Crimi Editoria
Politica
5 Luglio Lug 2018 1147 05 luglio 2018

Finanziamenti all'editoria, così Crimi taglia 40 milioni ai giornali

Il sottosegretario grillino rilancia la proposta del M5s: «Basta annunci di gare pubbliche sui quotidiani. Faremmo anche risparmiare le imprese».

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Il finanziamento pubblico (indiretto) ai giornali è da sempre nel mirino del Movimento 5 stelle. Ora che nel ruolo di sottosegretario all'editoria c'è un grillino, Vito Crimi, il governo è pronto ad affondare il colpo: «Basta annunci di gare pubbliche sui quotidiani, così blocchiamo il finanziamento indiretto di 40 milioni all'editoria», ha annunciato Crimi.

Il pentastellato è tornato sulla sua proposta di tagli all'editoria dal blog del M5s dove ha rilanciato l'intenzione di abrogare l'obbligo di pubblicazione. «Il Movimento abolirà subito questo assurdo pedaggio che ancora grava sulle imprese italiane».

Adesso il rimborso all'Amministrazione avviene prima della stipula dei contratti

Crimi ha spiegato che «in un colpo solo, con un provvedimento di due righe, avremo tre effetti: il taglio del finanziamento indiretto ai giornali; la semplificazione per la Pubblica amministrazione e un risparmio per le imprese», ricordando poi il meccanismo che obbliga le imprese aggiudicatrici di appalti pubblici a rimborsare l'Amministrazione le spese per la pubblicazione degli avvisi. «E deve pagare subito, prima ancora di vedere l'ombra di un quattrino, prima di aver stipulato contratti».

Siamo davanti a un vero e proprio finanziamento indiretto ai giornali, a carico delle imprese. E quelle piccole faticano a far quadrare i conti

Vito Crimi, sottosegretario all'editoria

Per Crimi «siamo davanti a un vero e proprio finanziamento indiretto ai giornali, a carico delle imprese. Ciò si va ad aggiungere ai normali costi d'impresa per la realizzazione di quanto richiesto dalla gara. Per le grandi aziende l'obbligo di pubblicazione potrà rappresentare una manciata di bruscolini nel mare del fatturato complessivo, ma non per le piccole imprese che faticano a far quadrare i conti».

La soluzione che indica il sottosegretario è invece quella di utilizzare la Gazzetta ufficiale, quella italiana e quella europea, per rendere pubblici gli avvisi di gara e la loro aggiudicazione.

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