Governo: Marcucci, M5S?Programmi opposti
9 Luglio Lug 2018 1843 09 luglio 2018

Il Pd non comunica i suoi nomi per le commissioni parlamentari

La decisione dei dem «fino al momento in cui non vi sarà certezza del rispetto minimo del ruolo di garanzia delle opposizioni». Stessa scelta per Forza Italia. Bloccate a cascata anche le nomine nelle partecipate.

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Il Pd sale sull'Aventino delle commissioni parlamentari bicamerali. Il capogruppo dem al Senato, Andrea Marcucci, ha infatti annunciato che, di concerto con il capogruppo alla Camera Graziano Delrio, non provvederà «alla comunicazione dei componenti del Partito democratico nelle commissioni Copasir, Vigilanza Rai e Giunta delle elezioni e delle immunità». Questo «fino al momento in cui non vi sarà certezza del rispetto minimo del ruolo di garanzia delle opposizioni». Cioè fino al momento in cui non ci sarà un «accordo con le altre forze politiche sulle presidenze» di tali commissioni. Anche Forza Italia ha fatto la stessa scelta (leggi anche: Quando si nomina il cda della Rai 2018).

LA PREFERENZA DELLA MAGGIORANZA PER FRATELLI D'ITALIA

Lo scontro tra maggioranza e opposizione sulle presidenze delle commissioni bicamerali blocca a cascata anche gli altri dossier aperti dal governo M5s-Lega sulle nomine nelle partecipate. A pesare è soprattutto l'impasse sul Copasir, la cui presidenza la maggioranza vorrebbe attribuire a Fratelli d'Italia anziché al Pd. Mentre la paralisi sulla Vigilanza Rai potrebbe ripercuotersi sulla partita per il rinnovamento dei vertici della televisione pubblica. Il consiglio di amministrazione di viale Mazzini è infatti formato anche da quattro componenti di nomina delle due Camere, mentre lo stesso presidente del cda necessita del via libera della Vigilanza.

IL MEF NON HA PRESENTATO LA SUA LISTA PER CASSA DEPOSITI E PRESTITI

A loro volta, i rinvii su Copasir e Rai ostacolano anche l'accordo interno alla maggioranza per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti. Sarà quindi necessario, con ogni probabilità, attendere direttamente l'assemblea della Cassa, convocata per il 13 luglio. Il 9 luglio il ministero dell'Economia avrebbe dovuto presentare la sua lista di candidati da portare in assemblea, ma questa scadenza non è stata rispettata. Attendere l'assemblea, per la maggioranza, significa guadagnare un'altra manciata di giorni per far quadrare le varie caselle. Sul fronte Cdp restano alte le quotazioni dell'ex vicepresidente di Banca Intesa Marcello Sala come amministratore delegato, che sarebbe caldeggiato dal Carroccio. Ma sarebbe ancora in lizza anche Dario Scannapieco, vicepresidente esecutivo della Bei, stimato sia dalla Lega, sia dal M5s. Intanto i rumors danno Alessandro Rivera, già nella squadra di Pier Carlo Padoan, come favorito del ministro Tria per la direzione generale del Tesoro.

IL NODO DELLA FUSIONE FS-ANAS

Entro la fine di luglio, infine, la nuova maggioranza dovrebbe mettere mano anche alla questione Fs-Anas. La fusione delle due partecipate, avviata dal governo Renzi, potrebbe essere rimessa in discussione. Così come la poltrona dell'amministratore delegato di Fs, Renato Mazzoncini, riconfermato alla guida delle Ferrovie prima della scadenza del mandato.

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