Rai: 196 candidature a Camera,169 Senato
Politica
10 Luglio Lug 2018 1439 10 luglio 2018

Quando si nomina il cda della Rai 2018

Il parlamento elegge i quattro membri di sua competenza il 18 luglio alle ore 11. Prima si affronteranno i nodi Copasir e commissione di Vigilanza. Fico: «Banco di prova per la legislatura».

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La Conferenza dei capigruppo del Senato ha deciso all'unanimità di rinviare al 18 luglio la costituzione delle Commissioni bicamerali. In questo modo il parlamento affronterà, nello stesso giorno, prima la questione della composizione del Copasir e della Vigilanza Rai, poi si voterà sul nuovo consiglio di amministrazione della televisione pubblica. La prassi parlamentare vuole che le due commissioni siano presiedute da esponenti della minoranza, ovvero delle forze politiche d'opposizione numericamente più consistenti, ma il rebus non è stato ancora sciolto.

IL CALENDARIO DEL 18 E 19 LUGLIO

Il Partito democratico, che il 9 luglio aveva scelto di salire sull'Aventino assieme a Forza Italia, comunicherà i suoi nomi entro lunedì 16 luglio. Due giorni dopo, per l'appunto il 18 luglio, si riuniranno le stesse commissioni bicamerali: alle 9 la Vigilanza Rai, alle 10 il Copasir. E alle 11 il parlamento nominerà i nuovi membri del cda di Viale Mazzini di sua competenza. A seguire, nel pomeriggio, verranno costituite le Giunte delle elezioni e delle immunità del Senato e della Camera. Sempre il 18 luglio, alle ore 17, verranno eletti i componenti dei Consigli di presidenza di Corte dei Conti, Giustizia amministrativa e Giustizia tributaria. Infine, per eleggere i rispettivi presidenti, la commissione di Vigilanza Rai e il Copasir sono convocati per il 19 luglio, rispettivamente alle 9 e alle 10 del mattino.

LA MEDIAZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Proprio su quest'ultimo punto, tuttavia, cioè sulle presidenze di Copasir e Vigilanza Rai, un accordo tra maggioranza e opposizione non è stato ancora trovato. Si spiega così la scelta di rinviare il tutto di un'altra settimana, dopo l'ennesimo tentativo andato a vuoto nelle ultime ore. L'idea di risolvere prima la questione delle bicamerali, e soltanto dopo di votare per il nuovo cda della Rai, si sarebbe concretizzata grazie alla mediazione del M5s attraverso il ministro per i Rapporti con il parlamento Riccardo Fraccaro, mentre la Lega avrebbe preferito invertire l'ordine dei lavori.

DI MAIO PROMETTE VERTICI RAI AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

Luigi Di Maio, ospite del talk show In Onda su La7, ha in ogni caso promesso che in Rai il governo «metterà persone al di sopra di ogni sospetto di appartenenza politica». L'obiettivo è nominare un amministratore delegato «che abbia la capacità di mettere mano a quell’azienda con una visione innanzitutto manageriale». La Rai, ha detto ancora Di Maio, «è un'azienda che ha 15 mila dipendenti e che però esternalizza la gran parte dei servizi. C’è qualcosa che non va e ci dobbiamo mettere mano, cominciando da tutta una pletora di raccomandati che dobbiamo censire e cominciare a capire come siano arrivati lì dentro».

COME FUNZIONANO LE NOMINE NELLA TIVÙ PUBBLICA

Il consiglio di amministrazione della Rai è scaduto il 30 giugno. È composto in tutto da sette membri. Al suo interno sceglie il presidente (acquisito l'ok della Vigilanza a maggioranza di due terzi) e nomina anche l'ad/direttore generale su proposta del ministero dell'Economia. La riforma varata dal governo Renzi nel 2015 ha limitato i poteri del cda, il principale dei quali consente di sfiduciare l'amministratore delegato, che può operare con grande autonomia pur essendo espressione, come il consiglio stesso, delle forze politiche. È infatti il parlamento che procede all’elezione di quattro consiglieri: due sono eletti dal Senato e due dalla Camera, come stabilisce lo statuto della Rai. Altri due sono nominati dal governo e il settimo dai dipendenti dell'azienda. I consiglieri vanno scelti tra i candidati che hanno inviato il proprio curriculum per partecipare alla selezione pubblica. I curricola sono pubblicati sul sito della Camera e del Senato e le candidature pervenute sono più di 200. In ogni caso la carica più importante, dopo la riforma del 2015, è quella di ad/direttore generale, ricoperta attualmente dall’ex direttore del Tg1 Mario Orfeo. Può infatti nominare direttamente i direttori di rete e delle testate giornalistiche come i telegiornali. Inoltre, può assumere e promuovere dirigenti senza dover consultare il cda. La scelta dell'ad/direttore generale spetta all’azionista di maggioranza della Rai, cioè al ministero dell’Economia.

PER FICO È UN «BANCO DI PROVA» PER LA LEGISLATURA

Sul rinnovo del cda Rai è intervenuto anche il presidente della Camera, Roberto Fico: «La Rai è la principale industria culturale del Paese e svolge un prezioso ruolo di servizio pubblico. Competenza, indipendenza e capacità di visione e progettazione del servizio pubblico dovranno essere i fari che guideranno la scelta dei componenti del futuro consiglio di amministrazione. Credo sia un momento molto importante per la democrazia e, come ho già avuto modo di dichiarare, un vero banco di prova per la legislatura».

Un piccolo aggiornamento dopo la riunione dei capigruppo, in cui abbiamo fissato il calendario dei lavori della Camera...

Geplaatst door Roberto Fico op Dinsdag 10 juli 2018

Fico ha quindi ricordato il calendario stabilito dal parlamento, cui spetta nominare quattro membri del cda Rai: «La votazione si svolgerà la mattina di mercoledì 18 luglio, in concomitanza con Palazzo Madama. L'elezione avverrà tra coloro che hanno presentato la propria candidatura a consigliere e il cui elenco è pubblicato sul sito internet della Camera».

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