Di Maio, taglio vitalizi regalo a Paese
MAMBO
13 Luglio Lug 2018 0916 13 luglio 2018

Sul taglio dei vitalizi Renzi imita il M5s

La cultura di fondo di un certo Pd è interscambiabile con quella grillina. Ma se accodarsi alla stella cadente di Tony Blair era già squallido, farsi dirigere da Fico è indecente.

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I vitalizi degli ex parlamentari sono stati (per ora) tagliati. Adesso inizierà la contesa giudiziaria che avrà molte sedi dai tribunali alla Corte Costituzionale alle Corti europee. Se la presidenza della Camera avrà ragione, il taglio diverrà perenne. Se avrà torto, quei soldi sottratti verranno restituiti e la Camera dovrà pagare le spese processuali. Gli ex parlamentari chiameranno per responsabilità personale i membri singoli dell’Ufficio guidato da Roberto Fico. Se andrà male, dovranno rispondere con il loro patrimonio. Insomma, ci divertiremo. Io sono parte in causa e quindi non ho mai scritto nulla né lo farò ora.

Se verrà stabilito che il taglio è legale nulla quaestio. In ogni caso darò una mano ai ricorsi e soprattutto a quelli che inseguiranno i patrimoni dei membri dell’Ufficio di presidenza nel caso in cui la delibera sia dichiarata illegittima. Vedremo. La questione ha molti risvolti, fra cui quello fondamentale della revoca del principio di divieto della retroattività. Purtroppo ormai il diritto in Italia è una specie di take away, il primo che arriva ordina e si porta a casa quello che vuole.

La questione, invece, sulla quale voglio intervenire è il voto che nell’Ufficio di presidenza ha dato l’esponente del Pd, Ettore Rosato, tristemente noto per una legge elettorale fra le più ignobili che esistano. Questo onorevole Rosato, passato da Franceschini a Renzi, ha votato a favore della proposta dei 5 stelle. È sembrato a lui normale votare per la messa in condizioni di precarietà assoluta di ex deputati eccellenti, figure simboliche della Repubblica. Ovviamente non parlo di me.

SULLA ROTTAMAZIONE GRILLO E RENZI INTERSCAMBIABILI

Io ho sempre pensato che dietro la battaglia anti-vitalizi ci fosse il tentativo di punire quella classe dirigente democristiana, comunista e socialista che ha fondato la Repubblica. “Personaggetti” come Luigi Di Maio, e utili ascari come Rosato, hanno creduto che fosse loro compito dare un colpo alla memoria e alla sua rappresentazione vivente. Un caso evidente di miserabilismus. Ma il voto di Rosato spiega la cultura di fondo del renzismo, sia quello originario sia quello diventato punto d’arrivo di tradimenti di corrente. La cultura di fondo è indistinguibile da quella dei 5 stelle, dall’antipolitica, dall’idea di un Paese senza memoria e senza rispetto per il passato e per le persone fisiche che lo rappresentano. La “rottamazione” è stata la loro linea generale, il tema su cui Grillo e Renzi sono stati assolutamente interscambiabili.

Rosato appartiene a questa categoria di imitatori del Movimento 5 stelle che anche dopo il 4 marzo, quando hanno provocato il disastro più clamoroso nella storia della sinistra, continuano a inseguire il modello grillino fingendo di volersi a esso opporre. Moralmente sono figure indecenti. Politicamente sono personaggi che il Pd dovrebbe allontanare da sé. Capisco che questa mia indignazione può apparire dovuta a fatto personale. In parte lo è. Ma solo in parte. Modificare il tenore di vita verso il basso è una tradizione, purtroppo, familiare che non mi trova impreparato. Io comunque vivo, tuttora, orgogliosamente del lavoro ch ho fatto anche in parlamento, ma conosco centinaia di persone, belle e brave, che hanno dato molto alla politica e al parlamento, ma che dal primo gennaio del 2019 saranno disperate.

NEL PD CHI HA CREATO DISASTRI È UN CORPO ESTRANEO

Il fatto che in Italia vi siano molti, tanti disperati, non giustifica questo accanimento contro gli ex parlamentari. E domani contro le cosiddette pensioni d’oro di 4 mila euro. È la caccia alla borghesia, è la voglia di spiaggiarla per agitare questa bandiera di fronte a tanta povera gente a cui non si vuol dare alcuna prospettiva. I nuovi padroni, come Renzi, non vogliono mettere in discussione l’assetto vero del potere, soprattutto economico.

Purtroppo sta emergendo una classe dirigente grillina, leghista e renziana che ha disprezzo del mondo e che cura solo i propri interessi fingendo ostilità reciproca. Oggi a sinistra ci si divide sul tema del dialogo con i 5 stelle. I renziani dicono il loro “no” assoluto. La mia opinione, che nasce dal desiderio di aprire un varco nel blocco Salivini-Di Maio, è che con i 5 stelle bisogna discutere purché si parta dal fatto che gli si contesti praticamente tutto e soprattutto la visione anti-democratica delle istituzioni e della società. Si discute facendo a botte, non arrendendosi.

I renziani e Rosato, invece, vogliono imitare i 5 stelle e ancora si stupiscono che vi sia nella sinistra chi non vuole più sentire parlare di loro, responsabili dell’avvento del governo dei “neri” e degli incapaci. Io difendo il diritto anche dei perdenti, e quindi dei renziani, a fare politica, ma chi ha creato tanti disastri non può stare nel nostro mondo. È un corpo estraneo. La riforma del Pd da qui deve partire. Accodarsi alla stella cadente di Tony Blair era già squallido, farsi dirigere da Fico è indecente

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