I 400 colpi
Tim Cook
Politica
27 Giugno Giu 2018 0854 27 giugno 2018

Tim Cook e i falsi pentiti del capitalismo

Il leader di Apple si è reso protagonista del mea culpa sull'uso dell'iPhone, sostenendo che la gente passa troppo tempo sul telefonino. Però non propone nessuna soluzione. Il dubbio è che lo faccia per far vedere agli occhi del mondo di non essere solo un accumulatore seriale di soldi, ma anche un uomo dotato di sensibilità e altruismo.

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Sono cose che solo gli americani riescono a fare, figli come sono di un’etica protestante che li obbliga a porsi il problema, detto grossolanamente, di come restituire parte di ciò che hanno accumulato sulla pelle degli altri. Una tendenza che si sta intensificando, forse per il semplice fatto, come implacabilmente mostrano tutte le classifiche, che i ricchi si stanno facendo sempre più ricchi, mentre aumenta a vista d’occhio la platea degli indigenti.

SE COOK CRITICA L'USO DELL'IPHONE. L’ultimo che si è reso protagonista del mea culpa show è Tim Cook, notissimo capo della Apple, azienda che con i suoi prodotti ha a che fare più o meno universalmente con le vite di tutti. A margine di un convegno ha detto che la gente passa troppo tempo sull’iPhone, e questa non è cosa buona e giusta. Perché l’idea (immaginiamo anche quella del mitico fondatore Steve Jobs) ab origine non era quella, ma si basava su un afflato tra l’umanitario e l’utilitaristico: ovvero i telefonini devono servire a chi li usa «per fare cose che non potrebbero fare altrimenti».

Immaginiamo quanto debba essere stato profondo lo sconcerto degli uomini di Cupertino nel constatare invece come i loro dispositivi, alla stregua di quelli di altri produttori, abbiano contribuito al rimbambimento collettivo di una buona fetta dell’umanità che passa la gran parte del suo tempo col ditino sul display dei diabolici aggeggi. Lapalissiana la sconsolata conclusione di Cook: «Se passi tutto il tempo sul telefono, vuol dire che stai spendendo troppo tempo sul cellulare». Che dire di queste esternazioni, che quasi sempre escono fuori dalla Silicon Valley e dintorni, dove evidentemente deve essere diffusa la sensazione che spesso nel suo valore d’uso l’innovazione si sia trasformata in abiezione?

UN PENTIMENTO AMBIGUO. La prima è che forse davvero questi signori si sono resi conti di aver avviato un meccanismo che gli è sfuggito di mano, e quindi reagiscono come quei fisici che scoperta la scissione dell’atomo inizialmente non avevano immaginato che da lì alla bomba atomica il passo sarebbe stato breve. La seconda, di segno opposto, è che siano dei gran paraculi. Che lo facciano insomma per far vedere agli occhi del mondo di non essere solo accumulatori seriali di soldi, ma uomini dotati di sensibilità e altruismo.

NESSUNA SOLUZIONE ALL'ORIZZONTE. Se così fosse, magari si preoccuperebbero di trovare una soluzione, si darebbero da fare per arginare l’uso degenerativo di quella che fu una geniale invenzione. Cook non vi fa cenno però. Si limita a un generico: «Abbiamo cercato di riflettere su come possiamo aiutarli». Quesivi, et non inveni. Ci abbiamo provato, ma purtroppo non abbiamo trovato alcuna soluzione. E via col nuovo modello di iPhone.

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