I 400 colpi
Ballottaggi Amministrative 150612192614
11 Giugno Giu 2018 0844 11 giugno 2018

La Lega stravince nelle prime elezioni con campagna elettorale a urne aperte

L'attivismo di Salvini col respingimento della nave Aquarius ha catalizzato l'attenzione anche nel giorno del voto, dove il Carroccio ha trionfato trascinando il centrodestra nonostante Forza Italia sia sempre più irrilevante. Pd tra luci e ombre, ma conferma la tendenza negativa. Male il M5s, che soffre l'alleanza coi leghisti.

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Strane elezioni queste amministrative, le prime dove si è fatta campagna elettorale a urne aperte complici i destini di una nave carica di migranti che nessuno vuole, e ora vaga in mezzo al Mediterraneo in attesa che qualcuno si decida a offrirle un approdo. Strane elezioni, sull’eco delle vicende internazionali che schiacciano il mondo facendo presagire un futuro poco rassicurante. Con i suoi leader, almeno quello più importante di tutti e che quindi viste le responsabilità dovrebbe essere il più assennato, che con un tweet rovescia il tavolo e si mette contro tuti, il vicinissimo Canada e la sempre più lontana Europa.

LA LEGA DOMINA AL NORD, IL PD TIENE A BRESCIA. Ha vinto la Lega, che ha trascinato il centrodestra alla conquista di importanti città, e che conferma il suo pressoché assoluto dominio sul Nord, se si eccettua la ridotta di Brescia dove il Pd ha tenuto salda la posizione. Ma sono cadute Treviso e soprattutto Vicenza, che dal 2008 era governata dalla sinistra, che pure aveva messo in pista una degnissima squadra chiamando a raccolta le sue migliori energie. Buone notizie invece da Ancona, l’unica città capoluogo di regione dove si votava, viso che al ballottaggio il suo candidato dovrebbe farcela senza patemi. Il Pd perde anche Catania, anche se il pluriennale sindaco Bianco visto il vento contrario aveva deciso di presentarsi rinunciando al simbolo. E soprattutto va al ballottaggio in città (Siena, Pisa, Massa) dove un tempo vinceva a man bassa con percentuali bulgare.

Per i pentastellati la conferma che la loro scarsa e sporadica organizzazione sul territorio è un problema per un partito che a livello nazionale raccoglie il 32% dei consensi

Male anche i 5 stelle, la cui battuta d’arresto è simbolicamente rappresentata dalle due municipalità di Roma dove i suoi candidati sono stati nettamente sconfitti, e anche dal fatto che in regioni tipo Marche o Sicilia, dove alle recenti Politiche del 4 marzo avevano sbancato, il bottino è magro. Per i pentastellati la conferma che la loro scarsa e sporadica organizzazione sul territorio è un problema per un partito che a livello nazionale raccoglie il 32% dei consensi. Un risultato che comunque pone a Di Maio e compagni un problema non da poco, ovvero il possibile accentuarsi della sudditanza nei confronti delle politiche dei leghisti con i quali condividono l’alleanza (pardon, il contratto) di governo.

FORZA ITALIA A UN VICOLO CIECO. Poco rilevante, anche se gli interessati non la penseranno così, la performance di Forza Italia, che conferma ulteriormente la sua gregarietà al Carroccio, ovvero l’azionista di riferimento della coalizione (ma esiste ancora una coalizione di Centrodestra?). Dev’essere questo sentore che ha spinto Berlusconi a scrivere una lunghissima lettera al Corriere della sera che vorrebbe essere il manifesto politico del rilancio azzurro (contiene persino l’ennesima promessa di incoronare un successore), invece non fa che confermare il vicolo cieco in cui Salvini e la sua svolta xenofobo-sovranista ha relegato l’anziano Cavaliere.

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