Salvini, Open Arms si scordi Italia
I soldi della Lega
Salvini Di Maio
MAMBO
6 Luglio Lug 2018 0925 06 luglio 2018

Perché chi critica l'opposizione intransigente a Salvini sbaglia

A chi dice che non bisogna attaccare il ministro dell'Interno altrimenti aumenta i suoi consensi dedico il mio vaffa. La questione morale di oggi è chiara: servono milioni di italiani buonisti.

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Sta passando un’idea bizzarra. È questa. Attenti a non attaccare troppo Matteo Salvini, a non usare contro di lui parole forti. Se lo fate, si rafforza. Questo atteggiamento fa pensare alla sindrome di Stoccolma. Cioè se fate un appello pro-immigrati, Salvini prende consensi, se gli dite che è un fascista, li aumenta, se vi viene in mente di mettere la maglietta rossa di don Ciotti fate il gioco del leader della Lega, se gli chiedete di restituire i soldi che deve allo Stato sulla base della sentenza dell Cassazione, lo vittimizzate. Insomma, qualunque cosa facciate, lui ingrassa (non solo fisicamente). Stessa cosa, ma un po’ meno, con Luigi Di Maio. Di destra i grillini? Ma quando mai! Lo vedete che fanno il decreto Dignità, che Roberto Fico vuole i porti aperti, che la ministra della Sanità Giulia Grillo farà vaccinare la figlia.

Questo vociare di oppositori “sminchiati” è il vero assist fatto al governo giallo-verde. Gira una banalità teorica attorno a questo atteggiamento remissivo. Stiamo attenti, Lega e M5s hanno il popolo dietro di loro. Come se non lo avessero Berlusconi e tutti gli altri. Il tema non è quanto popolo c’è, questo dato segna la vittoria di una parte sull’altra, ma quanto questo popolo sia chiuso a riccio a difendere i suoi nuovi leader e quanto una opposizione seria e inflessibile potrà fare per spaccarlo. La mia opinione è che se l’opposizione si ammoscia, quel popolo ringalluzzisce. L’idea che criticando Salvini e il suo maggiordomo grillino li si rafforza è figlia della subalternità.

Matteo Salvini.

ANSA

Non solo, è anche un rovesciamento di atteggiamenti passati. Nei vent'anni berlusconiani non bastavano più gli insulti per definire lui e la sua formazione politica. La democrazia è stata in pericolo ogni giorno, così la libertà di stampa. Oggi invece bisogna essere cauti perché sennò quel popolo rabbioso si arrabbia ancora di più e si stringe attorno al proprio leader. In verità è che la sinistra aveva poche relazioni con il berlusconismo, mentre il mondo che ha creato il governo giallo-verde è cresciuto nei giornali di sinistra, nelle tivù con conduttori di sinistra, è insomma parte della commedia degli inganni di chi ha creato il populismo di sinistra, da Furio Colombo in poi.

L'opposizione a Salvini e Di Maio deve essere intrasigente

Con i buoni pensieri è meglio rinunciare all’opposizione. Pensate se un’idea così sarebbe potuta venire in mente a Sanders, Corbyn e, in anni più gloriosi, a Nenni, Di Vittorio, Berlinguer eccetera. L’opposizione è innanzitutto opposizione. Ha il dovere di cogliere la natura del fenomeno contrario che gli ha dato scacco. La paura e la crescita del rancore sono il dato psicologico di massa (ma non l’unica spiegazione) della crescista del salvinismo. Il mondo di destra, che negli ultimi anni berlusconiani si era sentito sotto botta, ha rialzato la testa. Guardate i giornali di destra, dapprima contrari al nuovo governo. Oggi tutti indifesa di Salvini. Cane non morde cane.

L’opposizione a questa roba deve essere intransigente. Posso dire una parola che scandalizzerà i critici della sinistra, loro sì radical chic? Serve innanzitutto una controffensiva morale. Questi governanti sono giustizialisti a senso unico e vanno incalzati. Ma il dato “morale” che va sparso a larghe mani è quel sentimento che negli italiani c’è. La misericordia, la pietà verso il disgraziato, il rifiuto della guerra continua, soprattutto fra poveri. Se Cacciari (Massimo) intendeva dir questo quando invitava la sinistra a rifondarsi “cattolica”, aveva ragione.

Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

GETTY

A chi dice di non attaccare il governo Lega-M5s si dedichi un solenne vaffa

Ci vuole grande coraggio, grande esempio civile per dire alla società che ti guarda ostile che tu vuoi un’Italia buona, forte con i forti e soccorritrice dei deboli. È il socialismo che deve diventare il passaparola della gente che si oppone, è il vangelo del perdono e dell’accoglienza che deve diventare la guida. La destra e i suoi uomini celoduristi ci derideranno? Chissenefrega. Il nostro buonismo avrà artigli contro di loro. Quindi a chi dice: «State boni, sennò Salvini si avvantaggia», bisogna dedicare un solenne vaffa.

La “bontà” deve diventare la caratteristica di chi si oppone a questo terribile personaggio che vuole buttare fuori in poche ore donne incinte, malati e bambini. Non abbiate paura a usare parole forti. C’è chi in spiaggia applaude il proprietario del cane che azzanna il marocchino che vende la sua mercanzia. Ma ci sono italiani che hanno allestito mense di popolo, altri che lo faranno, che avranno il volto buono, che si organizzeranno per dare più aiuto. Serve anche agli italiani poveri scoprire che c’è un pezzo di Paese che dal nero passerà inevitabilmente al bianco. Mostrare una sinistra di buoni sentimenti, e di grinta verso i nuovi prepotenti, è il segreto per creare una nuova psicologia di massa. Poi alla testa di LeU e del Pd mettete chi volete. Tanto è una notizia che non va neppure fra quelle di prima pagina.

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