Salvini, 450 in barcone,non vengano qui
16 Luglio Lug 2018 2052 16 luglio 2018

Salvini non esclude il veto nei confronti delle sanzioni alla Russia

Il ministro dell'Interno a Mosca fa intendere di essere pronto alla linea dura: «Nell'Ue ci sono dossier su cui l'Italia non teme di dire dei 'no' che altri non hanno detto». 

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Le sanzioni contro la Russia vanno eliminate a tutti i costi e, se necessario, per centrare il suo obiettivo l'Italia è pronta a ricorrere al veto in sede europea: Matteo Salvini torna a fare la voce grossa contro Bruxelles, mettendo in mostra tutto il suo sostegno a Vladimir Putin. Lo fa da Mosca, in una trasferta che per lui equivale un po' a giocare in casa, visti gli ottimi rapporti tra il Carroccio e il partito putiniano 'Russia Unita', legati persino da un accordo di collaborazione. Il ministro dell'Interno assicura che per il governo il veto sulle sanzioni sarebbe l'ultima carta da usare nella partita con l'Ue, ma d'altra parte sottolinea di non poter «escludere nulla». «Vogliamo convincere con le buone maniere, con l'arte della democrazia, dei numeri e delle evidenze», dice in una conferenza stampa nella sede della Tass, l'agenzia di stampa ufficiale russa. Poi però precisa subito che nell'Ue «ci sono dossier» su cui l'Italia non teme di «dire dei 'no' che altri non hanno detto».

DA SALVINI UN AVVERTIMENTOA BRUXELLES

Le parole del leader della Lega suonano come un avvertimento a Bruxelles: «Non si parte» - ha detto Salvini», preannunciando veti che possono essere solo la soluzione finale. «Faremo di tutto per non doverci trovare a dire dei no», ma questi - ha ribadito - «in ogni caso non ci spaventano». Il titolare del Viminale - spilletta di Alberto da Giussano immancabilmente appuntata sulla giacca - ha dedicato buona parte dell'incontro con i giornalisti a lanciare i suoi strali contro le sanzioni, di cui - secondo lui - l'Italia sarebbe la prima vittima. «L'Italia è il Paese europeo che ha perso di più in assoluto», ha detto Salvini, sostenendo che «il costo medio per l'economia italiana» ammonti a «7 milioni di euro al giorno».

INCONTRO CON IMPRENDITORI RUSSI E ITALIANI

Sette milioni al giorno equivalgono a due miliardi e mezzo l'anno. Eppure non molto tempo fa lo stesso vice segretario della Lega Lorenzo Fontana aveva snocciolato cifre molto più basse: secondo lui, le restrizioni imposte alla Russia sarebbero costate all'Italia «circa un miliardo di euro l'anno». Naturalmente nessun accenno all'annessione russa della Crimea e al sostegno militare del Cremlino ai separatisti del Donbass, cioè ai motivi per cui l'Ue ha sanzionato la Russia. Salvini è arrivato a Mosca con un giorno d'anticipo rispetto agli appuntamenti politici, per assistere alla finalissima dei Mondiali da tifoso croato, o meglio anti-Macron. Oggi, proprio mentre il suo «amico» Putin è a Helsinki per l'atteso vertice con Donald Trump, ha incontrato il ministro dell'Interno Kolokoltsev e alcuni membri del Consiglio di sicurezza russo, ma anche esponenti dell'imprenditoria russa e italiana. Tra gli obiettivi c'è quello di compilare «un dossier economico ricco di nomi di aziende italiane pronte a investire in Russia e di aziende russe pronte a collaborare alla crescita dell'economia italiana»". Preferibilmente prima del 24 ottobre, quando il premier Giuseppe Conte sarà in visita ufficiale in Russia.

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