Conte
Conte premier
Salvini Oste

Perché la legittima difesa ha fallito in Lombardia, Veneto e Liguria

Nessuno ha richiesto il rimborso per il patrocinio gratuito per gli imputati voluto dal Pirellone nel 2015. Mentre le leggi delle giunte Zaia e Toti sono state bocciate dalla Consulta. Ora il governo ci riprova.

  • ...

Mentre il governo del cambiamento promette di allargare le maglie della legittima difesa, l'amministrazione lombarda di centrodestra proprio su questo cavallo di battaglia della Lega incassa un flop. I fondi, messi a bilancio con la legge regionale del 2015 per la prevenzione e il contrasto alla criminalità, destinati al patrocinio degli imputati per eccesso colposo (50 mila euro) sono infatti rimasti nelle casse della Regione. Nessuno avrebbe presentato domanda.

«SI FANNO I CONTI CON LA REALTÀ». Gian Antonio Girelli, ex presidente della commissione antimafia ora guidata dalla pentastellata Monica Forte, commenta a Lettera43.it: «Il provvedimento sta facendo i conti con la realtà». Al netto delle considerazioni politiche, «è l'impalcatura giuridica della legge a sollevare dubbi», continua Girelli. «È come se lo Stato promuovesse una attività contro se stesso». Lasciando intendere oltretutto che la legittima difesa sia un «diritto che lo Stato deve garantire».

L'OSTE DI GUGNANO NON CHIEDE L'AIUTO. L'aiuto della Regione evidentemente non è stato richiesto nemmeno da Mario Cattaneo, l'oste di Gugnano (Lodi) rinviato a giudizio per aver ucciso a fucilate il 10 marzo 2017 un ladro che si era introdotto nel suo locale. E dire che ad aprile era stato proprio l'assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato a fornire all'oste la documentazione per accedere al fondo.

CALDEROLI RIBADISCE LA SUA SOLIDARIETÀ. Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli dal canto suo è tornato a ribadire su Facebook la sua solidarietà. «Siamo di fronte a una legge sbagliata e da modificare al più presto possibile», ha sottolineato il leghista, «perché il difendersi in casa propria, con ogni mezzo disponibile, senza limite, senza se e senza ma, deve essere un diritto di ogni cittadino, senza rischiare di finire sotto processo».

VICINO A MARIO CATTANEO, LO SOSTERREMO IN QUESTA BATTAGLIA PROCESSUALE. LEGGE DA MODIFICARE SUBITO Tutta la mia...

Geplaatst door Roberto Calderoli op dinsdag 29 mei 2018

La costituzione del patrocinio gratuito per gli accusati lombardi (qui il regolamento per accedervi) è inserito nella legge per la prevenzione e il contrasto alla criminalità del 2015 con cui la Regione aveva stanziato 1 milione di euro totali. E non è stato l'unico flop, visto che anche i fondi per i familiari delle vittime della criminalità (100 mila euro) e quelli per la gestione dei beni confiscati alla mafia (350 mila) risultano inutilizzati.

LOMBARDIA NON STOPPATA DALLA CONSULTA. La stessa legge era stata approvata dalle altre due Giunte del Nord in mano al centrodestra: la Liguria del forzista Giovanni Toti e il Veneto del leghista Luca Zaia. Ma la Lombardia è l'unica che non è stata stoppata dalla Corte costituzionale.

Alice Salvatore con Beppe Grillo.

Liguria: quando il M5s gridava al Far West

Il Consiglio regionale ligure nel giugno 2016 aveva approvato il disegno di legge 30 che prevedeva l'introduzione del patrocinio legale gratuito per la difesa dei cittadini che, vittime di un delitto contro il patrimonio o contro la persona, fossero indagati per eccesso colposo di legittima difesa. Il ddl dava la priorità agli over 65 che in Liguria, va ricordato, rappresentano un terzo della popolazione.

