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Migranti ed Europa
Maglietta Rossa Padova
7 Luglio Lug 2018 1304 07 luglio 2018

Cos'è la protesta della maglietta rossa e perché è importante

I genitori dei piccoli migranti li vestono così per sperare di aumentare le loro chance di essere salvati. L'idea di indossare una t shirt in loro solidarietà è stata lanciata da Libera. Hanno aderito in migliaia. Ma al leader leghista non è piaciuta.

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I genitori la fanno indossare ai loro figli con la speranza che dalle imbarcazioni della guardia costiera e delle organizzazioni non governative li vedano meglio e aumentino le loro possibilità di sopravvivere. Ma invece le Ong sono sempre più distanti e le morti in mare dei migranti sempre di più. Così la maglietta rossa è diventata il simbolo della iniziativa di testimonianza civile lanciata dall'associazione Libera di Don Luigi Ciotti, Gruppo Abele, Arci, Legambiente, Anpi e dal giornalista Francesco Viviano.

Il 7 luglio indossare la maglietta rossa vuole dire ricordarsi di essere umani e fratelli. Ma anche richiamare i politici europei alle loro responsabilità. E l'iniziativa ha avuto successo coinvolgendo artisti, da Fiorella Mannoia a Caparezza, associazioni, da Amnesty International ad Emergency, venendo replicata sulle montagne e sulle spiagge, ma finendo anche al centro dell'ennesima polemica del ministro dell'interno Matteo Salvini.

Come "radical chic" è diventato l'insulto per gli anti-governo

Chissà cosa ne penserebbe Tom Wolfe, il giornalista, saggista e scrittore che coniò il termine. Il suo radical chic - radicale da salotto, membro della borghesia che ostenta idee di sinistra - nel 2018 è diventato, assieme a " buonista" e " rosicone", l'etichetta sprezzante che leghisti (soprattutto), cinque stelle (più raramente) e in generale appartententi al mondo della destra appiccicano a tutto ciò che è opposizione, e quindi all'universo del centrosinistra.

Il 7 luglio l'Italia si è colorata di magliette rosse, da quota 2000 del rifugio Gran Paradiso all'isola di Lampedusa passando per i campi di formazione sui beni confiscati di Libera alla Goletta Verde di Legambiente in navigazione verso la Campania. In tantissimi hanno aderito alliniziativa e rilanciato lo slogan: «Fermiamo l'emorragia di umanità».

TUTTI IN ROSSO: DA VASCO ROSSI AL MEDICO DI LAMPEDUSA

In omaggio all'iniziativa a Napoli il colonnato di Piazza del Plebiscito ed il Maschio Angioino sono stati illuminati di rosso. In rosso si sono ritratti Fiorella Mannoia, Vasco Rossi, Roberto Saviano, Carlo Lucarelli, ma anche un testimone delle tragedie e dei miracoli di tutti i giorni come Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa.

Le adesioni da parte di cittadini, di associazioni, circoli, parrocchie sono state migliaia. E tutti stanno postando fin dalle prime ore del mattino le loro magliette rosse e un no all'indifferenza. E infatti l'hashtag della giornata #magliettarossa è anche tra i primi della classifica di Twitter. Luigi Ciotti promotore dell'iniziativa in maglietta rossa ha partecipato all'iniziativa a Roma nel quartiere San Lorenzo insieme a Stefano Ciafani presidente nazionale Legambiente e Giuseppe Demarzo coordinatore Numeri Pari.

L'APPELLO DI LIBERA: UNA MAGLIETTA PER METTERSI NEI PANNI DEGLI ALTRI

L'appello lanciato da Libera era emozionante: «Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà». Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini».

LA POLEMICA SUI ROLEX

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, tuttavia, non ha mancato di polemizzare. Ha rilanciato un articolo di Dagospia in cui appariva il giornalista Gad Lerner in camicia rossa e con un orologio di marca al polso e ha commentato: «MagliettaRossa & Rolex, fantastico».

La replica del giornalista non si è fatta attendere: «Il ministro Matteo Salvini - ha scritto Lerner su Facebook - si è unito al coro dei creduloni che mi attribuiscono una villa a Portofino (!) e un 'costosissimo orologio d'oro' al polso (!!). Tranquillo, il mio vecchio Rolex - assicura - costa sicuramente meno dei suoi numerosi cambi d'abito quotidiani #magliettarossa».

Ma sui social la polemica sul fatto che quella della #magliettarossa sia una protesta dei soliti «radical chic» è esplosa. E così anche #rolex è diventato trend topic.

SALVINI: «CHE PECCATO, IN CASA NON HO TROVATO MAGLIETTE ROSSE»

Ma Salvini ha scritto ancora su Facebook: «Che peccato, in casa non ho trovato neanche una maglietta rossa da esibire oggi...».

E alla fine sono arrivate anche le repliche sulla magliette rosse "non trovate". Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali ha scritto: «Salvini non trova nel suo armadio una maglietta rossa? Non ci stupisce. La sua battuta nemmeno. Non ci stupisce ma ci fa schifo chi ironizza sulla morte e sulla disperazione di migliaia di persone è solo un poveraccio. Indegno di svolgere il ruolo istituzionale che riveste».

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