Moavero Linee Guida Ministero Esteri
Politica
10 Luglio Lug 2018 1415 10 luglio 2018

Moavero presenta al parlamento le linee guida della Farnesina

Il ministro ha illustrato alle commissioni Esteri del parlamento le priorità del suo dicastero. Sul piatto la questione migranti, il ruolo nella Nato e il rapporto con Ue e Usa.

  • ...

Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi si è presentato in audizione al Senato davanti alle commissioni Esteri congiunte per presentare le linee guida della Farnesina. Oggi, ha spiegato, «è difficile immaginare che un Paese possa da solo affrontare il futuro a prescindere dal resto della comunità internazionale e ciò vale a maggior ragione per l'Italia». «Da soli», ha continuato, «non possiamo andare molto lontani, naturalmente l'imperativo è riuscire a farci valere nell'interesse del sistema e dei nostri cittadini».

SULLA NATO: «RAGIONEREMO SULLE RICHIESTE AMERICANE DI AUMENTARE LA SPESA»

«Il sistema dell'alleanza atlantica ha garantito la nostra sicurezza, la Nato ora ci chiede di contribuire maggiormente, conosciamo le richieste in tal senso che arrivano dagli Stati Uniti. È un'impegno che dovremo affrontare», ha spiegato ancora il ministro proprio alla vigilia di un vertice Nato a Bruxelles. «Gli Usa», ha aggiunto, «sono il nostro alleato principale».

SULL'EUROPA: «PER L'ITALIA NON C'È ALTERNATIVA ALL'UE»

Sul fronte Europeo Moavero ha spiegato di non riuscire a vedere alternative «rispetto a un'attiva partecipazione dell'Italia nel processo di integrazione europea. Vedo male l'isolazionismo e i tentativi di puro ostacolo». «Cerchiamo piuttosto di farci portatori di proposte, anche eterodosse», per migliorare il meccanismo europeo, ha aggiunto. Anche perché «si sa bene cosa si lascia, si sa meno bene cosa si trova e lo dimostra anche quanto sta succedendo in Gran Bretagna».

QUESTIONE MIGRATORIA: «RISCHIO INFILTRAZIONI TERRORISTICHE SUI BARCONI»

Sulla questione migratoria il titolare degli Esteri ha battuto il tasto sulla minaccia terroristica in relazione ai flussi verso l'Italia: «Molti elementi portano a ritenere che nei battelli ci siano anche combattenti di ritorno e ci possano essere portatori di una minaccia terroristica quindi c'è un interesse diretto rispetto alla clausola di difesa della Nato». «Chiederemo», ha aggiunto, «al vertice Nato un riequilibrio dell'impegno dell'Alleanza atlantica verso il Mediterraneo. Dobbiamo avere un eguale impegno verso est e verso sud».

IL RAPPORTO CON SALVINI: «NESSUNA FRATTURA»

Nel corso del suo intervento Moavero ha anche parlato del suo rapporto con Salvini soprattutto sul fronte della gestione dei migranti: «Salvini è anche leader politico e quindi usa un linguaggio da leader politico, il ministro degli Esteri non ha una forza politica e usa un linguaggio di tipo più istituzionale, ma non vedo differenze tra noi». «In tutta franchezza», ha aggiunto, «non credo ci siano divergenze di posizione in seno al governo. Mi confronto quotidianamente con i colleghi. Sulla migrazione c'è un contatto quotidiano tra il ministro degli Esteri e ministro degli Interni». Sulle regole delle missioni europee per la gestione dei flussi migratori «con il ministro dell'Interno diciamo la stessa cosa», ha spiegato ancora il titolare della Farnesina. Vale a dire che «rispetteremo a titolo provvisorio le regole della missione Triton ma a settembre», ha spiegato, «chiederemo al competente comitato Ue di dare piena attuazione all'operazione Themis», per superare quindi il legame che identifica l'Italia con il primo porto sicuro, come previsto appunto nella precedente missione Triton.

DAZI E LIBIA: «ITALIA SIA PONTE TRA USA ED EUROPA»

L'Italia ha la «concretissima possibilità di essere l'interlocutore privilegiato degli Usa nei suoi rapporti con l'Ue», ha detto il ministro riferendosi ai delicati rapporti tra Bruxelles e Washington: «non siamo indifferenti all'involuzione» registrata sul commercio, anche se i «dazi per ora non ci hanno colpito in modo particolare». Per quanto riguarda invece il complesso dossier libico Moavero si è soffermato sulla questione elettorale: «Deve essere il governo libico a decidere quando ci saranno le elezioni», ha spiegato sottolineando, pur senza citare esplicitamente la Francia, che «non può essere una conferenza internazionale o una potenza straniera a decidere la data». «Stiamo riflettendo di organizzare nel nostro Paese un round di conferenze di pacificazione», ha aggiunto.

CASO REGENI: VIGILI MA IMPORTNATE IL RAPPORTO CON L'EGITTO

Nel corso dell'audizione Moavero si è soffermato brevemente sulla questione della morte di Giulio Regeni: «Contiamo di proseguire con attenzione» nei confronti del caso di Giulio Regeni, «brutalmente assassinato». «Al contempo è importante mantenere un rapporto di fattiva cooperazione con l'Egitto anche per il ruolo importantissimo che può avere sullo scacchiere libico», oltre che per la soluzione del caso del ricercatore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso