Meloni Reato Tortura Tweet
12 Luglio Lug 2018 1833 12 luglio 2018

Meloni: «Il reato di tortura impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro»

È polemica su un tweet della leader di Fratelli d'Italia. Sui social si invita la deputata a dirlo ai famigliari di Cucchi, di Uva, di Aldrovandi. E ai ragazzi del G8 di Genova.

  • ...

«Difendiamo chi ci difende: abbiamo presentato due proposte di legge per aumentare le pene a chi aggredisce un pubblico ufficiale e per abolire il reato di tortura che impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro. Siamo sempre dalla parte delle forze dell'ordine!». Così sui social Giorgia Meloni ha annunciato la presentazione della proposta di legge sul reato di tortura.

Le reazioni non si sono fatte attendere. A colpire in particolare gli utenti è stato proprio il passaggio in cui la leader di Fratelli d'Italia indicava il reato di tortura come impedimento al lavoro degli agenti: «Quindi secondo te il lavoro degli agenti è torturare i cittadini?», è stata la domanda ricorrente. E la deputata è stata invitata a dirlo ai familiari di Cucchi, di Uva, di Aldrovandi. E ai ragazzi del G8 di Genova.

Il tweet di Meloni è arrivato poco dopo la presentazione delle due proposte di legge di Fratelli d'Italia alla Camera. In quell'occasione, nello spiegare l'intento delle proposte, Meloni aveva spiegato: «Vogliamo difendere chi ci difende, per questo abbiamo presentato due pdl, una per aumentare le pene per chi aggredisce un pubblico ufficiale e una per abolire il reato di tortura così come configurato dalla sinistra che è solo un deterrente per le Forze ordine per fare il loro mestiere. Noi siamo sempre al fianco degli uomini e delle donne in divisa». L'Associazione Antigone, definendo la tortura un crimine contro l'umanità, ha chiesto al M5s di prendere posizione.

IL REATO DI TORTURA IN ITALIA

A giugno 2017 la Corte europea dei diritti umani aveva stabilito che le leggi italiane sono inadeguate a punire e quindi prevenire gli atti di tortura commessi dalle forze dell’ordine, condannando ancora una volta l'Italia per le violenze perpetrate dalla polizia nella notte tra il 20 e 21 luglio 2001 nella scuola Diaz, ai margini del G8 di Genova, ai danni di diverse persone. A luglio 2017 il parlamento italiano ha approvato finalmente l’introduzione di questo reato, ma il Comitato Onu contro la tortura ha criticato la legge perché ritenuta “non conforme” alla convenzione delle Nazioni unite perché non contiene il riferimento all’autore del reato, che deve essere un pubblico ufficiale, né lo scopo del reato stesso. Il dibattito sulla mancanza di una norma sulla tortura si è inasprito quando l’Italia ha ammesso le sue responsabilità per le violenze contro i manifestanti del G8 del 2001 a Genova, all’interno della caserma di Bolzaneto. Dopo un ricorso alla Corte europea dei diritti, sei delle vittime devono ricevere dallo Stato un risarcimento di 45 mila euro ciascuna per i danni fisici e psicologici subiti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso