Alberto Barachini
Politica
18 Luglio Lug 2018 1020 18 luglio 2018

Chi è Barachini nuovo presidente della Vigilanza Rai

Il giornalista Mediaset, senatore di Forza Italia, è stato eletto alla terza votazione con 22 preferenze. Il M5s ha votato scheda bianca. Paragone lo attacca subito: «Spero non sia al servizio dell'azienda di Berlusconi».

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Alberto Barachini, senatore di Forza Italia, è stato eletto presidente della Commissione di Vigilanza Rai alla terza votazione con 22 voti. Antonello Giacomelli del Pd e Primo Di Nicola del Movimento 5 Stelle sono stati eletti vicepresidenti (leggi anche: Chi sono i consiglieri Rai eletti dal parlamento). La nomina di Barachini è arrivata nell’ambito di un accordo politico tra maggioranza e opposizione, che ha portato il dem Lorenzo Guerini alla presidenza del Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui Servizi segreti (leggi anche: Chi è Guerini eletto presidente del Copasir).

LA CARRIERA NELL'AZIENDA DI BERLUSCONI

Barachini, giornalista Mediaset, è considerato un fedelissimo di Silvio Berlusconi ed è alla sua prima legislatura. Ha battutto la concorrenza interna di Maurizio Gasparri (eletto con 15 voti a favore presidente della Giunta per le autorizzazioni e le immunità di Palazzo Madama), contro il quale il Movimento 5 stelle aveva promesso di fare le barricate. Barachini, al contrario, è un volto nuovo in politica e da parte grillina non ci sono stati veti. Gli esponenti del M5s hanno votato scheda bianca, consentendo che venisse eletto. Nato il 21 agosto 1972 a Pisa ma residente a Milano, Barachini è laureato in Lettere moderne. Ha cominciato giovanissimo la carriera giornalistica come cronista al quotidiano toscano il Tirreno. Dal 1999 lavora per il gruppo Mediaset. Ha iniziato come redattore al Tg4 di Emilio Fede, poi è diventato caporedattore e ha condotto la rubrica Checkpoint su TgCom24, che tratta principalmente temi di economia e politica e prevede in studio la presenza di un ospite a cui gli spettatori possono inviare le loro domande.

BOTTA E RISPOSTA CON PARAGONE

Nemmeno il tempo di festeggiare l'elezione, che subito è arrivata la prima polemica. «Voglio sperare che il nuovo presidente della commissione di Vigilanza sia per il rispetto di una Rai imparziale, di una Rai al servizio dei cittadini e non sia al servizio di Mediaset», ha detto infatti il capogruppo pentastellato in commissione Gianluigi Paragone. «Mi auguro che la nostra attività venga valutata sul merito, nella massima trasparenza e con la disponibilità ad ascoltare tutti per dare risposte concrete ai cittadini che usufruiscono del servizio pubblico», la replica di Barachini. La commissione di Vigilanza, ha aggiunto il neopresidente, «ha un incarico delicato e importante nel garantire equilibrio ed equidistanza, oltre che attenzione alle questioni sociali e allo svilupparsi delle tensioni nel Paese. Mi auguro di poter lavorare con i colleghi nella massima trasparenza». Per Barachini il servizio pubblico «deve essere imparziale, radicato nel territorio e attento agli scenari internazionali che cambiano. Quindi capace di svilupparsi con nuove tecnologie».

PER BERSANI SI TRATTA DI UNO SFREGIO

Anche Pier Luigi Bersani attacca: «Uno sfregio. Le famose opposizioni, parlo di Pd e Forza Italia, attribuiscono la presidenza della Vigilanza Rai a un uomo Mediaset. Siamo al dadaismo puro e non voglio parlare d'altro. È chiaro che il Pd voleva il Copasir». Durissimi anche i sindacati dei giornalisti: «Siamo alla istituzionalizzazione del conflitto di interessi. Affidare la presidenza della commissione di Vigilanza a un ex dipendente Mediaset è un passo senza precedenti», hanno dichiarato Fnsi e Usigrai.

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