LA DENUNCIA DI ALICE SALVATORE. Il provvedimento venne criticato duramente dai pentastellati Alice Salvatore, domina del Movimento in Regione, e Fabio Tosi. «Con l'approvazione del ddl 30 passa una norma assurda, incostituzionale e pericolosissima», tuonarono i portavoce. «Un mero spot elettorale della Lega che, di fatto, incentiva i cittadini ad armarsi e a difendersi da soli, trasformando a tutti gli effetti la Liguria in un Far West. Siamo di fronte a una legge prima di tutto inutile, essendo già previsto nel nostro ordinamento il diritto alla legittima difesa. Ma, soprattutto, incostituzionale, poiché viola in modo palese l'articolo 3 della Costituzione, che sancisce l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge». Ora quel «Far West» denunciato dai due grillini è entrato nel contratto di governo firmato dal capo politico Luigi DI Maio e Matteo Salvini.

UNA LEGGE INCOSTITUZIONALE. Un anno dopo, nel luglio 2017, è arrivata la doccia fredda della Consulta che ha giudicato il provvedimento, impugnato nel settembre 2016 dal Consiglio dei ministri e dall'allora ministro per gli Affari regionali Enrico Costa, inconstituzionale perché in violazione dell'articolo 117 delle Costituzione che attribuisce allo Stato l'esclusiva competenza in materia di ordine pubblico e sicurezza.

«MATERIA RISERVATA ALLO STATO». «È qui in questione la concessione di un sostegno economico ai cittadini che, vittime di un delitto contro il patrimonio o contro la persona, affrontano un procedimento penale con l'accusa di aver colposamente ecceduto i limiti della legittima difesa», ha sottolineato la Corte. «Tale concessione è manifestazione di un indirizzo regionale in tema di prevenzione dei reati e di contrasto alla criminalità, materia che la costante giurisprudenza di questa Corte ha sempre considerato riservata allo Stato».

Matteo Salvini e Luca Zaia.
ANSA

Veneto: lo stop della Consulta e la proposta di legge

L'identico copione si è ripetuto in Veneto dove per l'assistenza legale agli imputati per eccesso colposo di legittima difesa erano stati stanziati 150 mila euro contro i 20 mila dei liguri. Un fondo spacchettato dopo l'emendamento presentato dalla pentastellata Patrizia Bertelle che aveva addirittura chiesto un allargamento della platea dei beneficiari: non solo cittadini (a cui sono stati destinati 100 mila euro) ma anche forze dell'ordine (50 mila).

UN PRECEDENTE IN PUGLIA NEL 2009. Anche in questo caso, dopo i rilievi del governo, con la sentenza numero 81 del 21 marzo 2017, la Corte costituzionale ha bocciato il patrocinio gratuito con le stesse motivazioni addotte per la Liguria. Ricordando, tra l'altro, il precedente della Regione Puglia che nel 2009 aveva previsto un contributo regionale all'assistenza legale in favore dei migranti, giudicato incostituzionale un anno dopo.

QUEL VIA LIBERA «SOLO DI NOTTE». I veneti però non si sono dati per vinti. Il 24 maggio 2017, subito dopo l'approvazione alla Camera ma non al Senao della rivisitazione della legge targata Pd (contrari Lega, Forza Italia e M5s) che ampliava il ricorso alla legittima difesa quando l’aggressione «si verifica di notte», «con violenza sulle persone o sulle cose», «in situazioni di pericolo attuale per la vita, per l'integrità fisica, per la libertà personale o sessuale», il Consiglio regionale aveva presentato una proposta di legge nazionale per «apportare modifiche all'articolo 52 del codice penale che disciplina l'istituto della cosiddetta difesa legittima». In particolare, si legge nel documento, «ci si prefigge lo scopo precipuo di delineare un nuovo perimetro di discrezionalità e di apprezzamento riservato dal legislatore al potere giudiziario».

LA PALLA ALLA NUOVA MAGGIORANZA. Finiti i tempi dell'opposizione, ora Lega e M5s potranno mantenere le promesse inserite nel contratto. E anche se Graziano Stacchio, il benzinaio di Ponte di Nanto diventato simbolo della battaglia leghista, è stato assolto dall'accusa di eccesso colposo di legittima difesa, la modifica della legge resta una priorità, tra lo stop al business dell'immigrazione e il daspo per i corrotti. Parola di Giuseppe Conte.

6 Giugno Giu 2018 1850 06 giugno 2018
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso