Salvini, stop a navi internazionali
Migranti
8 Luglio Lug 2018 2056 08 luglio 2018

Salvini vuole chiudere i porti anche alle navi militari Ue

Il vicepremier all'attacco dopo lo sbarco di 106 migranti a Messina da un mezzo della marina irlandese. Altolà della Difesa: non decide il Viminale.

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Porti italiani chiusi anche per le navi militari delle missioni internazionali che dovranno sbarcare altrove, a Malta, in Nord Africa o in altri Paesi Ue, i migranti salvati in acque Sar libiche. È il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ad annunciare questo ulteriore giro di vite, dopo aver chiuso i porti alle navi delle ong. Ma pronta è arrivata la posizione della Difesa: «Eunavformed è una missione europea ai livelli Esteri e Difesa, non Interni. Quel che vanno cambiate sono le regole di ingaggio della missione» e occorre «farlo nelle sede competenti, non a Innsbruck».

VERTICE CON MATTARELLA SUI CONTI DELLA

L'azione, hanno sottolineato le fonti, «deve essere coordinata a livello governativo, altrimenti l'Italia non ottiene nulla oltre a qualche titolo sui giornali, fermo restando che la guida italiana per noi è motivo di orgoglio». E proprio il 9 luglio Salvini, dopo la bufera sui conti della Lega che ha innescato tensioni con la magistratura, è atteso al Colle dal Presidente Sergio Mattarella e se il tema giudiziario non è assolutamente in agenda, come messo in chiaro da fonti del Quirinale, si parlerà invece di sicurezza e migranti.

Il tema sottotraccia è quello dell'allontanamento dell'Italia dal tradizionale asse franco-tedesco in favore delle posizioni più intransigenti dei paesi di Visegrad che hanno chiuso le frontiere. Subito dopo, Salvini vedrà il premier Giuseppe Conte per mettere a punto la proposta dell'Italia al vertice dei ministri dell'interno Ue che si terrà il 12 a Innsbruck. È il primo summit di rilievo del semestre a presidenza austriaca, dopo il siluramento della riforma del Trattato di Dublino sull'asilo ad opera di Italia, Spagna e gruppo di Visegrad.

INCONTRO CON I MINISTRI DELL'INTERNO DI AUSTRIA E GERMANIA

Sulla gestione dei migranti e la tutela delle frontiere esterne dell'Ue, Salvini ha già tessuto la sua tela. L'11 vedrà il collega tedesco Horst Seehofer che vuole una 'stretta' e su questo ha messo in bilico la cancelliera Angela Merkel, e il giorno dopo il tavolo sarà a tre, aperto anche al ministro austriaco Herbert Kickl. «Dopo aver fermato le navi delle Ong», ha annunciato Salvini, «porterò al tavolo europeo di Innsbruck la richiesta italiana di bloccare l'arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo. Purtroppo i governi degli ultimi 5 anni avevano sottoscritto accordi (in cambio di cosa?) perché tutte queste navi scaricassero gli immigrati in Italia, col nostro governo la musica è cambiata e cambierà».

L'ARRIVO DI UNA NAVE IRLANDESE FA ARRABBIARE SALVINI E TONINELLI

Il nuovo 'step' per un'Italia senza sbarchi, è arrivato dopo che nella serata del 7 luglio a Messina con l'ok del Viminale sono approdati 106 profughi, tratti a bordo dal pattugliatore irlandese Samuel Beckett in acque libiche. «Abbiamo accolto a Messina 106 migranti salvati da nave Eunavformed. Ce lo impone il folle accordo europeo Sophia con cui Renzi ha svenduto gli interessi dell'Italia. Rispettiamo regola, ma ora va cambiata. Quello migratorio non può più essere solo un problema italiano, sennò rischia la Ue», ha twittato il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

L'AFFONDO DEL PD: «SALVINI È IL PROBLEMA»

«L'accordo da cambiare», ha replicato il capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio, «è quello di Dublino, quello votato dalla Lega a vantaggio degli amici di Salvini del gruppo di Visegrad. Con accordi di Sophia e Themis si ridistribuiscono in Ue costi e responsabilità dei salvataggi. Salvini è il problema». A dare il benvenuto ai profughi della Beckett, sul molo di Messina c'erano centinaia di persone con le magliette rosse per l'iniziativa di Libera a favore dell'accoglienza e per un'Italia 'aperta'.

BARCONE SOCCORSO TRA IL QUATTRO E CINQUE LUGLIO

Tra i migranti 93 uomini, 11 ragazzini e due donne, una incinta. Sembra che il primo soccorso sia avvenuto nella notte fra il quattro e il cinque luglio, poche ore dopo che il gommone di disperati in fuga dal conflitto sudanese, che ha fatto 100mila morti e messo in fuga due milioni di persone, era partito da Garabulli, uno dei principali centri libici della tratta di uomini. Il pattugliatore irlandese ha chiesto il permesso di sbarcare i migranti: il Viminale ha indicato Messina. Potrebbe essere uno degli ultimi sbarchi da navi militari Ue.

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