Boeri Di Maio
Politica
4 Luglio Lug 2018 2103 04 luglio 2018

Inps, così Boeri spiega a Di Maio il ricalcolo delle pensioni d'oro

C'è un progetto segreto in cui si lavora al taglio col sistema contributivo degli assegni pesanti ottenuti grazie al retributivo. In questo modo l'economista, non troppo distante dal M5s, può mantenere il posto.

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Al dossier - segretissimo - stanno lavorando in pochi: Tito Boeri, Pasquale Tridico - cioè il giuslavorista che al ministero del Lavoro è il maggiore consulente di Luigi Di Maio - l'esperta di statistica (ex Istat ed ex ministero dell'Economia) Maria Cozzolino, un gruppetto di giovani ricercatori che partecipano al progetto VisitInps. Tutti coinvolti in un progetto delicato quanto impegnativo: studiare un modello di ricalcolo con il sistema contributivo delle pensioni d'oro ottenute grazie al retributivo. Per recuperare quel miliardo di euro che il ministro del Lavoro Di Maio vuole utilizzare per finanziare il reddito e le pensioni di cittadinanza.

L'INTERVENTO PIÙ INVASIVO DI SEMPRE. A quanto risulta a Lettera43.it il gruppo starebbe lavorando di buona lena al dossier. Tanto che in un incontro - sempre riservato - che si sarebbe tenuto nell'ultima settimana di giugno nella sede dell'Inps di Roma, Boeri e i suoi avrebbero fornito a Tridico le prime simulazioni per il riconteggi degli assegni sopra i 5 mila euro. Cioè si starebbero per fornire i numeri necessari per mettere le basi tecniche e giuridiche per il più invasivo intervento previdenziale che la storia ricordi. Anche perché molti assegni rischiano di essere ridotti di diverse centinaia di euro ogni mese.

Il M5s è tentato di far passare il provvedimento con un decreto e c'è chi è certo che si arriverà a chiudere il dossier per la manovra di autunno

Tra Boeri e i cinque stelle si sarebbe creato un legame molto forte

Il lavoro sarebbe avanzato, tanto che dal fronte del Movimento 5 stelle, dove sarebbe alta la tentazione di far passare il provvedimento con un decreto, c'è chi è certo che si arriverà a chiudere il dossier per la manovra di autunno. Ma questa è soltanto una delle collaborazioni del presidente dell'Inps con i grillini. Con i quali si sarebbe creato un legame molto forte che potrebbe anche permettere al professore di restare sulla sua poltrona, finita nel mirino della Lega.

IL N.1 DELL'INPS NEL MIRINO DI SALVINI. Non passa giorno in cui Boeri e Matteo Salvini non se le mandino a dire a mezzo stampa e via social. Il copione si è rappresentato pure alla presentazione della Relazione annuale dell'attività dell'Inps alle Camere. «Servono più immigrati per pagare le pensioni», ha dichiarato il primo. «Dove vivi, su Marte?», ha ribattuto l'altro. «Parlano i numeri». E così all'infinito.

Il leader della Lega Matteo Salvini.
ANSA

Se dovesse saltare Boeri si fanno già i nomi dell'ex sottosegretario Alberto Brambilla e del presidente del Mefop Mauro Marè

Si vocifera che il leader leghista punti a defenestrare l'economista bocconiano che scade nel 2019, ma che forse potrebbe essere costretto alle dimissioni se il governo reintroducesse, cambiando la governance, il consiglio di amministrazione cancellato da Antonio Mastrapasqua. Al riguardo si fanno già i nomi, come successori, dell'ex sottosegretario Alberto Brambilla - l'autore della proposta di riforma pensionistica "Quota 100" - e del presidente del Mefop (la società per lo sviluppo del Mercato dei fondi pensione), l'economista Mauro Marè.

MOLTI PUNTI DI CONTATTO COI GRILLINI. Per la cronaca, Boeri non avrebbe prorogato ancora la richiesta di aspettativa all'università Bocconi. Ma sono in molti a notare sia che i cinque stelle hanno abbassato i toni verso l'economista sia che i grillini e il professore - contrario, a differenza di Di Maio, a ritoccare la riforma Fornero - avrebbero molti punti di contatto. Innanzitutto è comune la battaglia per ricalcolare con il contributivo i pesanti assegni in essere costosi e anche quella per garantire condizioni welferistiche migliorative per i più giovani.

COLLABORAZIONE SU DIVERSI TEMI DELICATI. Guai a dire che Boeri - messo all'Inps da Matteo Renzi, ma subito entrato in contrasto con l'ex premier - sia stato folgorato dal verbo grillino. Ma il professore avrebbe collaborato con i pentastellati su altre partite delicate: è stato lui, calcolando i coefficienti di ricalcolo, a suggerire la parte fondante della delibera firmata dal presidente della Camera, Roberto Fico, per colpire i vitalizi degli ex deputati. E, fanno sapere dall'Inps, sempre lui avrebbe contribuito alla proposta di una pensione minima da 780 euro da calcolare in base al reddito.

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