Famiglie Arcobaleno
Politica
6 Luglio Lug 2018 1147 06 luglio 2018

Due mamme grazie alla legge 40

Il Tribunale di Pistoia ha ordinato al Comune di Montale di inserire anche la seconda donna nel certificato di nascita. Famiglie Arcobaleno: «Sentenza storica».

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Sentenza storica per le Famiglie Arcobaleno: per la prima volta una sentenza di un Tribunale - quello di Pistoia - sulla base della legge 40 ordina a un Comune di inserire nell'atto di nascita di un bambino entrambe le sue due mamme, quella che l'ha partorito e la seconda, che l'ha voluto e desiderato e che insieme alla compagna ha deciso di accedere alla fecondazione eterologa. Una sentenza pilota che conferma, indirettamente, la bontà della scelta dei sindaci che in questi mesi hanno proceduto autonomamente a compilare certificati di nascita con due genitori dello stesso sesso. Ad aprire la strada, a Torino, è stata Chiara Appendino.

IL COMUNE NON PUÒ DIRE NO A DUE MAMME

La sentenza è stata depositata ieri dal Tribunale di Pistoia e riguarda la vicenda di un bimbo nato a Prato con procreazione medicalmente assistita. La causa era scaturita da un loro ricorso contro il rifiuto del Comune di Montale a riconoscere, all'atto di nascita, i due cognomi al bambino. Ma il tribunale di Pistoia ha stabilito che tale rifiuto è illegittimo. «Si tratta - commentano le Famiglie Arcobaleno - del primo caso in assoluto in cui un giudice riconosce l'applicabilità degli articoli 8 e 9 della legge 40/2004 in coppia omogenitoriale, affermando che la responsabilità genitoriale della madre non biologica sorge per effetto della prestazione del consenso alla procreazione assistita eterologa».

La coppia, viene scritto in un comunicato stampa delle Famiglie Arcobaleno, è stata seguita dall'avvocata Federica Tempori, del Gruppo Legale dell'associazione e dall'avvocato Vincenzo Miri di Rete Lenford. Si tratta, viene ancora spiegato, «di una delle cause pilota seguite dal gruppo di lavoro formatosi in seno al Gruppo Legale di Famiglie Arcobaleno e coordinato dal professor Angelo Schillaci, e del quale fa parte, oltre a Tempori e Miri, l'avvocato Michele Giarratano». «Un risultato molto importante - afferma Schillaci - che premia un lavoro di squadra durato mesi: fin dall'inizio, abbiamo creduto fermamente che fosse possibile sostenere in giudizio la tesi avanzata in dottrina da Marco Gattuso, in merito all'applicabilità dell'art. 8 in coppia omogenitoriale. Davvero un passo avanti fondamentale per la tutela dei bambini e delle bambine arcobaleno».

FAMIGLIE ARCOBALENO: GIORNATA STORICA

«Una giornata davvero storica», secondo Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno: «Dopo la sentenza della Corte d'appello di Napoli, il decreto del tribunale di Pistoia conferma senza possibilità di dubbio che l'azione amministrativa di Sindaci e ufficiali di stato civile, da Torino in poi, era pienamente fondata e doverosa questa sentenza ribalta infatti il diniego opposto dall'ufficiale di stato civile e ordina la formazione di un atto di nascita totalmente nuovo, che indica sin dall'inizio l'esistenza di due mamme».

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