Nomisma,italiani non credono a programmi
Comunali 2018
Amedeo Ciaccheri
MAMBO
11 Giugno Giu 2018 0713 11 giugno 2018

Perché la sinistra può ripartire dalla vittoria di Amedeo Ciaccheri alla Garbatella

È vincente e giovane, ha vinto le primarie contro un candidato Pd titolato, ha mobilitato un quartiere che rosso era, grillino era diventato, e rosso è ritornato. Tutto questo mentre a sinistra ci si perde in guerre intestine e alle amministrative la Lega di Salvini fa il pieno ed egemonizza la destra.

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Bisogna abituarsi, nell’analizzare la politica italiana, a non dare mai niente per scontato. Sembrava scontata la vittoria di Lega e 5 Stelle e la scomparsa del centro-sinistra, in questa tornata amministrativa, invece solo la Lega si conferma come vincente. Il centro-sinistra sopravvive faticosamente ma con qualche luce forte (alla Garbatella di Roma, quartiere più grandi delle città in cui si è votato, il giovane outsider del centro-sinistra ha battuto il candidato della Raggi), i 5 Stelle arretrano.

SALVINI PUÒ DIVENTARE INARRESTABILE. Il rallentamento dei grillini non è un fatto amministrativo, visto che in recenti elezioni locali avevano avuto risultati clamorosi (a Roma, Torino, Livorno ecc.) ma il dato di ansia che sta pervadendo un elettorato che era convinto di stare né a destra né a sinistra e che si trova sbalzato alla destra estrema. Nelle ultime ore il blocco dei porti fatto da Salvini, con la complicità del ministro 'leghista' Toninelli, rivela chi nel governo ha il manico e chi obbedisce. Tutto ciò dovrebbe dare alcune tendenze nazionali. La più importante è che la resistibile ascesa di Salvini può diventare irresistibile, mutando nel profondo la destra italiana e il panorama politico nostrano.

L’elettorato di destra dei 5 Stelle alla lunga potrebbe preferire Salvini, quello di sinistra potrebbe tornare al non voto

La destra italiana è sempre stata composta, parlo di quella parlamentare, da una componente minoritaria - dapprima nostalgica e poi, con la svolta di Fini, moderato-liberale - come un luogo dove si poteva raccogliere un’area non identificata col partito maggiore, diciamo un’area destinata a vivere di luce riflessa rispetto al partito maggiore. Quando questo partito era la Dc e la destra era il Msi l’unico rapporto viveva sottobanco perché la Dd raccoglieva tutto anche il voto di destra digerendolo e mettendolo in circolo come voto moderato e solo talvolta e con imbarazzo utilizzava in parlamento il Msi. Berlusconi ha prodotto il cambio di Msi in An, però ha continuato a rappresentare in senso lato tutta la destra lasciando a Fini le briciole.

LA LEGA CAMBIA IL VOLTO DELLA DESTRA ITALIANA. La Lega di Salvini, in un Paese cambiato dalla crisi e dalle paure, ha estremizzato il suo partito, ha capito che c’era un elettorato di destra libero e senza patria dopo la débâcle di Fini e con l’appannamento di Berlusconi e così ha fatto il pieno. Questo dato può diventare stabile. Non stabile il successo, ma stabile il fatto che la destra si presenterà d’ora in poi come componente estrema del panorama politico sospingendo verso l’altro campo i moderati liberali. Questo voto dice che i 5 Stelle sono di fronte al più difficile passaggio. Devono provare a governare invece di fare casino. Rivelano un personale inadeguatissimo, a cominciare dal premier in prestito, patiscono l’egemonia della Lega. L’elettorato di destra dei 5 Stelle alla lunga potrebbe preferire Salvini, quello di sinistra potrebbe tornare al non voto.

Il centrosinistra, che tutti davano per scomparso, è l’unica alternativa al centrodestra. La vittoria alla Garbatella di Amedeo Ciaccheri ha un valore nazionale non solo perché si sconfigge il grillismo ma perché il candidato vincente è giovane, ha vinto le primarie contro un candidato Pd titolato, ha mobilitato un quartiere che rosso era, grillino era diventato, e rosso è ritornato. Tutto ciò avviene mentre lo stato maggiore della sinistra offre ormai uno spettacolo patetico con risse e nuove liti, nonché con analisi primitive come quella che chiede alla sinistra di non parteggiare nel confronto fra le due destre, quella di Salvini e quella di Renzi, ovvero crede che il sovranismo sia il motore della storia, oppure, infine, pensa che definire di destra questo governo sia affrettato. Tesi e teorie che coincidono con lo stato di confusione di una classe dirigente che dovrebbe lasciare il campo a giovani veri, non quelli che fanno convegni contro il capitalismo ma quelli che sono stati in queste settimane a farsi un 'coso' così nelle bellissime strade della Garbatella.

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