Salvini, entro anno smontiamo l.Fornero
21 Giugno Giu 2018 0956 21 giugno 2018

Cosa ha detto Salvini su Orban, Saviano e accordi per i migranti

Il ministro degli Interni mette in dubbio la scorta per lo scrittore e critica il premier ungherese per aver lasciato sola l'Italia sulla questione deirifugiati. E all'Europa dice: non vorrei dover rivedere il contributo Ue.

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Il ministro degli Interni Matteo Salvini per la prima volta critica il premier ungherese Viktor Orban, alleato europeo e leader dell'Europa di Visegrad, il raggruppamento populista che raccoglie i Paesi dell'Europa dell'Est e a cui la Lega è molto vicino. Intervistato dalla trasmissione Agorà, Salvini ha detto che «Orban ha ragione sulla protezione delle frontiere esterne, torto quando l'Italia viene lasciata sola». L'Ungheria è uno dei Paesi europei che non rispetta la procedura di ricollocamento dei rifugiati, una misura presa nel 2015 per alleviare il peso su Italia e Grecia. Inoltre il Paese è contrario a una ridiscussione del regolamento di Dublino che cancelli l'obbligo dei richiedenti asilo di presentare domanda nel primo Paese europeo dove arrivano, regola che mette in difficoltà Paesi come la Spagna, l'Italia, la Grecia.

Contributo europeo? Non vorrei doverlo ridiscutere...

Proprio per cambiare questo status di fatto, il consiglio europeo sta cercando di approvare una riforma del regolamento di Dublino che dia al nostro Paese più risorse da una parte e che dall'altra distribuisca su tutto il continente in maniera più uniforme il peso dell'accoglienza di chi fugge dalle guerre. Tuttavia, finora l'Italia non ha ottenuto molto. Anche perché ha scelto come alleati Paesi come l'Ungheria, i cui interessi e posizioni sono diametralmente opposti ai nostri. «Il premier Conte andrà a Bruxelles. O c'è una proposta utile, anche per difendere i rifugiati, o cambiano queste regole, o diciamo no. Ha totale sostegno mio e del governo per discutere qualcosa di utile alla nostra sicurezza» ha spiegato. Salvini ha anche ventilato l'ipotesi di non pagare più contributo al bilancio europeo nella somma dovuta. «Sulla protezione delle frontiere esterne tutti sono d'accordo, vediamo se dopo anni di chiacchiere passeranno ai fatti. Non possiamo pagare sei miliardi l'anno all'Ue e ricevere dita negli occhi. Non vorrei essere costretto a ridiscutere questo contributo».

Scorta a Saviano? Non so, è spesso all'estero

Salvini ha parlato anche di molto altro: tra le parole destinate a far polemica ci sono quelle dedicate allo scrittore Roberto Saviano, da tempo uno dei suoi maggiori obiettivi polemici. Il ministro ha messo in dubbio che sia necessaria la scorta, anche se comunque ha precisato che non sarà lui a valutare il da farsi. «Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all'estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani. Gli mando un bacione».

Vogliamo deroghe europee per flat tax e reddito di cittadinanza

Sul fronte economico, infine, il ministro ha insistito sulla necessità di allargare i cordoni della borsa in deroga alle regole europee per finanziare le proposte bandiera del governo giallo-verde, ovvero la flat tax e il reddito di cittadinanza. Su entrambi i dossier, il ministro dell'Economia Giovanni Tria è stato molto prudente, anche perché l'obiettivo primario è scongiurare l'aumento dell'Iva imposto dalle clausole di salvaguardia. «Il ministro dell'Economia fa il suo mestiere, ma noi rispettando i vincoli chiederemo più margine all'Ue per fare flat tax e reddito cittadinanza» ha spiegato.

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