Salvini, storiche vittorie della Lega
27 Giugno Giu 2018 1706 27 giugno 2018

Legittima difesa, Salvini: «Legge è una priorità»

Il ministro dell'Interno torna a cavalcare il tema. Molteni: «Vogliamo creare il far west? I numeri sono già da far west». Ma il rapporto Censis è sulla percezione della sicurezza. I dati del Viminale dicono tutt'altro. 

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Dopo quello contro le Ong, il ministro dell'Interno Matteo Salvini apre (o, meglio riapre) un altro fronte: quello della legittima difesa (leggi i fallimenti in Lombardia, Liguria e Veneto). Con un tweet il vicepremier riparte all'attacco. «Una nuova legge che permetta la legittima difesa delle persone perbene nelle proprie case è una nostra priorità», ha twittato commentando il rapporto Censis sulla sicurezza.

Linea condivisa dal sottosegretario all'Interno Nicola Molteni. «La sicurezza torna e dovrà tornare al centro del programma del governo, che farà della protezione e dell'ordine pubblico un tema centrale. Tocca allo Stato garantire sicurezza: è una prerogativa dello Stato nella sue articolazioni. Così come tocca allo Stato l'uso delle armi», ha dichiarato. Ma «laddove lo Stato non esercita questa funzione, il cittadino può riappropriarsi di questa delega». Molteni ha però precisato che il suo modello «non è quello americano».

MOLTENI: RECRUDESCENZA DELLA CRIMINALITÀ. «Vogliamo creare il far west? I numeri dicono che siamo già nel far west. La legge sulla legittima difesa vuole incrementare l'uso delle armi? No, vuole sancire che il domicilio è sacro. Noi riteniamo che l'attuale legge vada adeguata e migliorata, perché rispetto alla criminalità di 10 anni fa assistiamo a una recrudescenza», con «non solo l'aggressione del bene materiale ma del bene fisico», ha aggiunto Molteni.

PIÙ FAVOREVOLI I MENO ISTRUITI. In realtà però i numeri dicono tutt'altro. Mentre la criminalità è in calo, a essere cresciuta è la percezione della sicurezza. Questo infatti emerge dal rapporto Censis e Federsicurezza secondo il quale il il 39% degli italiani è favorevole all'introduzione di criteri meno rigidi per il possesso di un'arma da fuoco per la difesa personale. Il dato è in netto aumento rispetto al 26% rilevato nel 2015. Più favorevoli sono le persone meno istruite, il 51% tra chi ha al massimo la licenza media, e gli anziani, il 41% degli over 65 anni. Questione di percezione evidentemente visto che sempre secondo il rapporto conferma come nel 2017 i reati denunciati nel nostro Paese siano calati del 10% rispetto al 2016. Lo studio sottolinea come a fronte di dati in calo sia alta la percezione di insicurezza, con la criminalità al centro delle preoccupazioni per un italiano su quattro (leggi anche l'intervista a Davigo: «Non è vero che l'Italia è un Paese insicuro»).

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