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Politica
20 Giugno Giu 2018 1801 20 giugno 2018

Migranti, com'è andato l'incontro tra Salvini e Strache

Il vicepremier austriaco: «Serve un'alleanza di volenterosi per proteggere l'Europa da chi vuole entrare. Vogliamo promuovere questa strategia in collaborazione con l'Italia».

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«Serve un'alleanza di volenterosi per proteggere l'Europa da chi vuole entrare. E vogliamo promuovere questa strategia in collaborazione con l'Italia, in modo da riacquistare la fiducia della popolazione». Il vicepremier austriaco, Heinz Christian Strache, ha concluso così il vertice al Viminale con il ministro dell'Interno e vicepremier italiano Matteo Salvini.

CAMBIO RADICALE DELLE POLITICHE SULL'ASILO. L'Austria, che dal 1 luglio assumerà la presidenza di turno dell'Unione europea, annuncia una «rivoluzione copernicana del pensiero europeo su immigrazione e asilo». Perché, questa è l'accusa, «il concetto di solidarietà della Commissione europea finora ha premiato i trafficanti e non il popolo. Noi vogliamo capovolgere questo concetto, perché la solidarietà è proteggere le frontiere. Quindi attueremo un cambio radicale», ha promesso Strache.

Salvini, in risposta ai cronisti che gli hanno chiesto cosa succederà se l'Unione europea non dovesse rivedere il Regolamento di Dublino, ha minacciato ritorsioni economiche: «L'aria in Europa sta cambiando e siamo ottimisti. Siamo anche estremamente fiduciosi sulla presidenza austriaca e confidiamo nel buonsenso dei colleghi europei, anche perché non vorremmo arrivare a ridiscutere il finanziamento italiano all'Unione europea».

CONTE CHIEDE SOLUZIONI SUGLI SBARCHI. La proposta che l'Italia porterà al Consiglio europeo del 28-29 giugno, ha aggiunto Salvini, avrà l'obiettivo di «proteggere le frontiere esterne» dell'Unione europea. E se qualcuno pensa che l'Italia «debba continuare a essere punto di approdo e campo profughi, ha sbagliato a capire». Messaggio ribadito dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte: «Oggi ho avuto con il presidente Tusk un incontro molto utile. Gli ho anticipato che non sono disponibile a discutere dei secondary movements dei migranti senza prima aver affrontato l'emergenza dei primary movements, che l'Italia si ritrova a gestire da sola».

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