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6 Luglio Lug 2018 1436 06 luglio 2018

L'ultima metafora di D'Alema dice che il Pd va contro un tir

Secondo l'ex premier, ora in Liberi e uguali (Leu), il Partito democratico di Renzi «è andato contromano e continua a farlo, è diabolico».

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Massimo D'Alema ha sempre una parola al veleno pronta da dedicare al Partito democratico. L'ex premier, ora in Liberi e uguali (Leu), ha detto che il Pd invece di ritrovare le sue radici di sinistra «è andato contromano e ha incontrato un tir, come capita in questi casi. Eppure continua a farlo, è diabolico».

«SERVE UN RITORNO ALLE RADICI»

L'ultima "carezza" al partito di Matteo Renzi è arrivata durante un intervento a un seminario alla Camera organizzato da associazioni giovanili progressiste e radicali. «In "Italia bene comune" (l'alleanza tra Pd e sinistra radicale del 2013, ndr) c'erano elementi di ritorno alle radici», ha aggiunto. «Propongo un'analisi più problematica del ventennio che abbiamo alle spalle. Nei Paesi dove ha ritrovato le sue ragioni la sinistra è più vitale».

Massimo D'Alema, risse e insulti di un personaggio mai autoironico

L'ultima sparata? "Ti spacco la faccia". Ma tra "idiota", "stupido!", "vada a farsi fottere", querele e risposte sarcastiche, il lìder maximo è solito lanciare bordate a rivali politici e giornalisti. L' ipse dixit. "L'altro giorno uno mi ha detto: "tu hai consegnato Ocalan alla Turchia".

D'Alema, che alle elezioni del 4 marzo 2018 ha perso anche nel suo collegio a Nardò dove ha vinto la cinque stelle Barbara Lezzi, ha portato come esempi il partito laburista britannico e quello socialista portoghese, andato al governo assieme ai comunisti. In Italia «bisogna avviare un processo di iniziativa politica a sinistra, senza la ridicola pretesa dell'autosufficienza di Leu, ma neanche aspettando cosa accade nel Pd. Non mi pare ci sia molto da attendersi...».

«STIAMO DALLA PARTE DEL PRECARIATO»

L'ex presidente del Consiglio ha concluso: «L'azione del governo contro il precariato può essere sbagliata, insufficiente, ma non possiamo stare dalla parte del precariato. Se ci mettiamo dalla parte opposta agli interessi che la sinistra deve rappresentare, la vedo dura. Ci vuole una sinistra che faccia la sinistra».

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