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Comunali 2018
comunali: 6 milioni al voto il 10 giugno
Politica
9 Giugno Giu 2018 1800 09 giugno 2018

Elezioni Comunali di domenica 10 giugno 2018, le città chiave

Al voto 20 capoluoghi di provincia, tra cui pure uno di Regione, per il primo grande test dopo le Politiche del 4 marzo. Occhi puntati su Vicenza e Siena. Lega e cinque stelle tornano a misurarsi da avversari.

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Leggi i risultati in diretta delle amministrative Comunali del 2018.

I capoluoghi al ballottaggio.

Come è andato il voto del Movimento 5 stelle.

Sono 760 i Comuni italiani chiamati al voto domenica 10 giugno 2018 per l'elezione dei sindaci, dei Consigli comunali e dei Consigli circoscrizionali. L'eventuale turno di ballottaggio è in programma domenica 24 giugno. I centri dovevano essere 761, ma a Laterina Pergine Valdarno (Arezzo) il voto è stato rimandato a causa della morte di un candidato. Complessivamente gli elettori interessati dalla consultazione sono 6 milioni 749 mila 654.

Sul totale dei Comuni al voto si contano 109 Comuni "superiori", cioè con più di 15 mila abitanti, e 651 "inferiori"; 20 i capoluoghi di provincia interessati dalla consultazione elettorale: Brescia, Sondrio, Treviso, Vicenza, Imperia, Massa, Pisa, Siena, Ancona, Teramo, Terni, Viterbo, Avellino, Barletta, Brindisi, Catania, Messina, Ragusa, Siracusa, Trapani.

Veneto: Vicenza e Treviso

VICENZA: M5S GRANDE ASSENTE. È il Movimento 5 Stelle il grande assente alle amministrative del 10 giugno a Vicenza, dove il centrodestra nello schema classico (Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia), ricompattato sul nome dell'avvocato 46enne Francesco Rucco, ex Alleanza nazionale, sostenuto da sei liste civiche, prova a strappare la poltrona di sindaco al Partito democratico e al centrosinistra, dopo 10 anni di guida di Achille Variati. Rucco, uscendo dagli schemi partitici, aveva bruciato tutti sul tempo, presentato la candidatura già a novembre 2017; Lega e Forza Italia hanno cercato dapprima un loro candidato, individuato nel presidente dell'ordine degli avvocati, Fabio Mantovani, ma poi gli hanno ritirato l'appoggio, convergendo su Rucco. Il suo avversario del centrosinistra è Otello Dalla Rosa, manager di un'industria vicentina, già amministratore unico della municipalizzata (Aim Energy). Uscito vincitore delle Primarie, è iscritto al Pd e capo di una civica, Vinova. Per i due si profila un probabile ballottaggio, nel quale il M5s potrebbe essere l'ago della bilancia. Il candidato pentastellato doveva essere l'avvocato Francesco Di Bartolo, una posizione di netta contrarietà al progetto della Tav su Vicenza, che però a un mese dalle elezioni ha subìto la doccia gelata, perché è venuto a mancare il via libera da parte di Luigi Di Maio, e quindi l'automatica esclusione per l'impossibilità di utilizzare il simbolo.

TREVISO: IL CENTRODESTRA PUNTA AL TURNO UNICO. È una sfida che dovrebbe giocarsi su pochi punti percentuali quella che va in scena a Treviso tra il centrosinistra, che ricandida il sindaco uscente Giovanni Manildo, e la Lega con il centrodestra unito, che lancia Mario Conte. Il Carroccio però, con un candidato sostenuto anche da Fi e FdI, più qualche formazione civica, punta senza mistero a superare la metà più uno dei consensi già alla prima tornata. Per Conte, ex capogruppo leghista in Consiglio comunale, raccolgono voti sette liste, fra le quali una intitolata al ticket Luca Zaia-Giancarlo Gentilini, cioè il presidente della Regione Veneto e l'ex "sindaco sceriffo" per 10 anni al timone di Treviso. Se Conte non superasse il test al primo turno, il ballottaggio aprirebbe maggiori possibilità alla riconferma del candidato Pd, sostenuto da cinque liste. La differenza sarebbe decisa dagli elettori degli altri quattro candidati in corsa per Ca' Sugana: Domenico Losappio, per il Movimento 5 stelle (che qui ha conservato il logo), Maristella Caldato, di Treviso Unica, Said Chaibi, di Coalizione Civica (questi ultimi configurabili nel centrosinistra) e Carla Condurso, per il Popolo della Famiglia.

