Morawiecki Polonia
5 Luglio Lug 2018 1100 05 luglio 2018

Più Nato e meno Ue: la ricetta polacca che piace a Trump

Il premier di Varsavia all'europarlamento Ue chiede che tutti spendano in Difesa. E che sulle leggi del diritto ogni Paese segua le sue tradizioni. Bruxelles non reagisce. Gli Usa apprezzano.

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da Bruxelles

Il viso pulito, il completo blu scuro, la capacità di sorvolare sulle questioni cruciali come non fossero lì, ingombranti, pesanti, inevitabili. Mateusz Morawiecki, scelto come nuovo premier polacco per distendere almeno in apparenza i rapporti con l'Unione europea, si è presentato di fronte al parlamento Ue per parlare della sua idea di futuro dell'Europa, nascondendo dietro alla giacca in ordine e la faccia linda la deriva del suo governo.

DIMISSIONAMENTO DELLE TOGHE. Nemmeno 24 ore prima a Varsavia era entrata in vigore la legge che riduce l'età della pensione in maniera retroattiva per i giudici della Corte costituzionale e che ha come effetto diretto il dimissionamento forzato di un terzo delle toghe del tribunale chiamato a decidere della Costituzionalità delle leggi, ma anche della regolarità delle elezioni.

JUNCKER E TIMMERMANS ASSENTI. Il 4 luglio, mentre Morawiecki arrivava a Strasburgo, la presidente della Corte, la 66enne Malgorzata Gersdorf, si è presentata al lavoro lo stesso. Un atto di resistenza contro il controllo del potere giudiziario da parte di quello politico. Ad accoglierla c'era una folla che scandiva lo slogan: «Bruxelles-Varsavia, stessa lotta». La resistenza di Bruxelles, però, non ha avuto certo la stessa tempra. Il presidente della Commissione Juncker non si è visto, nonostante avesse annunciato la sua presenza al dibattito. E nemmeno il vicepresidente dell'esecutivo europeo incaricato dei dossier sullo stato di diritto.

SOLO DOMBROVSKIS LO BACCHETTA. A ricordare a Varsavia che non si possono infrangere i principi fondanti della Unione europea, anche se lo si fa con la capigliatura laccata e un tono decoroso, c'era solo il vicepresidente della Commissione con delega all'euro Valdis Dombrovskis, lituano ma di origine polacca. Ed di fronte a lui, al presidente del parlamento Ue Antonio Tajani e a tutti gli eurodeputati Morawiecki ha chiarito subito: «Tutti i Paesi delll’Ue possono definire il loro sistema di diritto secondo le loro tradizioni».

La dichiarazione è davvero un programma, perché, anche se non è chiaro nemmeno agli stessi cittadini europei, attualmente la sola definizione corretta che si può dare dell'Unione europea è proprio un'Unione del diritto. Ridotta all'osso, l'Europa non è né più né meno di questo: una serie di normative che tutti gli Stati membri si sono impegnati a rispettare. E dunque cedere sul sistema del diritto è essenzialmente un colpo al cuore dell'intero sistema europeo.

NUOVA PROCEDURA DI INFRAZIONE. La Commissione ha aperto una nuova procedura di infrazione contro Varsavia. Ora la palla è nelle mani della Corte di giustizia europea. E la domanda corretta l'ha posta l'europarlamentare olandese Sophie in 't Veld: «Lei non ascolta nessuno, non ascolta il parlamento, la Commissone di Venezia, le Ong, i cittadini che protestano. Mi chiedo: lei ascolterà la Corte europea di giustizia? Riconosce l’autorità della corte Ue?».

PURE UNA LEZIONE SUL POPULISMO. L'interrogativo non ha ottenuto risposta. Per tutta la prima parte del suo intervento Morawiecki ha quasi fatto finta di niente, ha dato una lezione sul populismo - «invece che additarlo, dobbiamo chiederci perché» -, ha avuto persino il coraggio di definirsi a favore dell'integrazione europea - credo che su questo «siamo tutti d'accordo». Ha criticato i tagli alla politica di coesione e messo tra le priorità «la lotta ai paradisi fiscali» e la difesa della società «derubata da banditi e mafie fiscali».

Mateusz Morawiecki, nuovo premier polacco (Ansa).

Poi si è fatto a suo modo interprete della linea di Donald Trump: «Abbiamo sentito parlare di sovranità europea, parole forti», ha detto ricordando le dichiarazioni di Emmanuel Macron proprio di fronte al parlamento europeo, lo stesso Macron a cui secondo il Washington Post Trump avrebbe proposto di lasciare l'Ue. Il premier polacco non è arrivato a tanto, ma ha chiesto di non fare «esperimenti di ingegneria genetica». «La forza dell’Europa», ha spiegato, «si basa su sovranità degli Stati membri, altrimenti sarà un‘Europa che non interesserà a nessuno. La Polonia farà di tutto perché non si arrivi a questo scenario».

«COSÌ CRESCE L'ANTI-EUROPEISMO». Lo scenario polacco è invece simile a quello del presidente Usa: «Il rafforzamento dell'Europa sta in una forza unitaria di difesa». «Il nostro governo spende il 3-4% del Pil in Difesa», ha sottolineato, «ed è uno dei pochi. Finché non ci sarà questo livello di spesa questa alleanza non si rafforzerà: aumenterà l'anti-americanismo e l'anti-europeismo».

IL DIRITTO NON È COSÌ IMPORTANTE? Ecco dunque la soluzione che salva Bruxelles secondo Varsavia. Poco prima la deputata maltese Roberta Metsola aveva chiesto conto di una intervista che Morawiecki aveva rilasciato alla Deutsche Welle: «Davvero ha detto che il diritto non è la cosa più importante della vita umana, ma che la sicurezza è più importante?». Non solo lo aveva detto, lo aveva anche ripetuto.

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