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1 Luglio Lug 2018 1230 01 luglio 2018

Pontida 2018, Salvini al raduno della Lega: live

Il leader del Carroccio all'appuntamento annuale: «Le Europee del 2019 saranno un referendum fra le élite e i popoli. Noi governeremo per 30 anni».

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Pienone sul prato di Pontida, dove ha avuto luogo l'annuale raduno della Lega, concluso dall'intervento di Matteo Salvini, al suo debutto nel triplo ruolo di segretario, vicepremier e ministro dell'Interno. Una serie di gazebo bianchi, uno per ogni regione italiana, delimita l'area in cui si concentrano i sostenitori. «Si rassegnino i compagni: l'Italia che noi governeremo per i prossimi 30 anni è una Italia che non ha paura di niente e nessuno, è un'Italia orgogliosa e fondata sulle autonomie», ha detto Salvini alla folla.

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Geplaatst door Matteo Salvini op Zondag 1 juli 2018

Il palco è dominato dal colore blu e due slogan principali: «Il buonsenso al governo» e «Prima gli italiani». Come ormai da alcuni anni, i leghisti arrivano da tutta Italia. I più giovani hanno passato la notte accanto al 'sacro prato', in tenda o camper. Un mix di colori colpisce l'osservatore: molte magliette blu salviniane soprattutto fra i militanti più vicini a Salvini e del Centro-Sud Italia; molte magliette verdi, quelle tradizionali, indossate dai militanti del Nord e dai sostenitori di più lunga data. Secondo gli organizzatori, almeno 200 pullman organizzati sono in arrivo a Pontida.

«LE EUROPEE SARANNO UN VOTO TRA POPOLO CONTRO ÉLITE». «Le Europee dell'anno prossimo saranno un referendum fra l'Europa delle élite, delle banche, della finanza, dell'immigrazione e del precariato, e l'Europa dei popoli e del lavoro», ha detto Salvini parlando coi giornalisti, ribadendo il progetto di una «alleanza internazionale dei populisti che per me è un complimento».

«Come per i trafficanti di esseri umani, da Pontida anche per i mafiosi e i camorristi arriva l'avviso: è finita la pacchia. Via dalla Sicilia e dalla Lombardia», ha detto Salvini parlando del suo appoggio all'antimafia, diversa da quella di chi fa milioni con «l'antimafia delle parole». Gli esempi di antimafia da sostenere che ha citato sono fra gli altri Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rocco Chinnici.

«SUI PORTI DECIDO IO». I dirigenti e i ministri dei 5 stelle «sono persone oneste, coerenti e con la voglia di cambiare il Paese»: ha detto dal palco il leader leghista aggiungendo però subito che «se i porti si chiudono o si aprono lo decide il ministro dell'Interno».

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