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8 Giugno Giu 2018 1500 08 giugno 2018

Guida alle elezioni comunali del 10 giugno

Urne aperte in 761 comuni italiani. Si vota dalle 7.00 alle 23.00. Tra la città al voto ci sono 20 capoluoghi di provincia e un unico capolugo di regione: Ancona. In sei centri non ci sarà alcuna lista. 

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Dopo le Regionali di Val d'Aosta, Molise e Friuli, che hanno sancito la vittoria del centrodestra a trazione leghista, arriva il primo voto dell'era governativa giallo-verde. Alle urne sono attesi quasi 6,8 milioni di cittadini per il rinnovo dei consigli comunali (nella lista anche Ancona, Vicenza, Brescia, Treviso, Siena e Catania).

1. Quando si vota: seggi aperti dalle 7.00 alle 23.00

C'è solo un giorno per votare: domenica 10 giugno. I seggi saranno aperti dalle 7.00 alle 23.00. Gli scrutini inizieranno subito dopo la chiusura delle urne, ma in diversi casi per avere un risultato certo bisognerà aspettare altre due settimane. Tra i 761 comuni chiamati al voto ce ne sono 109 con una popolazione di oltre i 15 mila abitanti. Qui l'elezione funziona con il doppio turno. Se il 10 giugno nessun candidato supererà il 50% dei voti, i due candidati con più preferenze andranno al ballotaggio domenica 24 giugno. Nel resto dei comuni il sindaco viene deciso direttamente al primo turno: vince il candidato con più voti. In queste elezioni è permesso il voto disgiunto: è possibile cioà scegliere un candidato sindaco e al contempo una lista che non lo sostiene. È possibile esprimere anche delle preferenze per i consiglieri comunali. Nessun problema per chi vuole dare solo una preferenza, chi invece vuole darne due deve scegliere un uomo e una donna.

2. Dove si vota e quali documenti portare

L'unico capoluogo di regione a essere chiamato al voto è Ancona, nell'elenco ci sono poi 20 capoluoghi di provincia: Brescia, Sondrio, Treviso, Vicenza, Imperia, Massa, Pisa, Siena, Teramo, Terni, Viterbo, Avellino, Barletta, Brindisi, Catania, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani. Per votare è necessario un documento di identità e la tessera elettorale. Il documento di identità può essere anche scaduto, basta che consenta l'identificazione. Per la tessera elettorale invece, in caso di smarrimento, detorioramento o completamento degli spazi è possibile richiedere una copia all'ufficio elettorale del premio comune. Chi dovesse accorgersi di avere problemi con la tessera il giorno stesso del voto non dovrà rinunciare a esprimere la propria preferenza. In molti comuni gli uffici elettorali rimarranno aperti per tutta domenica 10 giugno. Come sempre, Trenitalia ha creato delle tariffe agevolate per chi vive lontano dal proprio comune di residenza.

3. Il punto forte della Lega e il tallone d'Achille dei Cinque stelle

Nelle ultime elezioni la Lega di Matteo Salvini non solo ha confermato i risultati delle elezioni politiche ma è riuscita a anche a migliorarli. In Molise ha strappato da sola l'8,23%, mentre nelle elezioni precedenti del 2013 non aveva nemmeno presentato il suo simbolo. I voti del Carroccio hanno contirbuito alla vittoria del candidato del centrodestra Donato Toma che è arrivato al 43,46%, staccando di quasi cinque punti il rivale pentastellato Andrea Greco. Il partito di Salvini ha segnato un esordio vincente anche in Val d'Aosta. Nel 2013 si era presentato con Stella Alpina, ottenendo il 12,25% dei voti. Ora, da solo, ha conquistato il 17,06% prendendo 7 seggi al consiglio comunale. In Friuli Venezia-Giulia il leghista Massimiliano Fedriga ha guidato la coalizione di centrodestra verso il 57,09% dei voti, un risultato che ha permesso di strappare la guida della Regione al Pd di Debora Serracchiani. Meno soddisfacenti i risultati del M5s. Il partito più votato alle Politiche di marzo è riuscito a piazzarsi secondo solo in Molise. In Valle d'Aosta si è fermato al 10,44%, in Friuli al 7,06%.

Massimiliano Fedriga

ANSA

4. Dove il M5S non si presenta

Siena, Vicenza, Spoleto e altri centri più piccoli, tra cui Quarto già finito nelle cronache pentastellate per l'espulsione dal Movimento della sindaca Rosa Capuozzo a inizio 2016. Sono alcuni dei comuni in cui il M5s non corre. Siena affronta le prime elezioni dopo gli scandali che hanno travolto il Monte dei Paschi. Quella sulle banche è stata una delle battaglie politiche più dure nelle scorsa legislatura, una battaglia in cui i cinque stelle sono stati protagonisti fin dall'inizio. Nonostante questo e nonostante il 20% ottenuto in città il 4 marzo nessun candidato difenderà i colori dei pentastellati. La ragione ufficiale del forfait sarebbe la mancata certificazione dai piani alti del Movimento ai rappresentati senesi. Stesso problema per Vicenza. Anche qui il M5s aveva registrato buoni risultati, attorno al 23%, anche se inferiori di quasi 10 punti a quelli nazionali. Anche qui però non ci sarà nessuno per i pentastellati, sempre per la mancata certificazione delle liste. Fra i comuni più piccoli spicca il caso di Quarto, città di 40 mila abitanti in provincia di Napoli. Capuozzo è comunque in corsa sostenuta da due liste Coraggio Quarto e Italia in Comune, il progetto politico lanciato dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Rosa Capuozzo.

5. San Luca e gli altri comuni senza elezioni

Putifigari è un comune della Sardegna: 757 abitanti che vivono a qualche chilometro dalla costa Ovest in provincia di Sassari. E 757 abitanti che il 10 giugno potranno anche rimanere a casa, visto che non troveranno nemmeno un nome sulle liste elettorali. Come riporta La Nuova Sardegna nessuno ha voluto raccogliere il testimone del sindaco uscente Giancarlo Carta. Un'altra testata, Quotidiano.net, segnala che assieme a Putifigari ci sono altri quattro comuni in Sardegna senza nessuno da eleggere: Austis, Magomadas, Ortueri e Sarule. Tutti si trovano nella zona nord ovest dell'Isola e tutti, a partire dall'11 giugno, saranno guidati da un commissario. Tra i comuni senza elezioni si registra, ancora una volta, San Luca. La città da poco più 3 mila abitanti nel cuore della Locride è uno dei centri in cui la presenza della 'ndrangheta è più forte.

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