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5 Luglio Lug 2018 1343 05 luglio 2018

Il post di Zaytsev sui vaccini e l'odio dei no vax: «Lo rifarei subito»

Un post con la figlia vaccinata scatena l'odio social. Il pallavolista a L43: «Ho letto auguri di malattie e nessuna argomentazione intelligente. Pentito? Zero. È giusto sensibilizzare le persone».

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Dallo sconquasso provocato sembrava uno dei suoi tremendi servizi a 130 chilometri orari, invece questa volta Ivan Zaytsev, 29enne schiacciatore del Modena Volley e della Nazionale italiana, aveva solo pubblicato un post su Instragram e Facebook. Foto della figlioletta appena vaccinata contro il meningococco e commento da papà: «Bravissima la mia ragazza sempre sorridente!». Apriti cielo. Valanga di insulti tra i commenti e odio no vax sperimentato da vicino.

Effetti collaterali dell'affrontare temi delicati, specie se hai un seguito social 50 volte superiore al ministro della Salute in carica, la cinque stelle Giulia Grillo (che ha appena detto di voler vaccinare il figlio in arrivo): 512 mila follower contro 10 mila sul solo Instagram. Ma Zaytsev non ha fatto una piega e a mente fredda, dopo aver sbollito un po' di rabbia, ha confermato tutto a Lettera43.it: «Lo rifarei oggi stesso. È un discorso che va oltre certi insulti. Noi personaggi pubblici abbiamo un grande potere, quello di sensibilizzare le persone».

Nelle stesse ore in cui faceva molto discutere la circolare dei ministeri della Salute e dell'Istruzione sulla possibilità di iscrivere i bambini a scuola a settembre con una semplice autocertificazione di avvenuta vaccinazione da parte dei genitori, a difendere Zaytsev sono intervenuti, tra gli altri, il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, l'ex ministro Beatrice Lorenzin e la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. E il pallavolista di 2,02 metri (informazione da non trascurare per i leoni da tastiera che volessero ribadirgli le loro posizioni di persona) si è sentito meno solo.

DOMANDA. Cosa pensa di tutto quello che è successo?
RISPOSTA. C'è poco da commentare, ho reso pubblica una scelta personale della nostra famiglia. Siamo convinti sia importante vaccinare i nostri figli anche per rispetto delle persone che gravitano intorno a loro.

D. Si aspettava un clamore del genere?
R. Non pensavo. Sapevo che in questo momento storico-politico il tema avrebbe potuto provocare dei commenti, ma non credevo sarebbero arrivate reazioni prive di argomenazioni intelligenti.

D. Sono piovute persino minacce?
R. Siamo arrivati agli auguri di malattie. Questo mi ha un po' fatto arrabbiare. Volendo ci sono tutti gli estremi per querele e denunce.

Ho cercato di immedesimarmi e di empatizzare un po' con le persone che hanno commentato. Però non ci sono state argomentazioni serie

Ivan Zaytsev

D. Cosa pensa degli odiatori seriali da social?
R. Cerco anche di immedesimarmi e di empatizzare un po' con le persone che hanno commentato. Però non ci sono state argomentazioni serie da prendere in considerazione.

D. Si è pentito?
R. Assolutamente no. Pentito zero. Lo rifarei oggi stesso. È un discorso che va oltre certi insulti. Con la testa e con la pazienza si può soprassedere.

D. Poco prima di lei il calciatore della Juventus Claudio Marchisio si è schierato a favore dei migranti e le polemiche lo hanno travolto. Gli sportivi devono sfruttare questa possibilità di sensibilizzare le persone o rischiano di fare invasione di campo?
R. Non dovremmo mai sottrarci quando c'è da lanciare un messaggio. Esistono tanti altri temi su cui sarebbe giusto spendersi.

D. Per esempio?
R. Io lo avevo fatto per la fame del mondo. Sono anche ambasciatore del World Food Programme Italia, ho scritto un libro e parte dei proventi saranno devoluti a questi progetti. Sto cercando di fare certe cose ciciclamente per sensibilizzare le persone che mi seguono.

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