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Politica
2 Luglio Lug 2018 1229 02 luglio 2018

Decreto dignità, cosa prevede il testo definitivo

Ritocchi al redditometro e stop allo split payment per i professionisti. Interventi sui contratti a termine, stretta sulla pubblicità dei giochi e multe per chi prende i contributi e poi delocalizza. Le cose da sapere.

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Pacchetto fiscale in versione light, con ritocchi al redditometro, ma nessuno slittamento della scadenza dello spesometro. E poi via libera allo stop dello split payment, ma solo per i liberi professionisti. Scatta anche il bando alla pubblicità di giochi e scommesse per contrastare l'azzardo patologico, con qualche piccola deroga. Il decreto dignità, primo intervento in campo economico del governo M5s-Lega, è stato approvato nella tarda serata del 2 luglio. Ecco le misure che contiene (leggi anche: Reddito di cittadinanza, cosa sappiamo su tempi e coperture).

1. Fino a tre anni di indennità per i licenziamenti

Cambia il Jobs act con l' aumento del valore dell'indennità per i lavoratori licenziati "ingiustamente", che passa da un massimo di 24 mesi a un massimo di 36 mesi.

2. Contratti a termine per un massimo di 24 mesi, tetto di quattro proroghe

Il limite massimo si riduce da 36 a 24 mesi e ogni rinnovo a partire dal secondo avrà un costo contributivo crescente dello 0,5%. Ridotte da cinque a quattro le possibili proroghe.

3. Tornano le causali, anche per il rinnovo degli interinali

Per i contratti più lunghi di 12 mesi o dal primo rinnovo in poi arrivano tre categorie di causali, esigenze temporanee e oggettive, connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, o relative a picchi di attività stagionali. Le nuove regole valgono anche per i contratti a tempo determinato in somministrazione (non vengono cancellati, come previsto dalle prime bozze, quelli in somministrazione a tempo indeterminato). Salta invece il conteggio di questa ultima tipologia nei limiti del 20% previsto per contingentare le assunzioni a termine.

4. A chi delocalizza multe da due a quattro volte i benefici

Alle aziende che hanno ricevuto aiuti di Stato che delocalizzano le attività prima che siano trascorsi cinque anni dalla fine degli investimenti agevolati arriveranno sanzioni da due a quattro volte il beneficio ricevuto. Anche il beneficio andrà restituito con interessi maggiorati fino a cinque punti percentuali. In arrivo un meccanismo di 'recapture' per l'iperammortamento in caso di delocalizzazione o cessione degli investimenti.

5. Tutela occupazionale con aiuti di Stato

Nel caso la concessione di aiuti di Stato preveda una valutazione dell'impatto occupazionale, i benefici vengono revocati in tutto o in parte a chi taglia nei successivi cinque anni i posti di lavoro.

6. Stop alla pubblicità dei giochi

Previsto lo stop totale agli spot sul gioco d'azzardo, che dal 2019 scatterà anche per le sponsorizzazioni, e «tutte le forme di comunicazione» comprese «citazioni visive e acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli». A chi non rispetta il divieto arriverà una sanzione del 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità. comunque di importo minimo di 50 mila euro. Gli incassi andranno al fondo per il contrasto al gioco d'azzardo patologico. Restano le sanzioni da 100mila a 500mila euro per chi viola il divieto durante spettacoli dedicati ai minori. Salve dallo stop le lotterie a estrazione differita, come la Lotteria Italia e i contratti in essere.

7. Interventi light su spesometro e redditometro

Nella sua ultima versione il pacchetto fisco prevede una revisione del redditometro e l'abolizione del trattenimento diretto dell'Iva da parte dello Stato nei rapporti con i soli professionisti. Per lo spesometro invece si profila un rinvio della scadenza per l'invio dei dati del terzo trimestre a febbraio 2019, insieme quindi all'invio dei dati del quarto trimestre.

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