli oppositori di Renzi si muovono ancora a tentoni. Cercano il leader fra due figure assai simili, Martina o Zingaretti. Ripropongono il centro-sinistra. Vogliono rilanciare questo Pd. Non avete capito niente. Qui bisogna buttare giù tutto per ricostruire

Nel frattempo il 50% dell’elettorato che si è espresso ha dato il consenso a 5 stelle e Lega. Nei prossimi mesi di governo, se lo riusciranno a fare, questo consenso aumenterà. Già leggo dichiarazioni possibiliste di esponenti della sinistra che apprezzano qua e là il programma e fra qualche ora apprezzeranno qualche ministro. Detto semplicemente siamo di fronte non solo alla peggiore sconfitta della sinistra e del centro-sinistra ma a un processo che non è ancora finito. Le ruspe sono ancora in movimento.

IL DIALOGO COI MODERATI. Sono, dicendo questo, fra quelli che dicono che Renzi non deve parlare? No, il diritto di parola è un diritto costituzionale. Ma è un diritto e non un dovere e pensare prima è cosa utile e gradita. Gli oppositori di Renzi, d’altro canto, si muovono ancora a tentoni. Cercano il leader fra due figure assai simili, Maurizio Martina o Nicola Zingaretti. Ripropongono il centro-sinistra. Vogliono rilanciare questo Pd. Non avete capito niente. Qui bisogna buttare giù tutto per ricostruire. E per ricostruire la sinistra vera deve lavorare per un campo larghissimo con un dialogo fruttuoso con quelli che una volta chiamavamo moderati, da qualunque parte vengano. Da qualunque parte, chiaro il concetto?

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