Salvini Di Maio
7 Luglio Lug 2018 0943 07 luglio 2018

L'M5s si allinea alla Lega sull'abolizione delle correnti della magistratura

Il sottosegretario Morrone: «Bisogna abolirle, soprattutto quelle di sinistra». Csm e Anm chiedono un intervento. Ma il vicepremier Di Maio si allinea con il Carroccio: «Anche l'opposizione che ora si scandalizza voleva superarle». 

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Il primo partito ha fatto di alcuni magistrati un simbolo, il secondo ha invece un conflitto in corso con i pm che indagano sui suoi rimborsi elettorali. Eppure il vicepremier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha deciso di appoggiare la Lega anche sulla giustizia, e in particolare sulla questione delle correnti della magistratura. A due giorni dal voto per la nomina delle toghe del Consiglio superiore per la magistratura, il sottosegretario alla Giustizia del Carroccio Jacopo Morrone, ha dichiarato a un gruppo di giovani magistrati: «Via le correnti dalla magistratura, soprattutto quelle di sinistra». L'affermazione ha provocato la reazione del vicepresidente del Csm Legnini che ha chiamato il ministro della Giustizia M5s Alfonso Bonafede per chiedere di assumere delle decisioni in merito alla vicenda.

L'associazione nazionale magistrati, cioè il sindacato delle toghe, ha definito le parole di Morrone «gravissime». Ma in un'intervista a Repubblica anche il vicepremier M5s Di Maio si è schierato in difesa del Carroccio: «La questione delle correnti nella magistratura è stata affrontata da tutti. L'opposizione che ora si scandalizza, nelle linee guida del 2014 parlava della necessità di superarle. Bisogna assicurare la pluralità, ma fare in modo che le scelte nel Csm siano legate agli obiettivi della giustizia e non a interessi di corrente».

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