Lombardia: Brescia e Sondrio

BRESCIA: IL CENTRODESTRA CERCA DI SFONDARE. Sono otto i candidati a sindaco a Brescia, la sfida più significativa in Lombardia, dove il centrodestra cerca di sfondare: Emilio Del Bono, che è il sindaco uscente in corsa per un secondo mandato per la coalizione di centrosinistra, Paola Vilardi per la coalizione di centrodestra (Udc, Fratelli d'Italia, il Popolo della Famiglia, X Brescia Civica, Forza Italia, Lega), Laura Castagna per la lista Brescia Italiana Azione Sociale Forza Nuova, Leonardo Peli per la lista Il Bigio Pro Brixia, Alberto Marino in corsa per Potere al Popolo, Guido Ghidini per il Movimento 5 stelle.

SONDRIO: IL CENTROSINISTRA TENTA LA RIMONTA. Dopo 10 anni di mandato di Alcide Molteni il centrosinistra prova a riconquistare la città con Nicola Giugni. Il centrodestra schiera Marco Scaramellini, ma deve fare i conti con Fiorello Provera, che con la Lega aveva guidato la Provincia oltre a essere stato eletto sia deputato che senatore e che ha deciso di candidarsi con una lista civica. Per il M5s corre Marco Ponteri. Visti i precedenti e i risultati delle politiche si prospetta un ballottaggio tra centrosinistra e centrodestra, che alle scorse politiche ha conquistato il 46,13% dei voti.

Liguria: Imperia

IMPERIA: IL RITORNO DI SCAJOLA. Il centrosinistra cerca la riconferma a Imperia dopo il successo storico nel 2013 di Carlo Capacci, che però non correrà per un secondo mandato. Le elezioni segnano il ritorno in campo di Claudio Scajola, che ha presentato la sua candidatura in autonomia dal centrodestra. Il Pd punta sul vicesindaco della giunta uscente Guido Abbo, insieme a tre liste civiche. Luca Lanteri, è il candidato sostenuto dal centrodestra attraverso il "modello Toti", ossia l’alleanza tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Maria Nella Ponte è la candidata per il M5s attraverso il consueto meetup cittadino. Anche Potere al Popolo sarà della partita con la candidata Maria Sepe. Sempre a sinistra, Liberi e Uguali e Sinistra Italiana hanno scelto di puntare su Lucio Sardi.

Toscana: Siena, Pisa e Massa

SIENA: ASSENTE IL M5S. Nove candidati a sindaco, 18 liste presentate, 583 candidati al Consiglio comunale e grande assente il Movimento 5 stelle, dato che le candidature non sono state validate dal partito e non è stato concesso l'utilizzo del simbolo. È questo il quadro con cui Siena si avvicina alle elezioni. Per la carica sono in corsa nove candidati: Luigi De Mossi per la coalizione di centrodestra (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Voltiamo pagina), Bruno Valentini – sindaco uscente - per il centrosinistra (In campo e Partito democratico), David Luciano Chiti per la lista Siena d.o.c., Pierluigi Piccini per la lista "Per Siena", Alessandro Vigni che corre per Sinistra per Siena e Potere al popolo, Massimo Sportelli per una coalizione di liste, Nadia Maggi per Siena alla fonte, Sergio Fucito per CasaPound e Alessandro Pinciani per Pensare, confrontarsi, difendersi. «Penso che per la prima volta si corra non per partecipare ma per vincere», ha dichiarato l'onorevole di Forza Italia Mara Carfagna in un'iniziativa elettorale a sostegno del candidato sindaco di centrodestra De Mossi, rispondendo ai giornalisti che le chiedevano se Siena possa essere contendibile al Pd.

