Salvini Maio
Trattative M5s-Lega
Di Maio, al governo c'è nostro programma

Sta scendendo in campo la sinistra dialogante

I nostalgici della mancata alleanza col M5s sono pronti a digerire il nuovo governo. Mentre Renzi potrebbe creare un'area liberal da contrapporre ai giallo-verdi, chi non si riconosce in lui non sa che pesci prendere. E non capisce che battaglie come i girotondi o il no al referendum hanno portato ai Di Maio. 

  • ...

C’è una sinistra pronta ai distinguo. Questo Giuseppe Conte poi non è tanto male. Quel ministro è «amico di quello». No Tav e No Ilva sono in sollucchero. Un po’ di manette non fanno poi male. L’Europa non piace anche a noi. La Fornero è inaccettabile. Non diamo giudizi affrettati, guardiamo il programma. Che diavolo vuol dire populismo? Governo delle due destre non è una definizione giusta. Eccetera eccetera. Questa area comprende i nostalgici disperati della mancata alleanza di governo con i 5 stelle. Quelli, cioè, che erano convinti che avrebbero ammansito la “bestia” e un’area “rossiccia” che si è formata da anni nell’alveo dei contenitori e dei contenuti del mondo giustizialista.

CONTENUTI DETTATI DALLA DESTRA. Sono personalmente convinto che questo governo sia figlio di quel passaggio nella vita della sinistra in cui una parte di questa iniziò a farsi dare contenuti e leadership dalla destra. Molte battaglie giuste e belle, dai girotondi al No referendario, ebbero motivazioni assai appassionate, ma nessuno dei protagonisti si chiese mai in quale direzione portassero. Eccola. È qui. Ha la faccia di Conte e Di Maio e, purtroppo per loro, lo spettro di Salvini al ministero degli Interni. Sottolineo questo aspetto perché il grado di scomposizione nell’area che fu di centro-sinistra si arricchisce ogni giorno di nuovi motivi di rottura.

UN'AREA SENZA DIREZIONE. Renzi che non è il più bravo ma è il più furbo di tutti ha fissato una posizione politica. Sarà lui l’antagonista del governo simil-Raggi, e guiderà per interposta persona il Pd oppure, molto più probabilmente, inizierà a porre le basi di un contenitore liberal che apra le porte anche ai moderati che vengono dal campo di Berlusconi e a quella destra che con i nazionalpopolari non vuole prendere neppure un caffè. Quella roba che chiamiamo sinistra, invece, non sa ancora che pesci prendere. Dice: lotta alle diseguaglianze, Europa non burocratizzata, accoglienza, contrasto al macronismo e alle leadership invadenti ma non fornisce un’idea su quel che vuole costruire come progetto politico-sociale e come partito.

Molte battaglie giuste e belle, dai girotondi al No referendario, ebbero motivazioni assai appassionate, ma nessuno dei protagonisti si chiese mai in quale direzione portassero. Eccola. È qui. Ha la faccia di Conte e Di Maio

Non è facile. Bisogna essere onesti. Però fino a che lo schema sarà renziani-antirenziani vinceranno, qualunque saranno le difficoltà del nuovo governo, Di Maio e Salvini e nel centro sinistra un Matteo Renzi assai meno carismatico di prima.

BISOGNA RIPARTIRE DALLA POLITICA. Non bisogna girarci attorno: i fenomeni politici si giudicano sulla base di giudizi politici. Il carattere popolare di alcune scelte e provvedimenti può essere oggetto di un atteggiamento parlamentare diverso, ma ciò che conta è capire e spiegare al proprio elettorato qual è il segno dell’operazione politico-istituzionale che si va delineando e la sua innegabile profondità nelle viscere della società. La rifondazione delle formazioni di sinistra (come caldeggiano in un bel documento, pubblicato su Lettera43, i professori Almagisti e Graziano) non riparte dall’economia ma dalla politica, dall’affermazione di un punto di vista, dal delinearsi di un disegno sociale. E dall’autonomia culturale.

I DANNI DELL'ECO-GIUSTIZIALISMO. Una nuova sinistra che faccia parte di un’Arca, come scrive il mio amico Marco Follini, deve riflettere non solo sugli errori di Renzi e quelli di D’Alema, Bersani, Veltroni ma sul fatto che da una certa data in poi ha perso autonomia e hanno vinto ideologie trasversali eco-giustizialiste che spesso sono state presidiate da gente di destra. Tutta questa roba sta nel nuovo governo, e lì resti. Non facciamoci dettare la linea, noi che vogliamo stare all’opposizione di questa roba. Insisto, ho ben presente l’«analisi differenziata» che proponeva al suo partito Palmiro Togliatti, ma era chiaro allora che nessuna analisi differenziata scalfiva il giudizio sul corso politico.

SERVE UNA OPPOSIZIONE INTRANSIGENTE. L’opposizione al nuovo governo deve essere intelligente ma intransigente. Oggi sembrano fortissimi. Oggi chi si oppone rischia di essere definito parte dell’establishment che resiste. Ma quando questi andranno a sbattere, gli italiani andranno a sbattere e lo schema interpretativo imposto da chi ha creato il Di Maio-Salvini (la Casta, lo Stato che è peggio della mafia, le manette come reazione salvifica alla corruzione umana e così via) non reggerà, fatevi dare le etichette che vi verranno addosso ma fate opposizione, senza se e senza ma.

22 Maggio Mag 2018 0932 22 maggio 2018
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso