Governo:ok M5S-Lega a 15 punti programma
ABILE A CHI?
23 Maggio Mag 2018 1520 23 maggio 2018

Sono disabile, non nata ieri: il contratto M5s-Lega è propaganda

A chi plaude al programma di governo chiedo: quali misure concrete e innovative vi sono contenute? È giusto dare a Di Maio e Salvini il tempo per cambiare le cose, ma lo è anche non rimanere a guardare nel frattempo.

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Ringrazio i lettori che hanno commentato il pezzo relativo al ministero della Disabilità perché penso che la riflessione comune rispetto a un tema si arricchisca a partire dal contributo che ciascuno dei parlanti può e vuole offrire. Aggiungo anch’io un altro piccolo pezzettino. Un lettore ha scritto attribuendomi la seguente dichiarazione: «Ogni azione che si fa per i disabili è inutile». A questa persona domando: «Dove incontra una simile affermazione nel mio testo?». Io non ho mai scritto questo. Invece chiedo allo scrivente di specificare a quali azioni compiute a favore dei disabili e contenute all’interno del contratto di governo si riferisce. Personalmente, se rileggo il capitolo riguardante il ministero delle Disabilità contenuto all’interno del contratto di governo, vedo sia il riferimento a provvedimenti e misure già esistenti ma presentati come se fossero importanti innovazioni (vedi i trattamenti esclusi dal calcolo dell’Isee o i corsi di specializzazione dei docenti di sostegno, niente di nuovo sotto il sole: tutti provvedimenti già in auge), sia affermazioni teoriche e generali anche condivisibili ma prive di concretezza.

DOVE SONO GLI ELEMENTI INNOVATIVI? Leggere, ad esempio, che «bisogna dare completa attuazione alla Convenzione Onu sul diritto alle persone con disabilità, procedendo ad una completa revisione delle leggi esistenti» è una dichiarazione d’intenti meravigliosa ma mi dice qualcosa del corpo legislativo che intendono revisionare? Non mi pare. Affermare che è necessario garantire l’accessibilità di luoghi e servizi è certamente condivisibile ma il modo in cui intendono realizzare questa condizione non è minimamente segnalato. Nel Secondo programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, ad ogni obiettivo dichiarato seguiva un’azione concreta specifica volta al perseguimento dello stesso. Ora, capisco l’esigenza della sintesi nella stesura del contratto, ma qualche esempio concreto avrebbero potuto darcelo. Le uniche azioni concrete citate sono state già realizzate, ma vengono spacciate come finalità di questo governo. Non vi puzza un po'? Dove sono gli elementi innovativi? Poi certo che bisogna lasciare che un governo inizi a lavorare prima di giudicare il suo operato, ma se è vero che “carta canta” l’incipit non mi sembra particolarmente intonato.

Un altro lettore fa notare che il richiamo al rispetto delle leggi in materia di lavoro ai disabili è sacrosanto e necessario. Niente di più vero. Peccato che richiamando la legislazione vigente si siano totalmente scordati di menzionare le ultime novità in materia e ciò mi lascia molto dubbiosa sul fatto che i nostri governanti “stiano sul pezzo” (Una lacuna legislativa simile la ritroviamo, tra l’altro, nella parte in cui si fa accenno all’implementazione delle politiche sull’abitare: viene esplicitato l’intento di «favorire il cohousing» ma ma ciò rientra già nelle possibili azioni previste dalla legge Dopo di Noi. Quindi mi sorge spontanea la domanda: chi ha scritto questa parte del documento intendeva esplicitare l’intenzione di dare attuazione a questo provvedimento già esistente? Se sì, perché non l’ha nemmeno menzionato?). Lo scrivente fa riferimento all’elusione degli obblighi relativi all’assunzione delle quote di lavoratori con disabilità da parte delle Pubbliche amministrazione. Mi chiede se sono a conoscenza di quanti posti disponibili e obbligatoriamente da coprire per legge nelle aziende Ussl italiane. Rispondo offrendo come riferimento il link a un articolo del sito SuperAbile Inail sull’assunzione di persone con disabilità nella Pubblica amministrazione tramite concorso pubblico.

SPECIFICHE NON PERVENUTE. Aggiungo che nel contratto di governo si fa riferimento ad una ricognizione dello stato di attuazione della legge 68/99. Come intendono attuare tale provvedimento? Già lo sappiamo che molte aziende preferiscono pagare le multe imposte a chi non rispetta la normativa piuttosto che rinnovare la loro struttura e organizzazione per includere lavoratori con disabilità (anche se, come abbiamo constatato, i tempi stanno lentamente cambiando). Vogliono aumentare i controlli? Le sanzioni? Altro? Specifiche non pervenute. La mia impressione è che i contenuti del contratto siano slogan che si rifanno in parte all’esistente, in parte a linee di principio teoricamente valide ma prive di un corrispettivo nel concreto. Che storia ha la Lega nel campo della difesa dei diritti delle persone disabili? E i pentastellati, per quanto di nascita ben più recente? Non brillo in fatto di memoria storica ma non ricordo che si siano fatti portavoce di strenue battaglie in nostra difesa. Poi, per carità, magari mi stupiranno. Lasciamo lavorare il governo e attendiamo gli sviluppi futuri. Ma restiamo persone con disabilità e non diventiamo “i nati ieri”: lo sappiamo tutti cos’è la propaganda politica, vacua ma buonista e populista. E allora, non posso affermare che sia questo il caso, ma tra fare un atto di fede incondizionato e rimanere cautamente e consapevolmente vigile in attesa delle prossime mosse dei nostri nuovi governanti io scelgo la seconda opzione.

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