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mambo
12 Giugno Giu 2018 0921 12 giugno 2018

Salvini, Di Maio e la trappola delle teorie usa e getta

Il M5s non è la nuova sinistra. E gli elettori delusi non torneranno a casa se non ci si contrappone all'avversario. L'elenco delle analisi sbagliate potrebbe continuare. I punti fermi sono altri: chiusura al populismo e alla destra xenofoba, rinascita di una forza socialista, dialogo con chi lavora a un “fronte” di democrazia.

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Lo dico ai lettori, lo dico agli analisti (e ad alcuni politici), lo dico a me stesso: state attenti alle teorie usa e getta. Dopo il voto del 4 marzo che ha visto il trionfo dei 5 stelle e il successo della Lega, dopo il governo Salvini-Di Maio quanti si sono affannati a ricavarne analisi che dopo alcune settimane sono già da buttar via? Le metto in fila in disordine.

IL M5S NUOVA SINISTRA? NON SCHERZIAMO. Una è quella che sosteneva che i 5 stelle avrebbero soppiantato la sinistra, che il partito di Casaleggio era diventato il nuovo partito comunista. Palle. Dopo 15 giorni di governo, dopo l’avvio della ruspa di Salvini, al primo voto utile i 5 stelle hanno preso una botta. Non è vero che loro non perdono alle Amministrative. Appena qualche anno fa si teorizzava il contrario analizzando le vittorie della Raggi, della Appendino, di Nogarin.

INCOGNITA SULLA DURATA DEL GOVERNO. La seconda teoria è che Di Maio e Salvini governeranno 40 anni. Durano poco, invece, perché Salvini si sta mangiando Di Maio e Di Maio, o chi lo soppianterà, qualcosa dovrà fare: primum vivere anche nel partito del “vaffa”.

I TRANSFUGHI DELLA SINISTRA NON TORNANO A CASA. Terza teoria è quella che voleva che si tenesse una porta aperta verso i 5 stele e i loro elettori di sinistra, trattati come deficienti che si sono sbagliati e che con un po’ di pazienza e tanti zuccherini sarebbero tornati a casa. Gli elettori di sinistra dei 5 stelle non sono il fronte debole di quel partito, sono elettori che hanno preso un abbaglio, hanno cercato una scorciatoia, si erano stufati della sinistra, delle sue liti, della sua inconcludenza e alla prima occasione utile non sono tornati al Pd (tranne che alla Garbatella e a Montesacro a Roma) ma sono tornati nel non voto. Se c’è una lezione da trarre dai ragazzi romani che nei quartieri (circa 300 mila abitanti, mica uno scherzo!) hanno umiliato i 5 stelle sta nel fatto che si sono contrapposti ai 5 stelle, non li hanno blanditi.

Anche la teoria sulla irresistibile avanzata di Salvini va presa con le pinze. Salvini sta raschiando il fondo del barile con scelte azzardate. C’è un voto moderato di destra che sta perdendo

Ci sono poi quelli del sovranismo che è parola di sinistra. L’identità nazionale e la sua difesa sono cose serie e fa pena vedere queste bandiere nelle mani di un anti-italiano come Salvini, tuttavia il sovranismo avendo come obiettivo puro non la lotta al capitalismo ma la sconfitta dell’idea di Europa, è la teoria più subalterna che sia mai stata messa in campo. È il nuovo imperialismo straccione.

DISINVOLTURA GEOPOLITICA. Erano secoli che l’Italia non tornava a giocare con disinvoltura sulle alleanze internazionali. Quando lo fece, virtuosamente nel Risorgimento, disinvoltamente poco dopo, da Crispi fino a Mussolini, fu per schierarsi a favore di potenze europee contro altre potenze europee. Era un’epoca in cui gli Usa non stavano, si dice dalle mie parti, neppure “a calendario”. Il sovranismo di oggi è la teoria politica più subalterna aduna visione geo-strategica in cui l’Europa sparisce e si afferma, per la prima volta nella storia del mondo, l’egemonia russa sull’Europa occidentale favorita dal connubio con un presidente Usa che l’Europa la vuole morta.

SALVINI STA RASCHIANDO IL BARILE. Anche la teoria sulla irresistibile avanzata di Salvini, che è di queste ore, va presa con le pinze. Salvini sta raschiando il fondo del barile con scelte azzardate. C’è un voto moderato di destra che sta perdendo e questo dato non si vede perché sta svuotando le cantine del voto di destra estrema. Ma quando Salvini avrà fatto il pieno, non troverà più alleati se la sinistra avrà iniziato a riorganizzarsi e a dialogare con quelli che sono più lontani dalla sinistra ma che non vogliono un fascista come premier.

LA VIA SOCIALISTA. Infine, in questo catalogo di idee da mercato dell’usato, le teorie anticapitaliste di nuovo conio. Ho scritto spesso sulla mia ammirazione per Riccardo Lombardi e per quelli che fecero il primo centro-sinistra (in primis i socialisti) nella cui elaborazione c’era il realistico fare a cazzotti con il capitalismo non la visione palingenetica di un mondo senza il capitalismo. È per questo che la rinascita della sinistra può (e deve) essere socialista, non può e non deve essere neo-comunista.

L'ERA DEL GAUCHISMO ROSSO-BRUNO. Potrei continuare. Non ho finito l’elenco. Si scrivono tante cose con faciloneria, molte le ho scritte anche io ma alcuni punti fermi li ho avuti: chiusura al populismo e alla destra xenofoba, rinascita di una forza socialista, dialogo e perfino abbracci con chi si schiera e persino cerca di guidare un “fronte” di democrazia. Ho persino nostalgia, infine, per il gauchismo di una volta di fronte all’odierno gauchismo rosso-bruno (non scrivo rosso-nero per ragioni di fede calcistica).

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