PISA: IL PD FRAMMENTATO. Dieci candidati in corsa a Pisa per il posto che appartiene ora a Marco Fillipeschi. La città da sempre è una roccaforte di centrosinistra, che in questa tornata però si presenta più frammentato che mai. Il Pd ha candidato l’attuale assessore ai Lavori pubblici Andrea Serfogli, ma corrono per la poltrona anche Francesco “Ciccio” Auletta, consigliere comunale uscente che si presenta con la lista "Una città in Comune", sostenuto da Rifondazione Comunista e Possibile, Veronica Marianelli per il Partito Socialista, Simonetta Ghezzani per Sinistra Italiana e Paolo Casole per il Partito Comunista. Il centrodestra unito propone Michele Conti, mentre il M5s schiera Gabriele Amore. Completano il parterre dei candidati Maria Chiara Zippel, Antonio Veronesi e Raffaele Latrofa. Se ci si basa sul risultato delle elezioni politiche dovrebbe essere una partita a due tra centrodestra e centrosinistra, ma la frammentazione a sinistra potrebbe riservare brutte sorprese.

MASSA: IL CENTROSINISTRA CERCA LA CONFERMA. A Massa sono 10 i pretendenti alla poltrona di primo cittadino. Il centrosinistra schiera il sindaco uscente Alessandro Volpi alla ricerca del secondo mandato. Altri candidato di sinistra sono Sergio Menchini, Nicola Cavazzuti e Marco Bondielli. Per il centrodestra corre Francesco Persiani. Mentre a destra ci sono le candidature di Lorenzo Pascucci e Francesco Mangiaracina. Il M5s schiera Luana Mencarelli. Completano il quadro Pierpaolo Bertilorenzi e Andrea Biagioni. Se si guardano i risultati del 4 marzo il ballottaggio dovrebbe svolgersi tra il candidato di centrodestra Francesco Persiani e la candidata del M5s Luana Mencarelli, senza sottovalutare però il sindaco uscente Alessandro Volpi.

Marche: Ancona

ANCONA: UNICO CAPOLUOGO DI REGIONE. Sfida tra quattro candidati sindaci ad Ancona, unico capoluogo di regione al voto, dove le comunali del 10 giugno sono anche un test politico, da un lato di verifica dei risultati delle elezioni del 4 marzo, che hanno visto un'affermazione generalizzata del Movimento 5 stelle e un buon successo della Lega in un regione tradizionalmente di centrosinistra, dall'altro in vista delle regionali del 2020. Ad Ancona, roccaforte rossa con sindaci Pds, Ds e poi Pd da 25 anni, la sindaca uscente Valeria Mancinelli (Pd) si presenta sostenuta dal suo partito, dai Verdi e da tre liste civiche. Deve vedersela con il centrodestra, che si presenta unito (Lega, Forza Italia, Fdi) dietro al candidato civico Stefano Tombolini, con la pentastellata Daniela Diomedi e con il giovane Francesco Rubini che corre con la lista Altra Idea di Città, in cui sono confluite forze di sinistra e varie sigle di associazioni. Una sfida che appariva, tutto sommato, agevole per Mancinelli prima del 4 marzo: ora con il ribaltamento dello scenario politico delle Marche, è tutto molto più incerto, soprattutto se si andrà al ballottaggio Mancinelli-Tombolini. Al momento ognuno corre per sé e ufficialmente non si parla di accordi giallo-verdi. Ma la possibilità di scardinare un assetto politico che ha guidato la città per 5 lustri non sfugge a nessuno.

Umbria: Terni

TERNI: CITTÀ AL VOTO ANTICIPATO. Nella città umbra si vota con un anno d’anticipo dopo le dimissioni a gennaio dell’ex primo cittadino (centrosinistra) Leopoldo Di Girolamo. Sono otto i candidati alla poltrona di sindaco, cinque dei quali riconducibili all’area di centrosinistra. Il Pd schiera Paolo Angeletti, che dovrà vedersela con Alessandro Gentiletti e Andrea Rosati appoggiati da liste civiche, Emiliano Camuzzi per Potere al popolo e Mariano De Persio per il Partito comunista. Se il centrosinistra si presenta frammentato il centrodestra ha deciso di correre compatto al fianco di Leonardo Latini. Il M5s schiera Thomas De Luca. Completa la rosa Piergiorgio Bonomi per CasaPound. I risultati del 4 marzo – che mostrano una difficoltà del Pd in città – e le divisioni sembrano prospettare a una vittoria del centrodestra dopo 19 anni ininterrotti di governo di centrosinistra.

