Def: in aula Senato il 4 ottobre
4 Giugno Giu 2018 1658 04 giugno 2018

Governo, fiducia in Senato il 5 giugno: via al timing istituzionale

Conte a Palazzo Madama per esporre il programma che consegnerà alla Camera. Poi il ritorno per la discussione e il voto finale. Le tappe.

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L'appuntamento è fissato per le 19.30 del 5 giugno, ora in cui il governo Conte si recherà in Aula al Senato per incassare la fiducia. Dalla tarda mattinata il premier farà la spola tra Palazzo Madama e Montecitorio. Il protocollo prevede che il premier si diriga prima in Senato - è atteso per le 12 - per esporre il programma di governo. Subito dopo raggiungerà la Camera per consegnare il programma. Quindi tornerà alle 14.30 in Senato, dove avverrà la discussione e poi il voto di fiducia.

PRIMO IMPEGNO LA PARTECIPAZIONE AL G7. A quel punto prenderà ufficilamente il via un timing istituzionale legato a una serie di adempimenti e nomine che potrebbe durare una decina di giorni. Il primo impegno internazionale del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà la partecipazione al vertice del G7 a La Malbaie inCanada l'8 e il 9 giugno. La riunione sarà guidata dal primo ministro canadese Justin Trudeau. In quella sede è prevedibile che Conte tenga incontri bilaterali con gli altri leader dei Paesi più industrializzati.

NOMINA DI MINISTRI E SOTTOSEGRETARI. Una volta varato il governo, bisogna nominare viceministri e sottosegretari. È prevedibile che ci vorranno diversi giorni per completare questo sudoku: tempo che servirà a maggioranza e opposizione anche procedere alla costituzione delle commissioni di merito, speciali e bicamerali. Già nelle capigruppo i presidenti di Camera e Senato chiederanno ai gruppi parlamentari di indicare i rispettivi componenti. L'opposizione reclamerà le presidenze delle bicamerali, in particolare della Vigilanza Rai e del Copasir. Cessa di funzionare la commissione speciale costituita per l'esame degli atti del governo: i provvedimenti non ancora conclusi passeranno alle commissioni di merito.

CAPIGRUPPO DA SOSTITUIRE. Terminata la 'partita' del governo, è certo che la Camera, e probabilmente anche il Senato, dovranno reintegrare i componenti dei rispettivi uffici di presidenza andati a far parte del Governo. Alla Camera, ad esempio, bisognerà sostituire un vicepresidente (al posto del leghista Lorenzo Fontana) e un deputato questore (Riccardo Fraccaro di M5S). Per non parlare dei capigruppo: quelli del Movimento 5 stelle e della Lega di entrambi i rami del parlamento sono entrati al governo.

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