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11 Giugno Giu 2018 1706 11 giugno 2018

Comunali 2018, l'analisi del voto: il caso di Vicenza e Brescia

L'istituto Cattaneo ha analizzato i flussi elettorali dei due capoluoghi. In Veneto gli elettori grillini premiano il centrodestra, mentre in Lombardia spingono la rielezione di Del Bono.

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Le vittorie del centrosinistra a Brescia e del centrodestra a Vicenza sono finite sotto la lente dell'istituto Cattaneo che ha analizzato i flussi elettorali nelle due città (leggi i risultati delle Comunali). Nei due casi, il M5s è il partito che ha visto le maggiori fluttuazioni rispetto alle Politiche del 4 marzo. Ma quei flussi elettorali hanno avuto destini diversi nelle due città che hanno eletto il primo cittadino al primo colpo.

Brescia: il M5s spinge la vittoria di Del Bono

Emilio Del Bono.

Nel primo caso, hanno scritto i ricercatori, «la coalizione del vincitore ha fatto quasi il pieno dei voti Pd, e ha inoltre recuperato buona parte di quelli di Leu e anche una discreta fetta di quelli 5 stelle». L'elettorato pentastellato che alle Comunali ha scelto il proprio candidato è comunque una minoranza: «Il 2,4% dell’intero corpo elettorale, meno del 3,7% che ha optato per il candidato di centrosinistra e, soprattutto, molto meno del 7,2% che ha optato per l’astensione». Anche il centrodestra ha perso quote verso l'astensione. Il 2,1% del corpo elettorale è passato, scrive il Cattaneo, dalla Lega al candidato del centrosinistra.

Vicenza: i grillini premiano la Lega

A Vicenza, dove ha vinto il candidato leghista di centrodestra Francesco Rucco, il M5s non correva. Come si sono comportati gli elettori pentastellati? Secondo l'Istituto bolognese, in larga maggioranza (8,1% dell’elettorato) hanno preferito astenersi. Per il resto – a differenza di Brescia – hanno premiato in netta prevalenza il centrodestra più che il centrosinistra (4,8% contro 1,5%). Il candidato di centrosinistra Otello Dalla Rosa ha fatto nuovamente il pieno dei voti del Pd, non si sono infatti registrate "fughe" dell'elettorato dem verso l'astensione come nel caso di LeU. Il centrodestra vincitore ha comunque perso qualcosa verso l’astensione (ma meno che a Brescia) e, anche in questo caso «la Lega cede una quota di voti di un certo peso al centrosinistra».

Chi sono gli elettori che hanno cambiato il loro voto

Chi sono questi elettori che compiono l’inaspettato tragitto dalla Lega al centrosinistra? L’ipotesi che pare più plausibile, scrivono i ricercatori, «è che si tratti di elettori legati al mondo associativo e organizzativo tradizionalmente di sinistra (i sindacati, in particolare) e che, alle politiche, possono aver scelto la Lega perché impauriti dall’immigrazione (contro cui Salvini promette maniere decise) o perché attratti dalle promesse di modifica della Legge Fornero. Alle elezioni comunali, dove questi temi di rilievo nazionale hanno minor peso, l’appartenenza associativa al mondo organizzativo legato al centrosinistra, torna a esercitare una maggior influenza sul voto e porta questi elettori a rivotare per il centrosinistra». Finora si tratta di una ipotesi in cerca di maggiori conferme.

I flussi dai partiti

L'Istituto, per facilitare la comparazione tra i due casi, ha osservato anche in flussi dei voti in uscita dai quattro principali partiti: M5s, Pd, Lega e Forza Italia. In particolare, fatti 100 gli elettori alle Politiche, sono state analizzate le ripartizioni agli altri schieramenti. Prendendo il M5s, si vede che in entrambe le città, più della metà di chi aveva scelto questo partito alle Politiche del 4 marzo ha preferito astenersi. Ma chi ha votato a Brescia, dove pure era presente il simbolo dei 5 stelle, ha favorito il centrosinistra, a Vicenza, invece, ha scelto il centrodestra. «Le indicazioni che le due città ci danno in merito agli effetti della coalizione “gialloverde” sulle scelte dell’elettorato “grillino” non sono dunque univoche», scrive ancora l'istituto.

ELETTORI PD I PIÙ FEDELI. Gli elettori del Pd si mostrano invece molto più fedeli confermando in larga maggioranza il voto del 4 marzo (a Brescia si registra però è stata registrata una discreta perdita - quasi un elettore su 10 - verso l'astensione).

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