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4 Luglio Lug 2018 1132 04 luglio 2018

Tito Boeri: pensioni a quota 100 ci costa fino a 20 miliardi l'anno

Dopo le polemiche con il ministro degli Interni Matteo Salvini il presidente dell'Inps non retrocede: «Sugli immigrati c'è una forte disinformazione: ci servono per sostenere il sistema economico».

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L'Inps ha fatto i conti di quanto costerebbe la riforma della Fornero per portare le pensioni verso "quota 100" (come somma di età più contributi). La riforma caldeggiata dal governo giallo-verde e che è inserita nel contratto di governo «costa fino a 20 miliardi all'anno, quota 100 con 64 anni minimi di età costa fino a 18 che si riducono a 16 alzando il requisito anagrafico a 65 anni, quota 100 con 64 anni minimi di età e il mantenimento della legislazione vigente per quanto riguarda i requisiti di anzianità contributiva indipendenti dall'età costa fino a 8 miliardi» ha spiegato l'economista e presidente dell'Inps Tito Boeri presentando la relazione annuale dell'Istituto. «Ripristinando le pensioni di anzianità con quota 100 (o 41 anni di contributi) si avrebbero subito circa 750.000 pensionati in più» ha spiegato.

«GLI IMMIGRATI CI SERVONO». Boeri è anche tornato a parlare della necessità di sostenere il sistema pensionistico con il contributo degli immigrati, frase che ha portato a uno scontro con il ministro degli Interni Matteo Salvini che prima lo ha bollato come "un fenomeno" e dopo ha fatto riferimento allo spoil system (Boeri è stato nominato da Matteo Renzi, con cui per altro si è scontrato più volte, tanto che erano circolate voci di sue dimissioni). «Gli italiani sottostimano la quota di popolazione sopra i 65 anni e sovrastimano quella di immigrati e di persone con meno di 14 anni. La deviazione fra percezione e realtà è molto più accentuata che altrove. Non sono solo pregiudizi. Si tratta di vera e propria disinformazione». «Il nostro Paese ha bisogno di aumentare l'immigrazione regolare» ha poi continuato, perché sono «tanti i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere».

FLUSSI IRREALISTICI. La storia «ci insegna che quando si pongono forti restrizioni all'immigrazione regolare, aumenta l'immigrazione clandestina e viceversa: in genere, a fronte di una riduzione del 10% dell'immigrazione regolare, quella illegale aumenta dal 3 al 5%». Così il presidente Inps, Tito Boeri, nella Relazione annuale. «In presenza di decreti flussi del tutto irrealistici», sottolinea, la domanda di lavoro immigrato «si riversa sull'immigrazione irregolare di chi arriva in aereo o in macchina, non coi barconi ma coi visti turistici, e rimane in Italia a visto scaduto».

SALVINI: «BOERI VIVE SU MARTE». La replica di Salvini non si è fatta attendere «Servono più immigrati per pagare le pensioni... cancellare la legge Fornero costa troppo... servono più immigrati per fare i tanti lavori che gli italiani non vogliono più fare... Il presidente dell'Inps continua a fare politica, ignorando la voglia di lavorare (e di fare figli) di tantissimi italiani. Dove vive, su Marte?» «I dati sono la risposta migliore e non c'è modo di intimidirli», è stata la controreplica del presidente dell'Inps.

CONTRO I PRIVILEGI. Parte della relazione di Boeri è stata dedicata anche alla lotta ai privilegi. Secondo Boeri «i titolari di cariche elettive vanno trattati come tutti gli altri lavoratori, limando la componente di privilegio delle loro pensioni in modo coerente con quanto si intende fare per gli altri lavoratori» e lo stesso «trattamento andrebbe riservato ai sindacalisti che, come abbiamo più volte sottolineato, hanno sin qui goduto di condizioni di favore». Boeri ha anche punzecchiato i parlamentari: «L' ufficio stampa della Camera sostiene che i contributi dei parlamentari sono pubblici.Sul sito c'è solo il totale dei versamenti non i dati individuali» ha ricordato.

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