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2 Luglio Lug 2018 1313 02 luglio 2018

L'Italia è tra i Paesi con più automobili in Europa

L'indagine Eurostat: nel nostro Paese ci sono 625 vetture per ogni abitante, di più solo in Lussemburgo. L'economista Ponti: «Molte macchine inutilizzate, bisogna rendere più cari i parcheggi».

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L'Italia è il Paese dell'Unione europea con più automobili per cittadino, se escludiamo il Lussemburgo con 662 mezzi ogni mille abitanti. Da noi sono 625, mentre la media europea è di 505, secondo le statistiche di Eurostat. I primi grandi Paesi europei per numero di auto dopo l'Italia sono la Polonia (571) e la Germania (555), mentre la Francia si ferma a 479 e il Regno Unito 469. Chiudono la classifica Romania (261) e Ungheria (338).

A scorrere la classifica, sembra che il nostro Paese condivida il "primato" con Paesi più piccoli che, per configurazione geografica o condizioni paesaggistiche e ambientali particolari, hanno più problemi a gestire la mobilità dei cittadini con altri mezzi che non siano il trasporto privato: piccole isole come Malta e Cipro o un territorio sterminato e poco abitato come la Finlandia. L'Italia, d'altronde, è un Paese densamente popolato e fatto di città e paesi medio-piccoli e spostarsi da uno all'altro senza un mezzo privato può essere mediamente più complicato che farlo all'interno di una grande città. Ma non c'è solo questo.

TANTE AUTO POCO UTILIZZATE. Secondo Marco Ponti, già ordinario al Politecnico di Milano di Economia dei Trasporti, «non è corretto dire che il gran numero di auto è dovuto alla mancanza di alternative: abbiamo uno dei sistemi pubblici di trasporto con le tariffe più basse d'Europa e dove i mezzi, talvolta, viaggiano vuoti, come documento dalla Cassa depositi e prestiti in una recente ricerca». Se l'Italia ha un gran numero di automobili, sostiene Ponti, è soprattutto perché «siamo pieni di seconde e terze macchine usate pochissimo ma che nessuno vuole rottamare. Mediamente ogni auto percorre diecimila chilometri l'anno, che sono molto pochi». A livello di politiche pubbliche, il "difetto" italiano è «non reprimere abbastanza la tendenza a conservare due macchine e più per famiglia, agendo sui bolli auto e sui parcheggi». Le auto ferme, infatti, sono comunque un costo ambientale per la collettività, soprattutto a livello di spazi occupati nelle città.

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