Di Maio Grillo
8 Giugno Giu 2018 0938 08 giugno 2018

Ilva, Di Maio gela Beppe Grillo

Dopo il botta e risposta del comico con l'ex ministro Calenda, il vicepremier prende posizione: «Quello che vieme detto da lui o altri sono solo opinioni personali. Io non prendo decisioni finché non incontro le parti».

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Luigi Di Maio gela Beppe Grillo, in questi giorni particolarmente attivo sul Blog e non solo. E al video del garante sul futuro dell'Ilva da riconvertire utilizzando fondi Ue il ministro e vicepremier risponde secco: «Tutto sarà gestito con responsabilità. Tutto quello che viene detto da Grillo o da altri, sono opinioni personali. Io non prendo decisioni finché non incontro le parti. Poi decideremo e se serve valuteremo anche la continuità».

Il botta e risposta tra Grillo e Calenda

Beppe Grillo.

Le parole di Grillo giovedì 6 giugno erano state fortemente criticate dall'ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. «Nessuno ha pensato di chiuderla», aveva spiegato il cofondatore del M5s, «ma l'Ilva può essere riconvertita». Usando «circa 2,2 miliardi di euro che sono stati immessi in un fondo quando l'Europa si chiamava Ceca delle imprese del carbone e acciaio». Essendo il più grande impianto siderurgico, per il comico, «potremmo fare come hanno fato nel bacino della Ruhr dove non hanno demolito, hanno bonificato». L'obiettivo? «Rivalutare uno dei più bei golfi d'Europa».

CALENDA: «INTOLLERABILE». A strettissimo giro la replica dell'ex ministro: «Il modo in cui parli dell'Ilva, del lavoro di migliaia di operai, è intollerabile». Grillo «da terrazza su mare stile grande Gatsby», attaccava Calenda, «delirava su riconversione in parco giochi della prima acciaieria europea».

Del resto sull'impianto pugliese da anni al centro di battaglie legali, proteste per un inquinamento giudicato da alcuni osservatori pericoloso e lavoratori tenuti in bilico - 13.800 dipendenti, 20 mila con l'indotto, con sindacati e azienda divisi dal nodo di 3.800 esuberi - tra Calenda e buona parte del nuovo esecutivo è stato subito scontro.

LE RICHIESTE DEL SINDACO E DEI SINDACATI. Da parte sua Di Maio, che ha ereditato un dossier tutt'altro che chiuso, aveva subito messo in chiaro: «Qualsiasi decisione sarà presa con responsabilità e attenzione, non davanti alle telecamere». Il 'contratto' di governo prevede una «riconversione economica» con progressiva chiusura delle fonti inquinanti, green economy e rinnovabili. Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha chiesto al super-ministro «una visita a Taranto nel più breve tempo possibile». I tempi sono infatti strettissimi: l'ingresso di AmInvestCo (la Newco controllata da ArcelorMittal) in Ilva è previsto entro il 30 giugno ma resta però da chiudere l'accordo fra azienda e sindacati. I sindacati di categoria Cgil-Fiom, Cisl-Fim e Uil-Uilm infine hanno scritto una lettera a Di Maio per chiedere «un incontro urgente» sull'Ilva per illustrare al ministro la loro posizione e «conoscere le azioni che il nuovo governo intende mettere in campo».

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