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Politica
1 Giugno Giu 2018 1255 01 giugno 2018

Aborto, gay e famiglia: per Lorenzo Fontana la Russia è un modello

L'estrema destra a Verona, le associazioni pro-vita, i legami con Mosca e Putin: ritratto del braccio destro di Matteo Salvini diventato ministro della Famiglia e della Disabilità nel governo Conte.

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Nelle ore seguenti l'annuncio della nomina di Lorenzo Fontana a ministro della Famiglia e della Disabilità, sui social network molti utenti hanno postato alcune recenti dichiarazioni del vicesegretario della Lega contro l'aborto e a difesa della famiglia tradizionale e dove viene indicata Mosca come modello da seguire.

Fontana su aborto, famiglie, gay e Russia

Fontana ha partecipato alla recente marcia per la vita di Roma del 19 maggio, dichiarando che «l’aborto lo si è fatto diventare ufficialmente un "diritto umano": in realtà è uno strano caso di "diritto umano" che prevede l’uccisione di un innocente… Bisogna sostenere la Marcia per la Vita! Fino a quando ci sarà chi vuole eliminare la persona umana, scendere in piazza non solo è auspicabile, ma doveroso».

FAREMO COME PUTIN? La dichiarazione che però ha fatto più scalpore è quella riportata sul suo sito sotto il titolo: Famiglia tradizionale sotto attacco. Vogliono dominarci e cancellare il nostro popolo. L'articolo riporta brani di un discorso pronunciato a un convegno dell'associazione ProVita onlus nel 2016: «C’è una deriva nichilista e relativista della società occidentale, ma la Russia – rappresentata qui dall’amico Alexey Komov – è l’esempio che l’indirizzo ideologico e culturale in una società si può cambiare. Infatti se trent’anni fa la Russia, sotto il giogo comunista, materialista e internazionalista, era ciò che più lontano si possa immaginare dalle idee identitarie e di difesa della famiglia e della tradizione, oggi invece è il riferimento per chi crede in un modello identitario di società».

CONTRO IL GENDER. E poi: «La propaganda dominante mette in discussione e indebolisce la famiglia naturale, ecco che ci dicono che l’immigrazione serve per colmare il gap del decremento demografico. Ecco, dunque, da un lato l’indebolimento della famiglia e la lotta per i matrimoni gay e la teoria del gender nelle scuole, dall’altro l’immigrazione di massa che subiamo e la contestuale emigrazione dei nostri giovani all’estero. Sono tutte questioni legate e interdipendenti, perché questi fattori mirano a cancellare la nostra comunità e le nostre tradizioni. Il rischio è la cancellazione del nostro popolo».

Lorenzo Fontana
ANSA

Matrimoni gay e immigrazione: vogliono dominarci e cancellare il nostro popolo

Un ministro «cattolico e veronese»

Le frasi di Fontana, che su Twitter si definisce «veronese e cattolico» e ha come immagine di copertina una foto accanto a Salvini e Marine Le Pen, possono suonare strane solo a chi non conosce la sua storia e la storia dei legami di una parte della Lega con la Russia di Putin. Mosca, negli ultimi 10 anni, ha assunto in sede internazionale il ruolo di capofila dei movimenti pro-vita e anti-gender, sostenendone le battaglie anche in sede Onu. In questo quadro, il vicesegretario della Lega è una figura centrale. Classe 1980, Lorenzo Fontana entra in politica con la Lega ed è protagonista di una carriera folgorante: prima consigliere comunale a Verona, dal 2009 europarlamentare. Cresce sotto l'astro e l'ala di Flavio Tosi, con cui poi si scontrerà pesantemente, che non a caso è stato l'uomo che per il partito coltivava i rapporti con la Russia. Matteo Salvini lo considera il suo uomo di fiducia, l'uomo che gli sugggerisce la linea.

VERONA GUARDA A MOSCA (E A DESTRA). Da diversi anni Verona ospita il Forum economico eurasiatico (giunto alla sua decima edizione) ed è anche una delle città italiane dove la destra estremista è più forte. Fontana c'entra con tutte e due le cose: è l'uomo che ha dettato la linea alla Lega sulla necessità di abrogare le sanzioni alla Russia, sostenendo che danneggino eccessivamente l'economia nazionale. Inoltre ha partecipato ad alcune iniziative di Fortezza Europa, associazione nata da una costola di Forza Nuova a sostegno della campagna elettorale per Federico Sboarina sindaco (ha vinto, Fontana è diventato vicesindaco). Inoltre, Fontana è un ospite frequente delle iniziative di ProVita, l'associazione anti-abortista che ha recentemente tappezzato il Paese con i manifesti anti-aborto e che ha forti legami con l'associazione Forza Nuova, come recentemente documentato da una inchiesta del Corriere della Sera. A Verona, inoltre, recentemente è stato annullato dopo le proteste dell'estrema destra un convegno universitario dedicato a orientamento sessuale e diritto d'asilo. La vicenda è stata riportata anche dal quotidiano francese Libération.

