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Politica
6 Giugno Giu 2018 0850 06 giugno 2018

Fiducia al governo Conte: il voto alla Camera

L'esecutivo ottiene il via libera di Montecitorio con 350 sì, 236 no e 35 astenuti. Il premier sul conflitto d'interessi: «Ognuno ha il suo». Il Pd insorge e il professore corregge il tiro: «Sono stato frainteso». Polemiche per le frasi sul fratello di Mattarella.

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Dopo il sì del Senato con 171 voti favorevoli, il governo Conte ha ottenuto la fiducia alla Camera con 350 voti a favore, 236 contrari e 35 astenuti. La proclamazione del risultato è stata salutata da un lungo e forte applauso della maggioranza. I deputati si sono alzati in piedi e hanno tributato un coro da stadio al presidente del Consiglio, abbracciato dagli altri ministri. A Montecitorio l'esecutivo giallo-verde poteva contare su 346 voti sicuri (222 deputati M5s e 124 leghisti). Altri quattro onorevoli, tra cui Vittorio Sgarbi, hanno quindi dato il loro appoggio all'esecutivo (leggi anche: Cosa ha detto Conte sul fratello di Mattarella).

BAGARRE SUL CONFLITTO D'INTERESSI. In Aula è scoppiata la bagarre quando Conte ha toccato il tema del conflitto d'interessi: «Cercheremo di riprendere in mano questa questione, lo faremo al più presto. E i vostri interventi volti a interrompermi dimostrano che ciascuno ha, o pensa di avere, il proprio conflitto». La frase ha scatenato le proteste dei deputati, quelli del Pd in particolare. «Sono stato frainteso», ha replicato il premier, «non sto accusando nessuno. Dico che il conflitto di interessi è negli interstizi della società italiana, a qualsiasi livello».

ANNUNCIATI INTERVENTI SULLE BANCHE POPOLARI. Il premier, nel suo discorso, ha annunciato modifiche alla normativa sulle banche: «Crediamo sia opportuno distinguere fra banche che erogano credito, soprattutto caratterizzate a livello territoriale, e banche di investimento votate più alla speculazione. Sicuramente ci sarà una revisione delle norme sul credito cooperativo e sulle banche popolari». In precedenza Conte aveva ringraziato il Capo dello Stato: «Rivolgo un saluto al presidente della Repubblica in quanto garante dell'unità nazionale. Nell'ambito delle sue prerogative costituzionali ha presieduto all'attività di formazione di questo governo, gli sono doverosamente grato per tutto quanto ha fatto sin qui». I deputati hanno applaudito.

COSTITUZIONE E PROGRESSIVITÀ. Il premier ha assicurato che l'esecutivo M5s-Lega «è consapevole che esistono principi costituzionali» e che «oltre il contratto di governo ha ben presente la Costituzione», strappando un altro applauso. Quanto all'introduzione della flat tax, «esiste il tema della progressività prevista dalla Costituzione», ha ribadito il presidente del Consiglio, «posso annunciare che ci sarà anche una 'no tax area'. Quanto prima presenteremo il nostro progetto di riforma» (leggi anche: Cosa ha detto Salvini sulla flat tax e i vantaggi per i ricchi).

Conte, le pagelle degli esperti

Bene la Sanità, meno la Cultura. Sugli Esteri nessuna sopresa. Promozione nel Fisco ma bocciatura nella Giustizia. Sull'immigrazione non si riduca l'intervento delle Ong. I voti al discorso per la fiducia del premier populista.

SÌ ALL'AGENTE PROVOCATORE. Conte ha parlato anche di lotta alla corruzione: «Ho lanciato l'idea di valutare bene il ruolo dell'Anac, che non va depotenziato. In questo momento, però, non abbiamo i risultati che ci attendevamo. Possiamo valorizzare l'Anac anche in prospettiva di prevenzione, in modo da avere una sorta di certificazione anticipata degli amministratori pubblici per poter procedere alle gare più speditamente». Quanto all'introduzione nel nostro ordinamento della figura dell'agente provocatore sotto copertura, Conte ha detto che «con noi gli onesti non avranno nulla da temere».

L'EUROPA E IL DEBITO PUBBLICO. Sul fronte della «discesa progressiva del debito pubblico», il premier ha chiarito che il governo intende «negoziare su questo fronte anche a livello europeo, andremo a quei tavoli esprimendo un indirizzo politico».

DURA REPLICA DI DELRIO. Molto dura la replica di Graziano Delrio, capogruppo del Pd alla Camera: «Presidente Conte, se vuole rispettare davvero la Costituzione, prenda quel programma che ha sul tavolo e lo riscriva, prenda la lista dei ministri e lo riscriva. Sono sconcertato: lei è espressione di un governo che nasce sull'inganno. Il nostro augurio è che non faccia il pupazzo dei partiti». Il deputato ha anche attaccato il premier per quello che, probabilmente, è stato un fraintendimento sul fratello del presidente della Repubblica, Piersanti Mattarella. Delrio ha ribattuto anche sul concetto di populismo espresso dal presidente del consiglio: «Ha rivendicato di essere populista, ma in nome del popolo in questo Paese sono stati commessi delitti orrendi, approvate leggi razziali, in Europa sono stati commessi genocidi. Tutti i grandi dittatori lo fanno in nome del popolo».

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