I 400 colpi
Berlusconi Forza Italia
6 Luglio Lug 2018 0845 06 luglio 2018

Se il cambiamento di Forza Italia parte da Tajani e Galliani

Soffia impetuoso nel partito di Berlusconi il vento del rinnovamento. La riorganizzazione, infatti, è stata affidata a due 'giovani di belle speranze'. Nel frattempo l'alleato Salvini continua a guadagnare consensi.

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Ogni promessa è debito. E Silvio Berlusconi, dopo un paio di lunghe articolesse sul Corriere della sera che annunciavano l’imminente riscossa e qualche seduta di rilassanti massaggi in quel di Chenot a Merano, ha finalmente varato la tanto attesa riorganizzazione di Forza Italia. Come annunciato, all’insegna delle facce nuove, anzi nuovissime. La più sorprendete novità consiste nel fatto che sarà lui a decidere tutto, mentre nei precedenti 24 anni di Forza Italia aveva sempre avuto una posizione defilata, tesa a non apparire troppo e soprattutto a non far sembrare che il partito fosse cosa sua.

Adesso, finalmente, il Cav ci mette la faccia, come chiedevano da sempre i suoi tifosi cui sin qui l’uomo di Arcore ha sempre risposto timido che non era cosa buona e giusta far coincidere il partito con la biografia di chi l’aveva fondato. E soprattutto confondere il suo ruolo di imprenditore con quello di politico. Invece stavolta, rotti gli indugi, Berlusconi scende in campo e si prepara a candidarsi alle prossime Europee. Altra novità eclatante. Una delle accuse che si movevano a Forza Italia era di essere un partito-azienda, dove il suo personale in una sorta di sliding doors transitava dall’una all’altro ingenerando qualche piccolo conflitto di interessi.

Silvio Berlusconi e Adriano Galliani

Ebbene, nel nuovo organigramma il ruolo di coordinatore sul territorio, quello che un tempo nei partiti si chiamava segretario organizzativo, è stato affidato a tale Adriano Galliani, fresco senatore della Repubblica. Sicuramente un omonimo di quell’Adriano Galliani che, dopo aver aiutato il Cavaliere a impiantare le sue antenne, fu messo con rimarchevoli risultati alla guida del Milan. Pare che il nuovo arrivato, al di là della somiglianza fisica, condivida il vezzo di portare cravatte gialle e di augurare «buon lavoro» alla fine di ogni riunione. Siamo, comunque, impazienti di vederlo all’opera.

Intanto Forza Italia perde un punto alla settimana in favore della Lega

Ma la novità più eclatante riguarda la nomina di un vice presidente, insomma di un numero due, nella persona di tal Antonio Tajani, omonimo di quell’Antonio Tajani che dopo una fugace esperienza nella gioventù monarchica partecipò nel lontano 1994 alla fondazione di Forza Italia, e poi fece un carrierone a Bruxelles che lo portò alla presidenza del parlamento europeo. Pare che il nuovo arrivato, al di là della somiglianza fisica, condivida con il suo illustre omonimo un passato di giornalista a Il Giornale nonché il tifo sfegatato per la Juventus, la sua squadra del cuore.

Silvio Berlisconi e Antonio Tajani.

È a questi due giovanotti di belle speranze («facce nuove» ha sempre predicato il Cav mettendo da parte la sua) che Berlusconi ha affidato la riscossa di Forza Italia, pregandoli di darsi subito da fare visto che, a sentire i sondaggi, il partito sta perdendo un punto la settimana a favore dell’odiato alleato leghista, e naviga pericolosamente verso quel 5% che costituirebbe una soglia di non ritorno. Ai nuovi arrivati il nostro augurio di “buon lavoro”.

Questa rubrica si ferma per una settimana, poiché dal 9 al 16 luglio il suo estensore condurrà la rassegna stampa di Prima pagina su Radio Tre.

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