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SPADAFORA
13 Giugno Giu 2018 1055 13 giugno 2018

Chi è Vincenzo Spadafora

Ex presidente Unicef Italia, ex Garante per l'Infanzia, il braccio destro di Di Maio è stato nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità e giovani. Il profilo.

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Braccio destro e ombra di Luigi Di Maio, prima di arrivare al M5s Vincenzo Spadafora ha indossato vari colori politici. Ex presidente Unicef Italia e poi Garante per l'Infanzia - ruolo cucito su misura per lui - non ha mai nascosto le proprie ambizioni politiche. E dopo l'elezione a Montecitorio (candidato al collegio uninominale di Casoria ha conquistato il 59,4% di preferenze) ora è stato nominato sottosegretario alle Pari opportunità e giovani, primo uomo a rivestire questo incarico (qui le altre nomine).

IL NODO DIRITTI LGBTI E MIGRANTI. Favorevole alle adozioni gay, la sua presenza nel governo potrebbe essere un utile contrappeso alle uscite del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana. Più difficile forse sarà la convivenza dell'ex numero uno Unicef Italia con un ministro dell'Interno che ha adottato il pugno duro nei confronti dei migranti arrivando a minacciare di chiudere i porti.

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri 😊🙏

Geplaatst door Vincenzo Spadafora op dinsdag 12 juni 2018

Campano come Di Maio, ma di Afragola, 44 anni, Spadafora ha cominciato a masticare politica nel 1998 come segreteario del presidente della Regione Campania Andrea Losco dell'Udeur. Successivamente dopo un passaggio nella segreteria dei Verdi di Alfonso Pecoraro Scanio, è approdato in qualità di capo a quella di Francesco Rutelli ai tempi del ministero dei Beni culturali. Proprio l'ex sindaco di Roma chiese a lui e ad altri ragazzi, come raccontò lo stesso Spadafora in una intervista a Sette, di mettere in piedi il movimento giovanile della Margherita. «Fu un flop», ammise. Ma Spadafora non si è perso d'animo, anzi. Nel suo peregrinare, ha sfiorato anche Italia Futura di Montezemolo. Nel 2010, ai tempi della presidenza Unicef, assunse pure la presidenza delle Terme di Agnano, società controllata dal Comune di Napoli allora guidato da Rosa Russo Iervolino.

Vincenzo Spadafora e la folgorazione sulla via del M5s

Nel 2014 scrisse La Terza Italia. Manifesto di un Paese che non si tira indietro, una sorta di dichiarazione di intenti. Nel suo curriculum una macchia non indelebile. Il suo nome era finito anche nei brogliacci delle intercettazioni dell'inchiesta sulla cricca degli appalti che portò all’arresto di Diego Anemone e Angelo Balducci. Spadafora, da poco nominato all'Unicef, aveva assunto il figlio di quest'ultimo. Come rivelano alcuni sms pubblicati da Il Fatto, scherzosamente chiamava l'imprenditore «Papi», firmandosi «balduccino». Il 29 gennaio 2010 Spadafora esprimeva tutto il suo entusiasmo all’ex presidente del consiglio dei lavori pubblici, condannato in primo grado a 6 anni e mezzo per lo scandalo appalti: «Evviva, abbiamo un nuovo ministro!». Il ministro in questione era Guido Bertolaso. Nessuna pendenza penale, certo, ma fumo negli occhi per l'ortodossia 5 stelle. Poi la folgorazione sulla via del Movimento che lo ha portato a essere l'uomo ombra del vicepresidente della Camera prima e del capo politico poi.

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