Il ruolo della Russia nella battaglia pro-life e "contro il gender"

Legami a destra, battaglie pro-life, politiche estere filo-Mosca sembrano cose slegate tra di loro, ma non lo sono: il perno intorno a cui ruota tutto è un'associazione chiamata World Congress of families, il cui rappresentante russo è Alexey Komov, l'uomo che Fontana ringrazia nella dichiarazione riportata dal convegno ProVita onlus nel 2016. La World congress of families nasce nei primi Anni 90 dalla collaborazione di due sociologi russi – Anatoly Antonov e Vicotr Medkov – con l'americano Allan Carlson. Secondo quest'ultimo la denatalità americana è causata da rivoluzione sessuale e femminismo e i due russi pensano di poter applicare la stessa teoria alla Russia post-sovietica e che per questo sia necessario un ritorno alla tradizione, famiglia e religione. Con Vladimir Putin presidente, la World Congress of families diventa l'associazione di riferimento per la stesura nel 2011 della legge russa che limita l'aborto e quella del 2013 che proibisce la propaganda omosessuale.

LA RETE EUROPEA PRO-FAMIGLIA E LE ASSOCIAZIONI ITALIANE. L'associazione ha diramazioni in tutta Europa, è molto forte nell'Ungheria di Vicktor Orban, dove ha tenuto il suo meeting generale nel 2017, e collabora in Francia con Manif pour tous e in Italia con Generazione famiglia e ProVita, alle cui iniziative Fontana è spesso presente. La Russia di Putin è il faro a cui l'associazione guarda da diversi anni, soprattutto da quando nel 2012 Mosca è riuscita a far votare in sede Onu, nonostante l'opposizione di Usa e Europa, un documento che intende «promuovere i diritti umani attraverso una migliore comprensione delle tradizioni nazionali», formulazione che apre le porte alla demolizione del concetto di diritti universali dell'individuo in nome delle “tradizioni nazionali”. Non è un caso, quindi, che tra i primi a esultare per la scelta di Fontana sui social network siano state proprio l'associazione Provita e Generazione Famiglia.

Famiglie omogenitoriali? Pezzi di Stato minano la famiglia tradizionale

Lorenzo Fontana

Contro l'immigrazione per difendere l'identità italiana

Oltre all'aborto, entrambe le associazioni sono impegnate da diversi anni nella battaglia «contro la teoria del gender» e contro le famiglie omogenitoriali. Anche in questo caso, Fontana è perfettamente allineato. Questo il suo commento a una sentenza di marzo 2017 della Corte di Appello di Trento che riconosce due padri come genitori di una coppia di gemelli: «L’ordinanza della Corte d’Appello di Trento sulla doppia paternità è una sconfitta per la società. Pezzi di Stato continuano nel tentativo di minare la famiglia tradizionale rendendo il peggior servizio alle nostre comunità, nate e cresciute proprio grazie a un modello di famiglia basato su madri e padri (senza i quali, è opportuno ricordarlo, in natura non è possibile generare una nuova vita)».

I DUE FONTANA E L'OMBRA DELLA RAZZA. Fontana è, tra le altre cose, l'autore insieme a Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior, del libro La culla vuota della civiltà. All’origine della crisi. Durante la presentazione del libro, Lorenzo Fontana ha spiegato: «Noi non ci arrendiamo all’estinzione e difenderemo la nostra identità contro il pensiero unico della globalizzazione, che oggi ci vuole tutti omologati e schiavi». Più figli italiani contro l'invasione dei migranti: è la stessa cosa che disse un altro Fontana – Attilio, presidente della Regione Lombardia – in campagna elettorale. Quest'ultimo, come molti ricordano, si dovette scusare per aver usato la parola “razza”. E, tuttavia, il concetto che espresse non è molto lontano dal pensiero del suo omonimo e compagno di partito che dal primo giugno occupa la poltrona di ministro della Famiglia.

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