Meloni, bene Salvini per ok appello Fdi
9 Luglio Lug 2018 0836 09 luglio 2018

Come "radical chic" è diventato l'insulto per gli anti-governo

Il termine coniato da Tom Wolfe per identificare borghesi con idee di sinistra si è trasformato nell'etichetta da affibbiare a chi si oppone alle politiche migratorie di Salvini. Genesi di una deriva (anche) social.

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Chissà cosa ne penserebbe Tom Wolfe, il giornalista, saggista e scrittore che coniò il termine. Il suo radical chic - radicale da salotto, membro della borghesia che ostenta idee di sinistra - nel 2018 è diventato, assieme a "buonista" e "rosicone", l'etichetta sprezzante che leghisti (soprattutto), cinque stelle (più raramente) e in generale appartententi al mondo della destra appiccicano a tutto ciò che è opposizione, e quindi all'universo del centrosinistra.

CONTRO LE MAGLIETTE ROSSE E I PRO-MIGRANTI

L'appellativo va forte specialmente quando si parla di immigrazione, nel tentativo di "stanare" la presunta ipocrisia di chi si prodiga per la solidarietà verso i profughi. E sui social il termine ha riconquistato un'ondata di popolarità in concomitanza con la manifestazione di sabato 7 luglio 2018 delle magliette rosse, indossate per richiamare il colore dei vestiti dei bambini che muoiono in mare.

L'imbroglio della destra politicamente scorretta vicina al popolo

MAMBO L'anatema dello scrittore Tom Wolfe su "radical chic" e "buonismo" ha eccitato conservatori e reazionari. Però così si esaltano personaggi di scadente qualità, dai grillini in giù. Per quello c'è già Feltri. L'anatema di inizio d'anno del celebre Tom Wolfe sul "politicamente corretto" ha eccitato conservatori e reazionari (umanità trasversale, nella quale si trovano anche tanti che si dicono di sinistra).

Capofila degli attacchi è stata, tra gli altri, la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, che ha twittato: «La maglia rossa ce l'ho! Ora mi mancano solo un Rolex e un attico a New York e posso pontificare anche io sull'immigrazione come i radical chic». E per tutto il weekend su Twitter è continuato il botta e risposta a suon di #radicalchic, tra chi rifiuta di essere additato con quell'epiteto, chi lo rivendica con orgoglio e chi continua a usarlo come arma per screditare gli avversari politici.

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