Salvini al Quirinale da Mattarella
MAMBO
12 Luglio Lug 2018 0915 12 luglio 2018

Contro Salvini serve una disobbedienza civile

Per sconfiggere il fronte cattivista bisogna cogliere ogni crepa nel governo, ogni sussulto di civiltà. E immaginare una lotta politica fatta di mobilitazioni. Non certo mostrificare gli avversari sui social. 

  • ...

C’è un modo di fare opposizione che sfiora il ridicolo e rafforza la maggioranza. Ho appena letto su Facebook un post della deputata, “renziana assoluta”, Anna Ascani che accompagna il video di un proprio intervento alla Camera con parole derisorie verso alcuni ministri della Lega o dei 5 stelle per i mestieri che hanno dichiarato di fare prima di diventare famosi. Sono andato su Wikipedia a leggere l’autobiografia che Ascani ha scritto per illustrare la propria attività prima del mandato parlamentare e non ho trovato tracce di lavoro o di lavori.

Il mitico governo del cambiamento ha spostato la delega al turismo dal ministero dei beni e delle attività culturali a...

Geplaatst door Anna Ascani op Woensdag 11 juli 2018

Non ce l’ho con Ascani, patologicamente renziana, provo personalmente pena per questa pattuglia di parlamentari legati all’ex premier che invece di osservare un doveroso silenzio dopo aver provocato il più grande disastro elettorale della sinistra continuano a invadere i media. L’esempio di Ascani, e di altri come lei, serve solo a dire che la sinistra deve proprio cambiare rotta.

Io non sono favorevole al fair play verso il governo e i suoi esponenti. Voglio distinguere fra di loro e capisco che la ministra della Difesa Elisabetta Trenta sia più avvertita del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Ma soprattutto voglio pormi il problema generale di come costruire una pubblica opinione che alla lunga accetti le nostre ragioni e respinga quelle del governo giallo-verde.

È del tutto legittimo attaccare personalmente esponenti della maggioranza. Fare a loro il trattamento-Travaglio, cioè inventarsi quella mostrificazione che il direttore del Fatto ha applicato sia a Berlusconi sia alla sinistra. Sono sempre stato contrario alla fine delle carriere politiche per via giudiziaria e ho trovato l’applicazione retroattiva della legge Severino a danno di Berlusconi un errore assai grave. Ma ho il diritto di sognare che Matteo Salvini finisca le sue giornate in galera. Non ho ragione di immaginare che così accadrà ma è un sogno. Ma non mi sognerei mai, come fa Ascani, di deridere persone per i loro mestieri, persino per i loro non mestieri come Luigi Di Maio, se non avessi la certezza di poter dimostrare di aver titolo per parlare.

BISOGNA IMPEDIRE LA SALDATURA TRA REAZIONARI E CONFORMISTI

Accantonati gli esempi, noi abbiamo di fronte questa situazione: gran parte della pubblica opinione, ma non sappiamo se sia una maggioranza e se sia una minoranza rumorosissima, tifa per la corrente “cattivista”. Ormai in questo Paese a rischio default, il tema cruciale per il popolo è come scacciare i rom, gli africani, tenere a bada gli arabi eccetera eccetera. C’è un clima da preludio a leggi razziali. L’operazione politica che la sinistra, sia quella che cerca di riorganizzarsi sia quella diffusa, dovrebbe tentare è quella di contenere e di contrastare a viso aperto questo vento reazionario e soprattutto di impedire che a esso si saldi quel vento conformista di chi, immaginando ineluttabile questo stato delle cose, si accinge ad adeguarsi per opportunismo o anche per paura.

Il mondo cattivista è aggressivo oltre ogni limite sia nei suoi esponenti di governo sia nella gente comune. Hanno sciolto i cani, ormai. È normale che vi sia chi si acconcia e soprattutto chi comincia ad aver paura. Dopo tanti anni in cui si è gridato al regime, sotto l’impulso degli intellettuali guidati da Travaglio, è singolare come non si colga in questa atmosfera il primo passo verso un regime reazionario di massa.

Nascono da qui due esigenze. La prima è di cogliere ogni crepa nel fronte di governo, ogni sussulto di civiltà e di dignità. Bisogna colpire uno solo (politicamente), Matteo Salvini, per educarne cento. Ma altrettanto importante se non di più è immaginare una lotta politica che sia fatta di iniziative, di azioni esemplari, di mobilitazione sindacale in cui il tema della disobbedienza civile sia dominante.

PER UNA NUOVA INSUBORDINAZIONE CIVILE

Quest’anno cade l’anniversario del ’68. Celebrato bene o male, non so. Ma quella stagione fu una stagione di insubordinazione e di disobbedienza civile in tutto il mondo. La disobbedienza civile tenne uniti giovani e non giovani di ogni colore politico e di ogni fede religiosa.

Infine, io credo che si stia facendo poco o niente verso quelle aree conservatrici, che consideriamo di destra e che io chiamerei di destra costituzionale, che sentono la difficoltà di aderire alla piattaforma razzista di Salvini. Capisco che molta destra sia affascinata dal leader che appare forte, dal fatto che i sondaggi diano alla destra numeri clamorosi, ma nel nostro Paese c’è una destra moderna e per bene, che non vuole trasformare l’Italia in un carcere a cielo aperto, pattugliato da navi che respingono migranti o li fanno scendere in catene.

Questo ministro degli Interni non è sobrio. È un uomo di cui diffidare. Noi ci prepariamo ad affrontare stagioni difficili nelle lotte sociali e sapere che c’è uno come lui al Viminale crea preoccupazione. Spero che il presidente Mattarella gli abbia detto che la tutela della Repubblica spetta al capo dello Stato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso