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I soldi della Lega
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Politica
11 Luglio Lug 2018 1004 11 luglio 2018

Francesco Belsito sui soldi della Lega

L'ex tesoriere parla del "tesoretto" del Carroccio cercato dalla procura: «Quando ho lasciato c'erano più di 40 milioni, di cui 10 solo di riserva legale».

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«Quando ho lasciato il Carroccio, nel 2012, la Lega Nord era un partito ricchissimo. Ricordo che sui conti c'erano più di 40 milioni di euro di cui dieci solo di riserva legale». Non solo: «C'erano immobili di proprietà prestigiosi come la sede di via Bellerio e le frequenze di Radio Padania che acquistai personalmente. Insomma, altri 30 milioni almeno». Lo dice, in una intervista a La Stampa, l'ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito, condannato in primo grado per i fondi dei rimborsi elettorali. E sul "tesoretto" accumulato sotto la sua gestione e ora cercato dalla magistratura ribadisce: «Secondo me li hanno spesi» (Leggi anche: a che punto sono le indagini sui soldi della Lega). Versione quindsi simile a quella di Roberto Calderoli.

I "soli" 3 milioni che la Procura ha trovato sui conti del Carroccio hanno sopreso pure Belsito. «Basta consultare i bilanci per capire come hanno speso i loro soldi», sottolinea e aggiunge: «È possibile che abbiano attuato altre strategie. Per me è impossibile valutare questo dato. Faccio un esempio: io avevo un budget di 4 milioni di euro all’anno, massimo 5». I costi, è il ragionamento, potrebbero essere lievitati viste le numerose campagne elettorali.

«Con Maroni», continua Belsito, «i rapporti erano limitati perché all'epoca era ministro dell'Interno. Con Salvini invece erano più frequenti. Lui come europarlamentare si occupava di Radio Padania ed era molto attento a ricevere i fondi per pagare i giornalisti o i collaboratori». Parlando della sua gestione dei fondi, per la quale è finito sotto accusa, dice poi che «in via Bellerio tutti sapevano che i collaboratori venivano pagati in nero». Anche Salvini o Maroni? «Ma certo. Anche Giorgetti, Calderoli, Bossi». Dopo «lo scandalo in tanti mi hanno rinnegato prendendo le distanze. E però quasi tutti i parlamentari hanno fatto investimenti personali identici a quelli della Lega. C'era la fila per chiedermi consigli», conclude.

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