Lazio: Viterbo

VITERBO: OTTO IN CORSA PER LA POLTRONA. Sono otto i candidati alla poltrona di sindaco della cittadina laziale. Non sarà della partita l’attuale primo cittadino Leonardo Michelini che ha deciso di non ricandidarsi. Il centrosinistra si presenta diviso con Pd e socialisti che sostengono Michela Luisa Ciambella, mentre una parte del centrosinistra sostiene il consigliere Francesco Serra. Il candidato del centrodestra è Giovanni Arena. Per il M5s corre Massimo Erbetti. Completano il quadro Claudio Taglia per Casapound e i civici e attuali consiglieri comunali Filippo Rossi, Chiara Frontini e Paola Celletti. Quasi certo del ballottaggio il candidato del centrodestra Arena, mentre per lo sfidante sarà una corsa tra centrosinistra e M5s.

Abruzzo: Teramo

TERAMO: AL VOTO DOPO IL COMMISSARIAMENTO. L’elezione a Teramo arriva dopo sei mesi di commissariamento in seguito alla sfiducia incassata da Maurizio Brucchi (centrodestra). Sono sette i candidati, per un totale di 17 liste. Per il centrodestra, che amministra il Comune dal 2004, c’è Giandonato Morra. Avvocato ed ex assessore regionale ai Trasporti della giunta di Giovanni Chiodi, è appoggiato da sei liste: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Popolo della Famiglia e le civiche “Futuro In” e “Oltre”. Per il centrosinistra, il Pd punta su Gianguido D’Alberto, sostenuto anche da tre liste. Tra i candidati anche Giovanni Cavallari, ex Pd appoggiato dalla lista “Bella Teramo”. Per quanto riguarda il M5s, il candidato è Cristiano Rocchetti. La città è commissariata dal dicembre del 2017, dopo le dimissioni presentate da 18 consiglieri su 32 del Comune in vista dell’approvazione del bilancio. Per questa ragione, Brucchi ha contestualmente lasciato la poltrona di primo cittadino. Il prefetto ha così sospeso il Consiglio comunale nominando commissario prefettizio Luigi Pizzi, che è rimasto in carica per sette mesi.

Campania: Avellino

AVELLINO: CENTROSINISTRA DIVISO. Si chiude ad Avellino il mandato di Paolo Foti, sindaco del Partito democratico in carica dal 9 giugno 2013 che ha deciso di non ricandidarsi. Non potendo contare su di lui, il Pd ha deciso di puntare sull’avvocato penalista Nello Pizza, appoggiato anche dai Popolari e da diverse liste. Il centrosinistra non si presenta unito alle amministrative avellinesi: una parte Dem ha deciso di appoggiare la candidatura di Nadia Arace, sostenuta dalla lista "Si può". Altro candidato appoggiato da una sola lista è Luca Cipriano, ex presidente del teatro Gesualdo e promotore dell'associazione Ossigeno. Anche il centrodestra si presenta frazionato: Dino Preziosi sostenuto da Fratelli d’Italia, è il candidato sindaco della lista "La Svolta inizia da te". Forza Italia, Lega, Democrazia Cristiana-Udc e Noi con Avellino schierano invece Sabino Morano. Per quanto riguarda il M5s, il candidato prescelto è Vincenzo Ciampi, tributario dell’Agenzia delle entrate.

Puglia: Barletta e Brindisi

BARLETTA: LEGA IN SOLITARIA. Corsa a sei per la poltrona di sindaco di Barletta, che non vedrà al via il primo cittadino uscente Pasquale Cascella, che ha sceltro di non ricandidarsi. Il centrosinistra dopo la rinuncia di Cascella ha puntato su Dino Delvecchio, non l’unico candidato d’area, dato che Sinistra italiana con altre liste civiche ha deciso di appoggiare Carmine Doronzo. Stesso discorso per il centrodestra che si presenta diviso, con la Lega in solitaria in appoggio di Flavio Basile, e Forza Italia e Fratelli d'Italia che appoggiano (senza presentare il proprio simbolo) Cosimo Cannito. Il M5s schiera Michelangelo Filannino. Completa il quadro Rosa Gadaleta per Rivoluzione cristiana.

BRINDISI: AL VOTO DOPO UN ANNO DI COMMISSARIAMENTO. A Brindisi la poltrona di sindaco è occupata da un anno da un commissario. Il centrosinistra candida Riccardo Rossi. Il centrodestra si schiera diviso: Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia si schierano con Massimo Ciullo, mentre Forza Italia e Udc candidano Roberto Cavalera. Sempre a destra si candida il civico Ferruccio Di Noi, mentre il Movimento 5 stelleha scelto Gianluca Serra. Come in gran parte del Sud anche a Brindisi, alle politche dello scorso 4 marzo, il M5s ha raccolto una percentuale altissima (52%), quindi Serra è il candidato da battere e potrebbe addirittura vincere al primo turno.

