salvini nave aquarius porti italiani
Migranti ed Europa
Spagna soccorre 569 migranti
Politica
3 Luglio Lug 2018 1443 03 luglio 2018

Quanti sono i migranti annegati, respinti dalla Libia, arrivati in Italia

Secondo i grafici rielaborati da Ispi nel primo mese del governo Conte non sono calati gli sbarchi in Italia, ma sono aumentati di molto i morti. A livelli che non si vedevano da prima dell'intervento di Minniti.

  • ...

In un intervento video postato su Facebook riguardo la questione dei migranti, oggi il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha sostenuto che il suo obiettivo è arrivare a zero partenze dalla Libia e, quindi, a zero morti in mare. Per questo motivo, «per le navi delle Ong che aiutano gli scafisti i porti italiani sono e rimarranno sigillati». In realtà non c'è mai stata nessuna inchiesta ad aver scoperto e dimostrato legami tra scafisti e Ong. Il ministro ha anche detto che «c'è un colpo di coda degli scafisti con questi naufragi improvvisi negli ultimi giorni, quasi a voler dire "è colpa di Salvini, riaprite i porti, fate lavorare le ong così gli scafisti continuano a a fare quattrini"» (leggi anche: I migranti di Salvini sono come i terroni di Bossi).

LA RICERCA DELL'ISPI. Il ricercatore di Ispi Matteo Villa ha postato oggi su Twitter alcuni grafici e rielaborazioni dell'Istituto per gli studi di politica internazionale su dati di Iom e Unchr che mostrano come, ad oggi, la strategia del ministro degli Interni Matteo Salvini non sia stata molto efficace: nel primo mese di governo i morti sono tornati ai livelli pre-crisi del 2017, quando a luglio il suo predecessore Marco Minniti inaugurò il giro di vite che ha portato al calo degli arrivi. Detto in altri modi: gli sbarchi di migranti sulle nostre coste sono praticamente invariati, ma i morti sono percentualmente molti di più. Solo nell'ultimo mese (giugno) 679.

In questo secondo grafico, che riproduciamo qui sotto, riportiamo la stima della pericolosità del viaggio, come proporzione tra chi parte dalla Libia e morti-dispersi accertati. Come si vede, partire dalla Libia non è mai stato tanto pericoloso quanto oggi: muore quasi una persona su dieci. Secondo l'analisi di Matteo Villa, questo è dovuto al fatto che la Guardia libica, scoraggiando le operazioni di "search and rescue", ricerca e salvataggio, da parte di Ong e navi commerciali, ha reso la traversata più pericolosa. Questo anche perché la Guardia costiera libica non ha mezzi sufficienti per i pattugliamenti.

Se guardiamo infine ai soli dati dei morti e dispersi, vediamo che il mese di giugno 2018 non è il peggiore di sempre: il 2016 ha visto molti più morti. Non il 2017, invece, nemmeno nei mesi precedenti il giro di vite. In parte è vero che con molte più partenze aumentano i morti: lo dimostrano i dati del 2016. E, tuttavia, non c'è una proporzionalità fissa: il boom delle vittime nell'ultimo mese, a fronte di sbarchi tendenzialmente bassi rispetto agli anni precedenti, lo dimostra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso