Di Maio
14 Giugno Giu 2018 2122 14 giugno 2018

Di Maio oscurato da Salvini, ecco come cerca il rilancio

La faccenda dello stadio di Roma mette in ombra l'azione del ministro del Lavoro. Il leghista lo sostiene ma gli affari giudiziari preoccupano. E il leader pentastellato prova a rilanciarsi con il "decreto dignità”.

  • ...

Fuga dalla Tv in attesa di capire la strada che prenderà la nuova grana che arriva ancora una volta dalla Capitale, sempre più il tallone di Achille del Movimento. Luigi Di Maio ha imboccato la via attendista e un profilo low incrociando le dita: l'inchiesta sullo stadio della Roma potrebbe deflagrare portando giù tutto il vertice politico del Movimento o sgonfiarsi e rivelarsi ancora una volta una nube passeggera.

RILANCIO CON IL DECRETO DIGNITA'. L'evolversi dell'inchiesta lo dirà ma intanto il capo politico ha incassato il sostegno dell'alleato Matteo Salvini e puntato tutto sul rilancio dell'azione di governo, sperando che l'annuncio di provvedimenti attesi dagli elettori, riunificati e ribattezzati con il convincente slogan di "decreto dignità", possa intanto placare l'opinione pubblica, la pressione degli "ortodossi" e delle opposizioni, Pd in testa.

RESPONSABILITA' PER LE VICENDE ROMANE. Il tam tam di notizie arrivato dai più fidi collaboratori del Movimento sembra farlo sperare. Né il ministro Alfonso Bonafede, né il collega Riccardo Fraccaro, si racconta con sollievo, sembrerebbero essere coinvolti direttamente nell'inchiesta. Resta però la responsabilità "politica" dei due parlamentari a cui i vertici del M5s avevano affidato la vigilanza sulla gestione delle questioni più spinose della Capitale.

LOMBARDI CONTRO BONAFEDE. L'ex deputata Roberta Lombardi, da sempre in prima fila a denunciare i rischi a cui andava incontro la giunta Raggi e ancora una volta novella Cassandra, non si nasconde dietro un dito. Punta l'indice verso «il gruppo che gestiva gli enti locali» ben sapendo che la responsabilità del Centro Italia era attribuita proprio a Bonafede (a Fraccaro spettava il Nord e a Giancarlo Cancelleri il Sud).

MINISTRO CHIAMATO IN AULA DAL PD. «Non commento le indagini in corso» si è trincerato il neo ministro della Giustizia ma il 14 giugno il Pd ha chiesto che sia proprio lui a riferire in Parlamento sul caso. Intanto Di Maio ha provato a risollevare le truppe: il 15 dovrebbe incontrare tutta la pattuglia dei neo-nominati viceministri e sottosegretari dopo che il 14 il cdm, pur avendo rinviato alla prossima riunione l'avvio dei provvedimenti 'politici' come il decreto dignità, ha distribuito le deleghe.

SALVINI: «NON CI DIVIDERANNO». Salvini intanto lo sostiene: «vogliono farci litigare ma non ci caschiamo» lo ha rassicurato. Per il leader della Lega la vicenda stadio, che potrebbe avere riflessi anche sul Carroccio, non dovrebbe creare «alcun problema. Aspetto che parli chi ne sa più di me» ha detto anche lui, attendista. «Quello che posso dire», si è sbilanciato, «è che Parnasi, per come l'ho conosciuto, mi è sembrata una brava persona».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso