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7 Giugno Giu 2018 1147 07 giugno 2018

Cosa ha detto Di Maio all'assemblea di Confcommercio

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo promette: «L'Iva non aumenterà». Poi chiede al parlamento di «lasciare in pace le imprese». Lotta all'evasione? «Voi onesti fino a prova contraria». Impegno sull'Ilva: «Prenderemo decisioni responsabili».

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«Avete la mia parola che l'Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate». Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, lo ha promesso all'assemblea annuale di Confcommercio. Il governo deve reperire 12,5 miliardi nel 2018, da mettere a bilancio nella legge di Stabilità per il 2019, e altri 19 miliardi per la legge di Stabilità relativa al 2020. In assenza di interventi, l'aliquota Iva ridotta del 10% salirà nel 2019 all'11,5% e nel 2020 al 13%, mentre quella ordinaria del 22% passerà al 24,2% dal 2019, al 24,9% dal 2020 e al 25% dal 2021 (leggi anche: Di Maio: «Restiamo nella Nato e alleati degli Usa»).

La ricetta per far decollare le imprese? «Lasciarle in pace», ha "teorizzato" il leader del M5s. Rivolgendo poi «una preghiera al parlamento», affinché «alleggerisca un po' le leggi che ci sono, perché ce ne sono già troppe». Un'altra rassicurazione è arrivata sul fronte delle infrastrutture: «Quando parliamo di turismo parliamo di infrastrutture. In alcune regioni strategiche non ce ne sono, in altre ci sono luoghi bellissimi ma mancano i treni per portare i turisti. Chi racconta che questo sia il governo del "no" alle infrastrutture, si sbaglia».

DIPENDENTI E DATORI DI LAVORO UNITI. Un passaggio ad hoc è stato dedicato a quello che una volta si chiamava conflitto di classe: «Questa è una grande famiglia per me, è un onore essere qui. Ho tenuto molto a chiedere il ministero dello Sviluppo e quello del Lavoro, vengo da una famiglia in cui mio padre aveva una piccolissima impresa. Era un imprenditore, ma si sentiva anche un dipendente. L'unione di questi due ministeri parte da un presupposto: è finita l'era del datore di lavoro contro il dipendente, siamo tutti insieme per cambiare».

SPESOMETRO E REDDITOMETRO DA ABOLIRE. E il cambiamento prevede anche la cancellazione di alcuni strumenti escogitati dal Fisco per combattere l'evasione, come lo spesometro e il redditometro. «Saranno aboliti», ha promesso ancora Di Maio, parlando di «inversione dell'onere della prova, perché voi siete tutti onesti ed è onere dello Stato dimostrare il contrario». Per combattere l'evasione, ha detto quindi il ministro, il governo legastellato intende «incrociare tutti i dati della Pubblica amministrazione».

L'INTRODUZIONE DI UN SALARIO MINIMO. Il leader del M5s ha fatto infine un accenno al salario minimo, che «va garantito a tutta la generazione di lavoratori fuori dalla contrattazione nazionale». M5s e Lega, ha concluso, non sono dei voltagabbana e ci tengono alla tenuta dei conti pubblici: «Se vogliamo bene all'Italia dobbiamo contrattare con l'Europa le condizioni che non possiamo più sostenere, dicendo anche dei no».

GLI APPELLI DEL PRESIDENTE SANGALLI. Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha tuttavia criticato l'idea di un salario minimo: «Nella chiarezza dei rapporti, abbiamo la preoccupazione che questa misura finisca per disperdere un patrimonio di relazioni e traguardi ottenuti». E ha rilanciato sui voucher: «Non si capisce perché siano stati soppressi». Mentre per quanto riguarda l'aumento dell'Iva, Sangalli ha ammonito: «Su questo punto non si tratta e non si baratta! La vera salvaguardia per imprese e cittadini è difendere i loro redditi, il potere d'acquisto, la competitività diffusa delle imprese».

Di Maio sull'Ilva: «Prenderemo decisioni con responsabilità»

Dopo aver parlato alla Confcommerico, Di Maio ha tenuto un incontro sulla Fedex e ha fatto anche un breve cenno alla questione Ilva: «Voglio dare un messaggio chiaro a tutti coloro che hanno preoccupazioni sulla possibile chiusura dell'impianto. Qualsiasi decisione sarà presa con responsabilità e attenzione, non davanti alle telecamere, non in un'intervista», ha spiegato il ministro. «Dobbiamo fare tutti i passaggi istituzionali, per grandi stabilimenti come Ilva ed Fca ci sono dossier aperti che stiamo affrontando senza farci campagna elettorale sopra».

PARLAMENTARI DEI TERRITORI AI TAVOLI DI CRISI. Di Maio, in veste di ministro dello Sviluppo, ha anche firmato la sua prima direttiva, che riguarda la partecipazione dei parlamentari dei territori interessati ai tavoli di crisi aziendale. La senatrice del M5s Antonella Campagna ha spiegato su Facebook: «D'ora in avanti anche i parlamentari di maggioranza e opposizione potranno partecipare al Mise alle riunioni plenarie sulla gestione delle crisi di impresa».

Da oggi in poi anch'io potrò prendere parte al tavolo di crisi che riguarda l'azienda ex Fiat, oggi Blutec, di Termini...

Geplaatst door Antonella Campagna op donderdag 7 juni 2018

La direttiva firmata da Di Maio è stata immediatamente criticata dall'ex ministro alla Sviluppo economico, Carlo Calenda: «Invitare i parlamentari ai tavoli di crisi vuol dire politicizzare questioni tecniche delicate. Sindacati, aziende, istituzioni locali e nazionali hanno la responsabilità di risolvere le crisi. È un gravissimo errore buttarle nello scontro politico».

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