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28 Giugno Giu 2018 2054 28 giugno 2018

Le nomine di Cassa depositi e prestiti slittano al 13 luglio

La riunione degli azionisti ha approvato il bilancio di esercizio 2017 e ha deliberato sulla distribuzione dei dividendi. Ma il ministero dell'Economia non ha presentato la sua lista per il board.

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L'assemblea di Cassa Depositi e Prestiti si è chiusa con una fumata nera sulle nomine del board. Il ministero dell'Economia, al quale da statuto spetta la scelta dell'amministratore delegato e del direttore generale, non ha presentato la sua lista. La soluzione al rebus potrebbe arrivare venerdì 13 luglio, data in cui è prevista la convocazione di una nuova assemblea con lo stesso punto all'ordine del giorno: le nomine del consiglio d'amministrazione.

APPROVATO IL BILANCIO 2017. La riunione degli azionisti (ministero dell'Economia e Fondazioni bancarie) è durata un'ora ed è servita per approvare il bilancio di esercizio 2017, deliberare sulla distribuzione dei dividendi e approvare in sede straordinaria la proposta di modifica dello statuto relativa all'ampliamento delle modalità di intervento di Cdp nelle operazioni di finanziamento svolte in qualità di Istituzione finanziaria per la cooperazione allo sviluppo (Ifcs).

UTILI IN CRESCITA DEL 33% SUL 2016. A fronte di un utile netto di 2,203 miliardi di euro (+33% rispetto al 2016), l'assemblea ha deciso di distribuire agli azionisti un dividendo di 1,345 miliardi. Al ministero dell'Economia, titolare di una quota dell'82,77%, sono andati 1,113 miliardi di euro, mentre alle Fondazioni bancarie, che detengono il 16%, sono andati 217 milioni.

TONONI RESTA IN POLE PER LA PRESIDENZA. Tornando al rebus nomine, i nomi che girano sono sempre gli stessi. Dovrebbe essere blindato, salvo sorprese, quello di Massimo Tononi: 54 anni, un passato in Goldman Sachs, sottosegretario al Tesoro nel secondo governo Prodi e presidente del Monte dei Paschi di Siena. Tononi è stato indicato alla presidenza di Cdp dalle Fondazioni bancarie che, da statuto, esprimono appunto il presidente. Le Fondazioni hanno anche già candidato Matteo Melley e Alessandra Ruzzu come consiglieri.

BATTAGLIA PER AD E DIRETTORE GENERALE. In lizza per l'incarico di amministratore delegato restano sempre i nomi di Massimo Sarmi (considerato vicino alla Lega, ma negli ultimi giorni dato come meno probabile) e Dario Scannapieco, vicepresidente della Banca europea degli investimenti (Bei). Pare confermato come direttore generale Fabrizio Palermo, proposto dal M5s. Ma se davvero fosse confermato, l'ad dovrebbe essere indicato dalla Lega (leggi anche: Cdp, il veto di Scannapieco: no a Palermo direttore generale).

L'IDEA DI CREARE UNA BANCA D'INVESTIMENTO. Di sicuro c'è che i nuovi vertici dovrebbero condividere l'idea di creare sotto l'ombrello di Cdp una banca d'investimento che sostenga le piccole e medie imprese, anche anticipando i debiti della Pubblica amministrazione. E questo senza mettere a rischio i 340 miliardi di euro di risparmi degli italiani che Cdp raccoglie in larghissima parte attraverso le Poste.

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