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Politica
21 Giugno Giu 2018 1734 21 giugno 2018

Saviano contro Salvini: polemica sulla scorta

Dopo la minaccia del ministro dell'Interno di rivedere la protezione allo scrittore, lui risponde con un tweet: «È il ministro della Malavita». Fico: «Chi si oppone alle mafie va protetto dallo Stato».

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«L'Italia è il Paese occidentale con più giornalisti sotto scorta perché ha le organizzazioni criminali più potenti del mondo, ma Matteo Salvini, ministro degli Interni, invece di contrastare le mafie, minaccia di ridurre al silenzio chi le racconta #MinistrodellaMalavita». Così Roberto Saviano su Twitter ha risposto al vicepremier dopo una sua intervista ad Agorà. Il ministro degli Interni sulla scorta a Roberto Saviano aveva detto: «Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all'estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani. Gli mando un bacione». Minacciato di morte dal clan camorristico dei Casalesi, Saviano è sottoposto a un protocollo di protezione che da ottobre 2006 ne prevede la scorta.

Saviano ha poi postato un video su Fb. «Matteo Salvini è alla costante ricerca di un diversivo e attacca i migranti, i rom e poi me perché è a capo di un partito di ladri», ha scritto il giornalista nel post, «quasi 50 milioni di euro di rimborsi elettorali rubati. Parla di tutto e se la prende con gli ultimi perché le persone non devono sapere che il suo partito ha rubato allo Stato milioni e milioni di euro. Parla alla rabbia di persone ignare che non sanno che i primi obiettivi di quegli imbrogli sono loro».

Vivere sotto scorta è una tragedia e l'Italia è il Paese occidentale con più giornalisti sotto scorta perché ha le...

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La polemica è cresciuta durante la giornata. Pietro Grasso, senatore di Leu, è intervenuto su Facebook: «Dobbiamo scegliere da che parte stare: se con Saviano o con Salvini. Salvini è il ministro dell'Interno e, proprio in quel ministero, si decide chi deve essere protetto dallo Stato. Con le frasi di stamattina vuol far capire a Saviano di non criticarlo, di stare zitto, altrimenti può intervenire per lasciarlo senza protezione contro la camorra, che lo vuole morto da anni per le sue inchieste e per il suo essere diventato un simbolo della lotta alle mafie»

Dobbiamo scegliere da che parte stare: se con Saviano o con Salvini. Salvini è il ministro dell'Interno e, proprio in...

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Salvini è poi tornato sulla questione via Facebook. Quelle di Saviano sono «polemiche inesistenti», ha tuonato. E ancora: «Non sono io che decido a chi assegnare le scorte. Ci sono degli organismi appositi... Saviano continui a scrivere, a pontificare. È l'ultimo dei miei problemi... Io sto con l'antimafia nei fatti. Di quello che fa Saviano, della sua casa a New York, dei soldi non mi interessa». «Gli insulti dei chiacchieroni Macron e Saviano non mi toccano», ha poi aggiunto il vicepremier su Twitter, «mi fanno forza. Mentre loro parlano, io oggi sto lavorando per bloccare il traffico di clandestini nel Mediterraneo e per restituire agli italiani le ville sequestrate ai mafiosi. C’è chi parla, c’è chi fa. Bacioni».

«L'Italia è il Paese che ha nel suo ventre tre fra le più grandi organizzazioni criminali internazionali: mafia, camorra, 'ndrangheta. Tutti i cittadini, gli imprenditori e gli intellettuali che hanno avuto il coraggio di opporsi alla criminalità organizzata devono essere protetti dallo Stato. Spero che al più presto questo male possa essere definitivamente sradicato, diventando così solo un brutto ricordo. In questo modo nessuno dovrà più essere scortato perché finalmente libero», ha scritto in un post su Facebook il presidente della Camera Roberto Fico.

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