Sicilia: Catania, Messina, Trapani, Ragusa e Siracusa

CATANIA: CENTRODESTRA COMPATTO. A Catania cinque in corsa. Il centrodestra compatto schiera l'europarlamentare Salvo Pogliese, il M5s Giovanni Grasso, mentre Emiliano Abramo, presidente regionale della 'Comunità di Sant'Egidio' è sostenuto da una lista civica con candidati indipendentisti dei 'Siciliani liberi'. In corsa anche Riccardo Pellegrino che pesca nel centrodestra e l'uscente Enzo Bianco, appoggiato con sei liste ma non c'è quella col simbolo del Pd. Niente simbolo del Pd anche a Trapani, dove sono cinque i candidati a sindaco. A parte Forza Italia, la Lega ed il M5S, anche gli partiti non concorrono con il proprio simbolo. Giacomo Tranchida è il candidato del centrosinistra, nelle liste che lo appoggiano ci sono candidati di centrodestra e di "DiventeràBellissima". Corrono divisi Fi e Lega: gli azzurri sostengono Vito Galluffo, i leghisti Bartolo Giglio. Gli altri due candidati sono Giuseppe Mazzonello per il M5s e Peppe Bologna con una lista civica.

MESSINA: CI RIPROVA ACCORINTI. A Messina ci riprova Renato Accorinti, il sindaco uscente contrario al Ponte sullo Stretto: è appoggiato da tre liste di sinistra. Spaccato il centrodestra: Dino Bramanti è appoggiato da Fi, Noi Con Salvini e Fdi, dal movimento di Nello Musumeci e da altre liste civiche. A rosicchiargli consensi saranno l'ex capogruppo di Fi in consiglio comunale Pippo Trischitta, che si presenta con due liste, e l'ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile, anche lei Fi. Pesca nel centrodestra anche Cateno De Luca, deputato regionale Udc, sostenuto da sei liste. Il Pd schiera invece, in asse con i 'centristi' di Casini, il costituzionalista Antonio Saitta, accompagnato da sei liste. Il M5s schiera invece l'ex capo del genio civile Gaetano Sciacca.

TRAPANI: RITORNO AL VOTO DOPO UN ANNO. A Trapani si torna a votare dopo l'elezione choc dell'anno scorso quando al ballottaggio non fu raggiunto il quorum dei votanti necessario per eleggere l'unico rimasto in corsa dopo il ritiro dell'altro candidato sindaco (Girolamo Fazio), travolto da un'inchiesta di corruzione nel pieno della campagna elettorale.

RAGUSA: CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA SPACCATI. Spaccature e divisioni sia nel centrodestra che nel centro sinistra anche a Ragusa, dove in sette si contendono la poltrona di sindaco, lasciata da Federico Piccitto (M5S) dopo un mandato. Al suo posto i pentastellati hanno candidato l'attuale presidente del Consiglio comunale, Antonio Tringali, che dovrà respingere l'assalto che gli portano i candidati del centro destra: i consiglieri comunali uscenti Sonia Migliore e Maurizio Tumino che godono dell'appoggio rispettivamente di 5 e 4 liste. A destra c'è anche Giuseppe Cassi', appoggiato anche da FdI. Nel centrosinistra il candidato del Pd è il segretario cittadino Giuseppe Calabrese appoggiato da 5 liste. Si candida anche il docente liceale Carmelo Ialacqua appoggiato dalla lista civica 'Citta' futura' che pesca tra militanti grillini dissidenti.

SIRACUSA: LEGA IN SOLITARIA. Sette in lizza anche a Siracusa. Spaccato anche qui il centrodestra: la Lega corre da sola con Francesco Midolo; il movimento di Musumeci, DiventeràBellissima, appoggia l'ex An Fabio Granata mentre il resto del centrodestra sostiene l'ex assessore regionale Ezechia Paolo Reale. Nel centrosinistra in corsa Fabio Moschella, Giovanni Randazzo e l'attuale vice sindaco Francesco Italia, tutti con alle spalle liste civiche. Tocca invece a Silvia Russoniello, imprenditrice, difendere il simbolo del M5s.

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